Cristiani dell’ IRAK – Dietro il male, sempre l’ingiustizia degli uomini

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Cristiani dell’ IRAK


L’opinione pubblica giustamente si muove, sulla sorte dei cristiani dell’Iraq e delle altre minoranze perseguitate da uno “Stato islamico” che in alcuni mesi ha acquisito una straordinaria capacità di distruzione.


Nelle Comunità cristiane sono state prese iniziative di: raduni, preghiere, raccolte di denaro.


Le autorità governative si mobilitano, dall’aiuto umanitario all’assistenza militare.


Davanti a tale violenza e a tale potenza, non è sufficiente protestare verbalmente,
delle azioni efficaci devono essere intraprese.


Non si tratta solamente di aiutare perseguitati a sopravvivere,
c’è bisogno anche di evitare che i persecutori continuino a distruggere ulteriormente.
Ci sono situazioni dove il ricorso alla forza è legittima.


Bisognerà anche domandarsi su ciò che ha permesso lo svolgimento di queste violenze.
Quali “potenze” sono dietro lo “Stato islamico” ?
La sua ascesa folgorante interroga.


Da dove provengono le risorse che permettono allo “Stato islamico” di avanzare così velocemente e di cacciare dalle loro terre da un giorno all’altro delle popolazioni che in quelle terre vivono da due millenni?


Il caos risultante dall’invasione americana del 2003 non avrà avrà facilitato tali azioni?


Noi sappiamo che una parte della popolazione sunnita irakena, esasperata dal comportamento dell’attuale governo iracheno, accorda il proprio sostegno allo “Stato Islamico”.


Tutto questo non è stato fatto in un giorno.


L’avanzata rapida delle truppe si è fatto su un terreno preparato da anni di ingiustizie di caos.


Si può tentare di spegnere l’incendio o di contenerlo.


Questo deve anche incitarci a guardare più attentamente dove solo oggi gli altri focolai e non aspettare altri incendi per cominciare a vedere.


Bisogna ricordare che l’esodo dei cristiani fuori dell’Iraq non è cominciato ieri.


I soli responsabili non sono affatto i dirigenti del “Califfato”.


Era già cominciato durante la guerra Iran-Iraq, all’epoca in cui le potenze occidentali sostenevano Saddam Hussein.


Si è accelerato dopo l’invasione americana del 2003.


Uno degli obiettivi era, la creazione di un potere diviso tra sciiti e sunniti e lasciando le altre comunità senza alcun potere di sussistenza.


A ciascuno dunque la propria parte di responsabilità con tutte le conseguenze delle proprie azioni.

Tradotto liberamente da:

Chrétiens d’Irak – par François Euvé – 12 août 2014
Etudes – revue de culture contemporaine (SJ)
http://www.revue-etudes.com/archive/article.php?code=16317

Un Califat islamique d'Irak et de Syrie ?

Il Vicino Oriente sta cambiando,

come già accaduto in secoli passati,

di nuovo antiche Chiese e Comunità,

scompariranno.

3 responses to this post.

  1. il mio commento è dettato dalla logica, mi spiego meglio. Non è vero che i cristiani e i mussulmani credono nello stesso Dio, questa è un’affermazione del tutto distorta, Perchè il cristiano crede nella Sacra Bibbia (vecchio e nuovo testamento,dove appare la figura di Gesù Cristo, il Redentore, colui che con la sua morte ci ha riscattato ed aperto le porte del paradiso,Egli è il Dio dell’amore, figlio di Dio e lui stesso Dio facente parte con lo Spirito Santo alla SS. Trinità, costituendo la natura dell’unico Dio Padre).Non sono un prete ma penso di essermi espresso abbastanza chiaramente.Il mussulmamo crede nel suo Dio che è presentato nel Corano, Questo Dio tutto può essere tranne che amore, addirittura incita al genocidio, perchè chi non crede in lui deve morire. Quindi il Dio cristiano non non è il Dio mussulmano. il Dio dei cristiani è il Dio della vita, del resto Gesù nei vangeli dice: io sono. la verità e la via, chi crede in me vivrà in eterno. Quindi smettiamola di dire che tutti e due le religioni credono nello stesso Dio,.l’unica cosa che hanno in comune é che sono monoteiste!

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  2. Post sostanzialmente condivisibile. Se può interessare una mia più compiuta analisi del problema, invito a leggere il post relativo sul mio blog all’indirizzo http://www.tommasopellegrino.blogspot.com, poichè sarebbe troppo lunga da sintetizzare qui.
    Vi aspetto.
    Tommaso Pellegrino – Torino

    Rispondi

  3. Posted by gavroche on 17 settembre 2014 at 12:59

    Cominciamo a sgozzarli, poi magari ne discutiamo.

    Rispondi

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