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Romano Penna: 5 incontri su Paolo ai Filippesi – via del Mascherino, Roma

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Un nuovo ciclo di incontri biblici con don Romano Penna presso la Libreria Paoline Multimedia International.

Paoline – Via del Mascherino 94 – Roma

Tema 2017
LA LETTERA DI SAN PAOLO AI FILIPPESI

Questo il programma degli incontri:
9 Gennaio – Paolo si presenta: «Per me vivere è Cristo» (Fil 1,1-26)
6 Febbraio – L’inno cristologico e il suo contesto etico (Fil 1,27-2,30)
6 Marzo – Fuori di Cristo, spazzatura (Fil 3,1-11)
3 Aprile – La corsa cristiana aperta ai valori (Fil 3,12-4,9)
8 Maggio – Gioia personale nel rapporto con i lettori (Fil 4,10-23)

(Tutti gli incontri si terranno dalle 18,30 alle 19,30)

http://www.paoline.it/eventi.html?view=events&ohanah_venue_id=1&ohanah_category_id=&filterEvents=notpast

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Negli spazi della Libreria delle Paoline in via del Mascherino 94 a Roma,
il grande biblista del Nuovo Testamento, Romano Penna,
continua ad intrattenerci anche per l’anno 2017
spiegandoci
la persona di Paolo di Tarso attraverso le straordinarie lettere che ci ha lasciato.

Quest’anno si tratta della lettera che Paolo scrive alla piccola comunità cristiana di Filippi, l’odierna Καβάλα, in Grecia.

Filippi è la prima città d’Europa che riceve l’annuncio della Resurrezione di Gesù.

E’ l’occasione per ricordare:

come di Paolo di Tarso si ricordano le numerose comunità cristiane che fonda
e purtroppo
non ci è giunto alcun ricordo dal Nuovo Testamento di comunità fondate dall’Apostolo Pietro e
tanto meno la comunità di Roma, probabilmente fondata dalla coppia di coniugi Andronico e Giunia che ricorda Paolo stesso “sono degli apostoli insigni che erano in Cristo già prima di me”(Rom. 16,7).

Paolo non è un buon oratore, non ha una bella presenza fisica,
eppure
ci lascia delle lettere che diverranno esse stesse parte integrante dell’annuncio del Vangelo,
ricordando
che ci sono lettere storicamente di Paolo
e lettere deutero-paoline, attribuite a Paolo.

Paolo
nel suo portare l’annuncio della Resurrezione di Gesù,
non ha mai voluto pesare sulle comunità cristiana che visitava,
si portava dietro gli strumenti della tessitura, per lavorare mentre svolgeva il servizio al Vangelo.

E’ un bel momento per capire di quante sovrastrutture abbiamo noi cristiani e cattolici caricato il messaggio evangelico di Paolo cui si fa portatore.

Perchè perdere questa occasione che le Paoline ci mettono a disposizione nei loro spazi di Via del Mascherino 94 a Roma?

 

Romano Penna – Roma – Incontri al Mascherino 2016

Una bella occasione per i Romani
tra le tante proposte bibliche nella città di Roma,
per questo anno 2016.


La libreria delle Paoline a via del Mascherino 94 – Roma
ha organizzato 5 incontri da Gennaio a Maggio
con don Romano Penna, il grande biblista del Nuovo Testamento.

Incontri 2016 con d.Romano Penna in via del Mascherino 94 Roma.JPG

Religione per malati mentali

Spiletti 15 giu 2015 12.15

http://www.luigiaccattoli.it/blog/2015/06/08/nessun-uomo-e-profano-o-impuro/#comments

Don Fabio Rosini, è un biblista?

Ma chi gli ha dato la patente di “Biblista” ?


Ieri mattina come mi accade spesso, alle 7.00, ascolto Orizzonti Cristiani, un programma della radio Vaticana. E’ una radio che ha anche programmi di qualità. In passato, ormai remoto, ha avuto persone di grande calibro a guidare riflessioni o meditazioni.
Da molto tempo propone delle Lectio, di un certo Fabio Rosini, che viene presentato come Biblista.


Ecco,
faccio questo atto di “cultura”,
sbobinandomi La Lectio sul vangelo di domenica prossima che ieri Fabio Rosini (Biblista?) ha proposto alle 7:00 e alle 17:30.


Con calma voglio ritornarci su,
visto che Fabio Rosini è un personaggio pubblico,
ogni settimana viene proposto dalle varie emittenti cattoliche,
è oggetto di pellegrinaggi,
parla pubblicamente,
quindi
gli si può parlare pubblicamente,
anche attraverso un blog.

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LECTIO SUL VANGELO di domenica 11 novembre 2012
di don Fabio Rosini

«Questo testo si colloca al termine del 12° capitolo del vangelo di Marco che precede l’ultimo discorso di Gesù, che farà, prima della passione.
Al Capitolo 14° comincerà la passione, al capitolo 13° ci sarà questo discorso sulle cose finali sulla distruzione del tempio sulla fine delle cose, sul termine della storia, sul termine anche della storia presentemente vera per l’Israele a cui Gesù parlava.
Quindi questo è l’ultimo atto pubblico di Gesù.
Questi sono gli ultimi racconti e questo fatto è lasciato lì al termine di tutta quella che è l’avventura di Gesù prima che vada alla sua gloriosa passione per darci una indicazione, ed è un’immagine contrapposta di due tipi di personaggi.
Da una parte appaiono gli Scribi, che amavano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe, i primi posti nei banchetti, e dall’altra parte, una vedova, una povera vedova, che getta nel tesoro tutto quello che ha.
Perché questi due personaggi, lo Scriba e la vedova sono contrapposti?
Perché sono proprio due forme di vivere e ci sono posti davanti come due ipotesi.
Il problema è che entrambi hanno delle priorità, compaiono delle priorità nei loro atti.
Ecco lo Scriba.
Questo Scriba che ama passeggiare in lunga veste.
Perché ci sta più comodo ?
No!
Perché riceverà un saluto sulla piazza,
avrà il primo seggio nella Sinagoga, e in più possono il banchetto, la veste e il ruolo sociale.
Passeggiare, cioè andare in giro, farsi vedere, ecco questi uomini amano queste cose qui, hanno nel cuore una priorità, il loro ruolo, essere ammirati, essere guardati.
E’ interessante che Gesù dice, guardatevi da coloro che vogliono essere guardati, distanziatevi da coloro che vorrebbero i vostri occhi, state bene attenti a non prestargli i vostri occhi, perché voi avete altro da guardare.
Questo uomo che viene descritto attraverso questa fisionomia è un uomo che è vano, non ha un centro solido, nel suo essere, vive perché gli altri lo guardano, se gli altri non lo guardano non è niente, vive perché qualcuno lo ammira, desidera essere lodato, abita nell’opinione altrui, non risiede in se stesso, non ha consistenza, non ha un’identità, se qualcuno lo disprezzerà, morirà, se qualcuno non lo apprezzerà, il giorno in cui il loro ruolo cadrà, si troveranno nel nulla.
Ecco, al primo posto che ci sta nella vita? Al primo posto che ci sta? Noi possiamo essere molto bravi a rispondere a questa domanda e possiamo credere di avere chiaro questo punto e di guardare da lontano questo Scriba, ma se ci guardiamo nel cuore questo non è vero per niente, noi amiamo il primo posto, amiamo essere ammirati, amiamo essere confermati, al primo posto nella nostra vita può purtroppo, potentemente essere insediato il bisogno di essere guardati, il bisogno di essere riconosciuti, il bisogno di essere stimati, l’urgenza di essere apprezzati, e messi al centro dell’attenzione.
Questa è una vita da quattro soldi, questa è una vita che non vale niente, questa è una vita che presto o tardi sacrificherà le cose che veramente valgono, sull’ara di questo idolo che è lo sguardo altrui, verranno sacrificate tante cose.
Guardiamo come è terribile oggi per esempio il problema dell’aspetto.
Che è questo scriba ? L’aspetto !


L’essere belli.
Quanta gente che è infelice perché non è bella, perché non è bella come vorrebbe, e poi tutti quanti non sono belli come vorrebbero, chi è un po storto, chi è un po basso, chi è un po largo, non c’è nessuno che è soddisfatto di come è, e allora tutti infelici perché dobbiamo essere presentabili, dobbiamo sopravvivere allo sguardo altrui, e quindi la nostra vita è apparenza, non conta ciò che siamo, conta ciò che sembriamo, e allora la nostra vita è una grande menzogna, una grande frottola, epidermica, bisogna riprendersi la propria vita. Per riprendersi la propria vita, bisogna darla a chi veramente ce la sa restituire, redenta.
Ed ecco che compare quest’altra immagine, questa donna che ormai, non ha proprio più un ruolo, perché è l’ultimo gradino della società, una vedova peraltro povera, la condizione sociale allora delle vedove dove la eredità era solamente di ordine maschile, inchiodava le vedove in una probabile condizione di mendicanza. Questa è detta proprio povera vedova, lei è proprio mendicante, è sicuro, non c’è ombra di dubbio.
Questa donna nel mondo è arrivata all’ultimo posto, e a questo punto questo ultimo posto, gli ha svelato cosa vale veramente la pena di fare, ha due spiccioli, ha due spiccioli ancora, che facciamo co’ sti due spiccioli ?
Se noi ci guardiamo dentro, abbiamo tutti solo due spiccioli, alla fine tutto quello che abbiamo è niente, alla fine tutto quello che abbiamo è rrobbettina, basta che la tua salute ti sia toccata un pochino, e scopri come sei dotato, quanta forza hai, quanta sostanza hai sul serio e scopri che hai due spiccioli, hai la tua vita, non molto altro, è tanto facile perdere tutto, un attimo, un attimo e perdi tutto, purtroppo noi continuiamo a dare il nostro cuore a illusorie sicurezze mondane, crediamo veramente che con un conto in banca ciccione, e una serie di buone opinioni collezionate, raccolte intorno a noi, abbiamo la vita. Ma cosa abbiamo!! Niente ! Un attimo e si perde tutto, abbiamo due spiccioli, non abbiamo nient’altro, e siamo tutti vedove !
Questo mondo ci ha sposato e ci ha abbandonato, questo mondo ci ha sempre un po’ deluso.
Siamo tutti vedove di tanti idoli, a cui abbiamo chiesto tanti ideali, a cui abbiamo chiesto tante ipotesi, tanti progetti, poi alla fine cosa resta ?
Resta robettina, ina, ina, e non serve a niente, abbiamo solamente due spiccioli.
E dalli sti’ due spiccioli! Dalli a Gesù Cristo! Dalli buttali nel tesoro del tempio.
Interessante che il testo continuerà al capitolo 13° il versetto successivo a questo racconto, e si racconterà che il tempio sarà distrutto.
Il tempio si perderà, ma non si perderà il tuo rapporto con Dio.
Questa donna dando questi due spiccioli, ha perso tutto ciò che aveva ma ha trovato ciò che veramente vale, l’unica eredità che nessuno ci può strappare, un rapporto vero con Dio.
Quando si ha un rapporto vero con Dio?
Quando ci si gioca tutto con lui.
Quando di due spiccioli non se ne tiene uno e l’altro si dà.
No!
Tutti e due!
Ce ne aveva due, era più logico tenersene uno, bene, tutti e due, perché no!
Ma dice, ma vale poco.
Qui il problema non è quanto è, il problema è la qualità di quello che è.
Infatti Gesù guarda come la gente gettava monete nel tesoro, ovverossia, la qualità è la mia vita.
C’è dentro tutto in questo.
Ma potessimo avere in questa settimana il dono, l’opportunità di giocarci l’esistenza per il Signore Gesù.
Ma che meraviglia!
Allora avremmo sostanza!
Chi ha vissuto questa piccola morte dell’affidamento, vive la grande vita della certezza dell’amore di Dio, cià n’altra vita, cià n’altra qualità, andando oltre fidandosi di Dio, dandogli quel poco che siamo, scopriamo la grande ricchezza, tutto diventa nostro.
Che il Signore conceda a tutti noi, almeno un’occasione questa settimana per spostare il baricentro da noi stessi a Lui e giocarci tutto.
Ma che ti credi di perdere!
Quanta gente, facendo pastorale vocazionale che sta lì, mi tengo sta vita,
ma che ti credi di avere!
Questa vita da quattro soldi, solamente con Dio diventa bella la vita, senno te la tieni, te la tieni, e poi la perdi.
Te la tieni, te la tieni, e poi la rovini da solo, te la impastrocchi da solo, perché questa vita che noi abbiamo, solamente in Dio si compie.
Siamo fatti per essere compiuti solamente nei progetti che Dio ha meravigliosi, bellissimi, pieni d’amore che ci regalano a noi stessi.
Scopriamo che mentre ci doniamo, finalmente! Il Signore ci dà di possederci, e ci da di essere al suo cospetto. Possa il Signore veramente darci occasioni e occhi per vedere queste occasioni per dare la nostra vita, gettarla nel suo tesoro.»


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Omosessuale ? Confessati e non peccare più. (Schönborn)

Card. Christoph Schönborn


Il vescovo di Vienna Card. Christoph Schönborn viene intervistato a Roma dal vaticanista Andrea Tornielli.


Il giornalista ricorda quanto avvenne nella parrocchia di Stützenhofen a nord di Vienna.
I parrocchiani avevano eletto nel consiglio pastorale il giovane Florian Stangl che convive con il suo compagno con il quale ha contratto il “Partnerschaft”. Il parroco non ha ratificato.
Il vescovo Schönborn dopo aver incontrato personalmente Stangl, ha solo deciso di non interferire con l’elezione avvenuta da parte dei parrocchiani.
Non è dato di capire se l’elezione dei parrocchiani sia stata ratificata o meno.


Molti in seguito all’evento riferito, hanno concluso una posizione favorevole nei confronti della vita affettiva delle persone omosessuali.


Il Card. Schönborn chiarisce al giornalista:


«noi pastori dobbiamo tener fermi gli insegnamenti della Scrittura e della Chiesa,
non per fideismo, ma perché siamo convinti che rappresentano il cammino verso la felicità.
E dobbiamo cercare di aiutare tutti a condurre una vita conforme a questi insegnamenti».


«Non dobbiamo giustificare certe situazioni, ma chiedere un cambiamento […]
Ci vuole un cammino di conversione […]
Bisogna aiutarli a riconoscere che il disegno di Dio non è questo
e se si sentono incapaci di seguire l’insegnamento della Chiesa,
che lo ammettano con umiltà, chiedendo l’aiuto di Dio,
confessandosi e cercando di non peccare più.»


Source:

Il cardinale Schönborn “La Chiesa non cambia la sua posizione sui gay”
di Andrea Tornielli
in “La Stampa” del 17 maggio 2012

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201205/120517schonborntornielli.pdf


http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/austria-15171/


http://derstandard.at/1332324257517/Katholische-Kehrtwende-Schoenborn-bestaetigt-homosexuellen-Pfarrgemeinderat


commenti in Raffa papale: http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/05/schonbornla-chiesa-non-cambia-la-sua.html

Florian Stangl


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Rispondendo a Gianni Gennari “non negoziabile…”

don Gianni Gennari, teologo di morale e giornalista

Gianni Gennari e i Principi non negoziabili....

Gianni Gennari scrive l’articolo:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/21/Dialogo_tra_Credenti_Laici_esistono_co_9_111021061.shtml

Lo leggo e commento:
https://incompiutezza.wordpress.com/2011/10/21/lettera-a-gianni-gennari/#comment-1197

Gianni Gennari scrive:
23 ottobre 2011 alle 08:26

Caro commentatore, a me pare che tu non abbia capito niente dell’articolo che critichi.
Anche lì è scritto che se c’è il consenso della maggioranza una legge si può sempre fare, ed è stata fatta p. es. nel caso di divorzio e aborto.
L’unico problema è che non puoi pretendere che a priori tutti siano d’accordo con te.
Se quelli che sono d’accordo hanno la maggioranza allora la legge si fa come vuoi tu, altrimenti no. tutto qui: rileggi, ragiona, e forse ora capisci.
Quanto alle osservazoni personali lascia perdere, p. f., o firmati e ne ragioniamo.
Gianni Gennari
===========================

Roma, domenica 23 ottobre 2011

Ebbene rifletto ancora:

Buon Gianni,
ho letto, ho letto,
e tutti possono leggere il tuo articolo
nell’archivio sul Corsera.

1.
Ti arrocchi dietro un principio non negoziabile che in natura non esiste,
la società non  ha mai avuto principi non negoziabili,
e il Potere dei vertici nella mia Chiesa Cattolica non ha mai avuto principi non negoziabili, se non come ultima moda di questi ultimi tempi, per attaccarsi ad un ultimo scampolo….  di potere sulle coscienze (denaro nelle cassette delle offerte, 8 x mille, donazioni varie….. potere del denaro, connivenza con mammona….)

2.
Fai anche di peggio,
vai contro il comandamento di Gesù il Cristo,
riaffermi l’immutabilità della Legge e dei Profeti,
e lo fai rendendo immutabile, nientedimeno,  la comprensione della Costituzione,
che è un dato prima di tutto, Civile, di proprietà dei cittadini italiani,
non di certo soggetta all’esegesi di una istituzione religiosa che per propria denominazione ha bisogno di conservazione e di immutabilità, una religio che incatena al passato, incapace di leggere il vissuto attuale del popolo, e in questo caso del popolo civile italiano.

Come al solito,
va di moda accusare gli altri di incomprensione.

Io ho l’impressione che tu usi dello stesso sistema logico
usato dal potere sulle coscienze tanto di moda nel clero
e nelle istituzioni clericali di vertice….

Non ti va bene che non mi firmo?

Non mi importa nulla,
non sono un giornalista,
non ho questo dovere.

Non sono come te che per scrivere un articolo o editoriale prende soldi,
io le mie idee le esprimo,
liberamente senza che nessuno debba pagarmi lautamente.

Registro semplicemente le tue idee,
le riporto,
le commento….

ed osservo la solita ipocrisia clericale….

Dovremmo essere nello stesso Popolo di Dio,
ma dalle tue parole,
mi sembra che tu ti poni comunque al di sopra.

E lo fai persino nel consesso civile tra i cittadini italiani.

Per il resto
sono anonimo?
Ho una e-mail,
se mi chiami vengo a trovarti,
e posso dirti di persona quello che penso,

e rinfacciarti la tua doppiezza,
quella di ricacciare le persone
nella vita della Legge e dei profeti,
ed obblighi anche chi non vuole seguire Legge e Profeti,

perchè
quello che interessa a te ancora come un Sommo sacerdote in sonno…
è stabilire chi è nelle regole,
chi è nella legge,
stabilire chi è nel gregge dei peccatori,
pronto a far ripetere come un pappagallo…. agli altri… il sacrificio
che Cristo non ha mai chiesto ha nessuno,

anche nella vita civile dei cittadini italiani.

Vuoi un popolo che ancora obbedisca alla Legge Naturale inventata dal tuo Sinedrio,
per tenere sotto scacco un popolo da dominare sotto la paura.

Tutto il contrario del comandamento che oggi Gesù ricorda nella liturgia,
quel comandamento che qualifica, migliora, sostituisce il vecchio decalogo mosaico.

Il Vangelo,
oggi era soprattutto per persone come te,
anzi prima di tutto è per le persone come te,
(per me rimani sacerdote),
…. Altro che vendere la favoletta dell’amore universale…….. che vale sempre per gli altri…. per i senza potere….

Gesù, oggi si rivolge con estrema chiarezza ai vertici della vita religiosa, della sua Chiesa ebraica, come a quelli che hanno voluto costituire il Potere nelle Chiesa usando il Suo nome in qualsiasi tradizione…..
e tu ci sei dentro fino alla cima dei capelli in sonno…. o meno.

Io come cattolico, come credente nell’unico Corpo di Cristo,
non ti chiedo alcun assenso.
Nel mio piccolo,
rispetto l’altro,
il pubblicano, il samaritano….. la samaritana…
ma è ovvio,
che nel tuo articolo,
tu stai facendo affermazioni
non all’interno della mia Chiesa cattolica,
ma la stai imponendo alla società civile.

Non mi pare proprio che tu sia capace di rispetto verso gli altri….

Nella dialettica,
anche i sacerdoti che apprezzarono e seguirono Hitler,
avevano le loro ragioni per essere liberi di esprimere
le proprie opinioni…..

Ma alla fine della Guerra….
sia in Italia, come in Germania,
non di meno in Spagna in quell’altro contesto in cui erano solo per conservare il potere sul popolo,
molti…… vennero uccisi, (alcuni uccisi per colpa di altri….)
e
non erano di certo i famosi profeti,  inviati……

chi li uccisero furono i vignaioli. (cfr. Marco 12)

Non avete capacità di profezia,
e vi nascondete nel potere, mediatico, clericale, politico, finanziario.

Rileggiti il tuo articolo, ragiona….

Gianni,
non lo voglio il tuo assenso
sui matrimoni civili per le persone dello stesso sesso,
sei incapace del rispetto della vita affettiva altrui,
diversamente da me cattolico,
che non posso non dire sì
alla vita affettiva altrui,
non posso non dire sì
alle persone che vogliono testimoniare l’amore vicendevole nella prospettiva della fedeltà, della progettazione, della durevolezza,
esercitando affetto e sesso nel loro modo che ritengono più congeniale,
anche se
fino a 50 anni fa era impensabile,
soltanto perché era vietato pensarne e parlarne…..
perché era solo permesso il promiscuo sottaciuto.

“Quanto alle osservazoni personali lascia perdere”
mi dici….
ma io nella mia vita
per la mia libertà di parola ho rischiato di perdere il lavoro….

ma lo so bene,
che questa libertà,
è negata nel mondo curiale,
i parroci parlano sottovoce,
i vicari sussurrano,
tutti pieni di paura,

se persino un vecchio mio amico prete di 70anni,
che impegnato in parrocchia e nelle mura leonine con particolare incarico…..
riferendomi sul cardinal vicario Vallini,
poi sente il dovere a propria tutela di aggiungere:
“mi raccomando…. è tra me e te”.

Gianni,
le favolette
raccontale a chi non conosce l’interno della vita clericale e curiale
in cui i principi non negoziabili è solo un peso di cui caricare le spalle altrui,
“Guai anche a voi,
dottori della legge,
che caricate gli uomini di pesi insopportabili,
e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!” (Luca 11)

Un amico sacerdote tempo fa è stato abbandonato in mezzo alla strada,
proprio come l’aggredito sulla via da Gerusalemme a Gerico,
paradossale !!!!
Anche qui è passato il “sacerdote”(vescovo) e vedutolo, passo oltre, dal lato opposto….
INCOMPIUTEZZA

RIPRODUZIONE NON RISERVATA

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Gianni Gennari, Sì al dialogo tra credenti e laici ma esistono princìpi non negoziabili, matrimonio, coppie di fatto, contratto, etero, omo, Stato di diritto, divorzio, Bibbia, Storia della salvezza, costume, tradizioni, cattolici, unione civile, matrimonio civile, matrimonio religioso, Corriere della sera, farisei, sadducei, dottori della legge,

Lettera a Gianni Gennari

don Gianni Gennari, teologo di morale e giornalista

Oggi la realtà è ben diversa:
in nome di dialogo e laicità
si vorrebbe che la Chiesa tacesse sulla pretesa di identificazione tra matrimonio
… e
ogni unione di persone, etero o omo fa lo stesso.

Si chiedono «diritti civili» delle coppie di fatto?

Basterà mutare… qualche comma del codice civile!

No: si vuole
l’affermazione di principio
che ogni unione è «matrimonio».
Se trova una maggioranza che lo affermi può diventare legge?
Certo,
ma non con il mio consenso di cattolico.

Questo, e solo questo vuol dire che per me, e per tanti cattolici, si tratta di un principio non negoziabile.

…Dunque nessuno può pretendere,
neppure in nome del «dialogo»,
… che io cattolico, e chi come me la pensa,
dia il mio assenso democratico a ciò che contraddice la mia coscienza.

tratto da:
Sì al dialogo tra credenti e laici ma esistono princìpi non negoziabili
di Gianni Gennari
in “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2011
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Il cattolico Gianni Gennari espone un suo diritto di cittadino italiano cattolico.

Ma non può avere la pretesa di essere il rappresentante esclusivo di tutti i cittadini italiani cattolici.

Per me, come per tantissimi altri cattolici
i suoi diritti non negoziabili sono solo una furbata,

come lo erano una furbata il negare agli italiani il diritto di recesso da un contratto matrimoniale.

Caro fratello cattolico Gennari,
nessun cattolico ha la verità assoluta nella vita civile da imporre a tutti i cittadini italiani,

se riesci a convincere delle tue idee la maggioranza dei cittadini nel gioco della democrazia,
sta bene,

se le vuoi imporre alla maggioranza dei cittadini
con la furbata di principi non negoziabili
che in natura non esistono,
senza passare per la democrazia
fai male.

Il matrimonio nasce in ogni latitudine
come contratto tra clan che impegnano ciascuno per il figlio maschio e la figlia femmina per assicurare una

discendenza,

nella maggioranza delle civiltà il matrimonio è un contratto

che viene anche benedetto da tradizioni religiose.

Un popolo, dei cittadini,
nell’evoluzione dei costumi
può decidere
sulla fattispecie del contratto di matrimonio e sui contraenti.

Questo è un dato antropologico che non è una esclusiva della religione.

Io come cattolico,
affermo la mia libertà di riconoscere a due persone
la dignità del matrimonio civile di affetto in comunione,
che a tuttoggi viene loro negato di vivere dallo Stato di diritto.

Il matrimonio religioso è tutt’altra cosa,
appartiene alla sfera di norme canoniche che esulano dallo stato di diritto civile
di una nazione che non può e non deve favorire una tradizione religiosa sull’intera cittadinanza civile.

Sull’evoluzione civile dei costumi,
la Bibbia non fa assolutamente testo.

La bibbia non è un libro di storia del costume,
è un libro di STORIA DELLA SALVEZZA.

Per i fondamentalisti è altra cosa, ma non fanno testo.

Che Gennari alla sua età
cominci a fare confusione,
può essere un suo problema di salute,
che non può far pesare sui cittadini italiani.

Il cittadino italiano
ha come base la Costituzione
non la Bibbia.

La Costituzine nulla afferma sulla specificità dei contraenti il matrimonio.

Se all’epoca della scrittura la Costituzione intendesse una specificità
che oggi nei costumi e nelle usanze viene mutando,
come per ogni legge esiste l’iterpretazione e l’attualizzazione che la costituzione non nega.

Gli uomini e le donne che intendono formare coppia-etero hanno per legge due possibilità:

– la convivenza, che per chi lo sceglie conferma il voler essere fuori da normative di tutela, e gestire il proprio rapporto senza bisogno di riconoscimenti istituzionali e pubblici,

– il matrimonio davanti allo Stato che permette di avvantaggiarsi di forme di tutela
per la stessa coppia,
per la discendenza,
per le garanzie di eventuale scissione del contratto matrimoniale.

Con il tempo e l’evoluzione dei costumi,
le persone che hanno da sempre vissuto nascostamente e sotto stigma sociale la ricerca di una affettività tra persone dello stesso sesso, costretti a vivere nascondendo come criminali il proprio orientamento, costretti ad avere come unica possibile alternativa da sempre relazioni clandestine promiscue,
oggi,
alzano la voce,
domandano di essere trattati con pari dignità,
domandano di poter vivere i propri affetti alla luce del sole,
domandano che lo Stato riconosca ufficialmente il contratto civile e di affetto che tra loro vogliono stipulare,
nell’intesa di costruire un progetto affettivo durevole.

Questo lo Stato a dei cittadini italiani non può negarlo.

Le proposte di legge sulle “coppie di fatto”,
sono una grande cazzata.
Le proposte erano state fatte soltanto per bypassare il divieto di unione civile per le persone dello stesso sesso,
cosa
che gli etero non hanno alcun bisogno in quanto le norme che esistono sono chiare:
– ti sposi hai tutela,
– non ti sposi, dichiari implicitamente che non ti servono tutele.

Caro Gennari,
o stai alle regole della democrazia,
o sei semplicemente uno dei tanti spaventati dai tempi che cambiano
e non credono
che i cattolici non debbono imporre
ma debbono proporre la loro testimonianza
di fedeli al progetto di Gesù,
se vogliamo essere credibili.

Non è con i dictat,
che facciamo testimonianza evangelica.

E per ora le tue parole non dimostrano testimonianza del vangelo,
ma soltanto tue convinzioni di costume e tradizioni datate.

Gianni Gennari già prete,
nel 1984 su richiesta ha avuto la riduzione allo stato laicale, si è sposato,
e lavora per i vescovi al giornale Avvenire.

A Roma, quando un sacerdote lascia il ministero sacerdotale, chiede di non fare più il prete,
viene sbattuto fuori anche dall’insegnamento della religione, anche se ha 50 o 60 anni,
buttato in mezzo ad una strada,
lasciato nell’abbandono.

Mi sembra che Gennari abbia già abbastanza “culo”!!!
Ma
non ha imparato nulla dall’esperienza,
ha il gusto di dire agli altri cosa devono fare.

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chiave:
Gianni Gennari, Sì al dialogo tra credenti e laici ma esistono princìpi non negoziabili, matrimonio, coppie di fatto, contratto, etero, omo, Stat di diritto, divorzio, Bibbia, Storia della salvezza, costume, tradizioni, cattolici, unione civile, matrimonio civile, matrimonio religioso, Corriere della sera,