Sinodo: Comunione ai divorziati non sarà regola generale

comunione - ostia

Il cardinale Francesco Coccopalmerio sulla comunione ai divorziati:


«La comunione ai divorziati risposati
non potrà mai essere una regola generale».


«Ma il mio pensiero
è
che seguendo l’ermeneutica del Papa
dobbiamo dare una risposta a persone concrete
che
si trovano in condizioni di urgenza e di gravità ».


Prendendo spunto da un passo evangelico
(quello in cui Gesù chiede che cosa bisogna fare se ti cade il figlio nel pozzo il giorno di sabato),

 le alternative sono due:


«Non faccio niente perché devo rispettare la legge del sabato; oppure no,
qui c’è una persona che ha bisogno di me, gravità e urgenza,
allora intervengo.


La legge del sabato c’è,
la rispetto pienamente
ma
ho dei casi che impongono il mio intervento».


Come il caso di una donna sposatasi con un uomo abbandonato dalla moglie con tre figli piccoli. 


«Questa donna si è unita a lui, ha allevato i suoi figli
e noi le diciamo
‘tu abbandona questa unione altrimenti non ti diamo la comunione’? ».


In sostanza in casi molto precisi,
in cui non è possibile tornare indietro da una situazione anomala,
bisogna fare qualcosa».


E potrebbero essere casi esaminati «da parte del vescovo locale o da un insieme di vescovi».

Estratto da:
(«Ai divorziati risposati risposte concrete» di Mimmo Muolo in Avvenire del 10 ottobre 2014)

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