Mons. Galantino: Basta dire W il papa!

cei catholic media


La CEI e i mezzi di comunicazione – 4 giugno 2014


Il Vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Cei,
nel corso dell’incontro mensile con i direttori degli Uffici Cei,
al quale sono stati invitati anche i direttori e gli amministratori dei media che fanno capo alla Conferenza episcopale italiana.


Per Tv2000 erano presenti i direttori Paolo Ruffini e Lucio Brunelli, l’amministratore Lorenzo Serra. Per Avvenire, Marco Tarquinio e Paolo Nusiner.


Per il Sir, Domenico Delle Foglie e Livio Gualerzi.


Afferma il Vescovo padre Galantino:


«Occorre rovesciare la logica che attualmente governa i media Cei.


L’autorevolezza
deve essere fondata sulla ‘Chiesa che fa‘, prima che sulla ‘Chiesa che proclama’,
in quanto la Chiesa è maestra proprio perché innanzitutto fa».


«Ciò richiede
due forme di sinergie:
una verticale che si trasformi in un piano editoriale redatto dalla Segreteria della Cei, mediante l’Ufficio nazionale comunicazioni sociali,
e una orizzontale che verifichi le condizioni di collaborazione tra i vari media».


«Piuttosto che solo convegni e celebrazioni,
dovrebbero trovare spazio storie ed esperienze piccole e grandi, quella vita quotidiana in cui la Chiesa è sempre presente.


Anche il Papa
dovrebbe avere un trattamento più giornalistico,
specie negli editoriali che dovrebbero sforzarsi di ‘dare il senso’,
piuttosto che dire ‘viva il Papa’ o ‘quanto è bravo il Papa‘».


«Andrebbe superato il tabù dei media Cei
che ‘non danno le notizie’ che riguardano la Chiesa, e anzi va solo di rimessa.


Non solo le dovrebbero dare, ma i media Cei dovrebbero piuttosto essere utilizzati proprio a questo scopo, così da arrivare a essere i punti di riferimento per l’informazione religiosa in generale».

________________________________________
Raccolgo la notizia dal Blog di Luigi Accattoli
a cui unisco un senso di soddisfazione, per un vescovo che finalmente “parla come mangia”,
basta con il clericalese.

Quello che dice Il Vescovo Nunzio Galantino, lo sapevamo da quarant’anni,
e i cattolici ne andavano discutendo inascoltati,
perché abbiamo avuto generazioni di preti e vescovi convinti
che la chiesa è solo affare e gestione loro.

E infatti nella loro gestione tenevano aperta la “Porta Angelica”
per i mafiosi e i politici di malaffare,
per andare al Torrione dove ha sede la banca Vaticana dello IOR,
per giocare in affari OFF SHORE
coperti dalla Madre Chiesa dei Vescovi e Papa conniventi.

Mentre sono grato a padre Galantino,
l’illusione dei quarantanni passati a far nulla da parte della Chiesa dei Vescovi,
contro quella dei laici convertiti in pecoroni,
continua ad essere una grande incognita.

One response to this post.

  1. Posted by cris on 13 giugno 2014 at 22:15

    probabilmente lo sai già, ma lo ricordo lo stesso: Josè m. Castillo ha un blog ( o una rubrica ?) su religion digital:

    http://blogs.periodistadigital.com/teologia-sin-censura.php

    Rispondi

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