Quel Sequel dei Vangeli

(Incompiutezza)MartinaFranca-ChiesaS.Antonio web
LIBER COMES


Diario di giovedì 9 apr. 2015


Che consolazione,
per me che mi metto davanti allo sguardo di Gesù,
ascoltare in queste mattine la Narrazione del Sequel dei Vangeli: gli Atti degli Apostoli.


Non mi metto davanti a questa Persona come un credente cieco,
sono un battezzato nella Tradizione cattolica che scruta, ogni mattina,
– la comunità ecclesiale che ha intorno presso la mensa Eucaristica,
– le parole che vengono lette dalle narrazioni scritturistiche,
– quella strana ostia, una volta per me tanto ovvia, e che ora per me è veramente affatto ovvia e terribilmente misteriosa e irrazionale e illogica.


Sono sorpreso da Pietro che sta parlando con lo storpio che è guarito poco prima,
e intorno c’è un accorrere
di popolo,
di massa,
che è fuori di sé di stupore.


Ed ecco Pietro (che non sa di essere papa o vescovo)
che senza ipocrisia religiosa sta lì a dire:


«Ma che vi meravigliate !
ci state a guardare come se io e Giovanni fossimo stati noi a guarire questo storpio
per un nostro potere,
per la nostra religiosità…..


Dio ha risuscitato Gesù dai morti,
e di questo io e Giovanni ne siamo i testimoni.


La fede che è riposta in lui,
la fede che viene da lui


il nome di Gesù
ha guarito,
ha ridato vigore,
a quest’uomo che era storpio» (da Atti 3,11-26)


.
Nel Vangelo-parte 2^
la prima preoccupazione
degli EBREI
– che hanno seguito Gesù,
– che hanno fatto comunità con Gesù,
– che hanno convissuto con Gesù


è
essere testimoni che DIO ha risorto il suo SERVO Gesù.


La seconda preoccupazione
di questi EBREI
è che GESU’


continui ancora fare gli stessi gesti di guarigione
che
indicano l’essere in vita di Gesù (fede in lui e da lui)
e
che il Gesù vivo continua a dare lo stesso messaggio di liberazione
attraverso i segni della guarigione,
come ha fatto fin dal suo primo giorno del suo ministero pubblico.


Non è per opera di Pietro, di Giovanni, del prete, del pastore, dell’Anziano,
non è per opera mia,
che posso permettermi la fede in Gesù, nel Padre,
ma….
è proprio Pietro me lo dice….


«E voi per opera sua credete in Dio,
che l’ha risuscitato dai morti,
gli ha dato gloria,
così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio. » (da 1^Pietro 1,21)


Gesù è
“obiectum et fons fidei”
oggetto e fonte della fede


Non è passare la Porta Santa
di san Pietro,
di santa Maria Maggiore
a Roma
che mi darà fede o migliorerà il mio rapporto di fiducia in Gesù e nei fratelli in umanità.


Il cammino di riscoperta e di ravvivamento della fede
nel Gesù risorto,
nel Gesù che è vivo,
lo devo fare
prima di tutto
nella mia comunità ecclesiale territtoriale
intorno alla mensa Eucaristica
radunata attorno al proprio vescovo.


Un Anno Santo è un anno della memoria
– memoria della Resurrezione di Gesù,
– memoria di un Gesù vivo che è fonte e sorgente della fiducia.


Il grande problema di noi cristiani del post-cristianesimo
è la Resurrezione,


non sono più obbligato a crederci
perché sennò

– mi mandano al rogo,
– mi dichiarano cittadino indesiderato e scomunicato dalla comunità civile (che una volta coincideva in automatico anche religiosa).


E’ la più grande occasione di credere LIBERAMENTE
nella RESURREZIONE


E’ la più grande occasione mai esistita
dal 313 dopo Cristo fino al 1980 circa, in tutto quel mondo che noi chiamiamo occidentale
e per cultura o per forza “cristiano”.


E’ un problema che hanno vissuto tutti coloro che sono vissuti nelle nazioni chiamate cristiane,
tutti i cristiani di tradizioni
anglicani, luterani, cattolici, episcopaliani, presbiteriani, puritani, calvinisti,
e quanto più ne viene alla mente…..


E’ un tempo difficile,
perché
non c’è un babbo severo
che con la bacchetta o con frusta o con la cinghia,
mi costringe a credere all’illogico, all’irrazionale, fede dei padri…
ma
la mia ragione
si può mettere liberamente a discernere
la sorgente di una misteriosa Fiducia/confiance.

………
Tutti i libri, vangeli, atti e lettere (Bibbia)
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

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