Papa Francesco e la cultura della guerra tra i cattolici

church culture wars


…. Francesco e Obama sanno bene che ci sono guerre che non sono mai cessate:


le “ culture wars” lanciate dal cattolicesimo americano negli anni Ottanta,
e specialmente dai vescovi nominati in un trentennio da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.


La conseguenza è stata la polarizzazione della Chiesa in due partiti,
e una drammatica Reductio del messaggio morale del cattolicesimo e del cristianesimo
alla questione dell’aborto e del matrimonio.


Papa Francesco è arrivato a scompaginare quelle trincee, e lo shock di molti cattolici (e di gran
parte dei vescovi) americani ha portato alla superficie la situazione di spaccatura all’interno di
quella Chiesa e di quel paese. …


Per ogni cattolico
(laici e suore specialmente) entusiasta della riforma sanitaria di Obama


ci sono altrettanti cattolici
(il blocco rappresentato dai vescovi specialmente)


che hanno visto nell’amministrazione Obama una cultura politica anti-cattolica,
tesa a ridurre la “libertà religiosa” dei cattolici americani “costretti”
dalla riforma ad avere un’assicurazione sanitaria
e quindi a negoziare col proprio datore di lavoro (che eroga come beneficio la polizza di assicurazione
sanitaria) l’accesso a pratiche mediche attinenti alla contraccezione e all’aborto.


Il “problema americano” di Francesco
deriva invece dalle fasce di opposizione contro il nuovo pontificato,
opposizione in gran parte proveniente dal cattolicesimo conservatore a stelle e strisce,
che vede nel papa succeduto a Ratzinger un pericoloso pacifista sul fronte delle “culture wars”.


L’America è un luogo cruciale per il pontificato della “chiesa-mondo”,
perché collocata all’intersezione di due mondi
– tra l’occidente cristiano del pensiero e della fede debole
e il resto del mondo dove si ricomincia a “credere ferocemente” (come ha scritto con
efficacia il teologo Pierangelo Sequeri).


All’interno del cattolicesimo nel mondo anglofono,
l’avvento di papa Francesco coincide e
contribuisce a disegnare una nuova mappa delle linee di faglia,
delle autodefinizioni e delle definizioni reciproche rispetto al rapporto tra chiesa, mondo e politica.


Ma vi sono anche origini comuni e traiettorie divergenti.
Francesco e Obama sono spiritualmente due cristiani “liberazionisti”, in modo diverso figli della teologia della liberazione, e politicamente eredi del mondo post-Reagan e post-Thatcher.


Francesco è rimasto più fedele di Obama a quelle radici “antagoniste”,
e rappresenta un Memento a Obama
non solo dell’importanza per la Chiesa dell’insegnamento morale sull’aborto,
ma anche delle conseguenze della teologia della liberazione,
specialmente nel senso del rigetto dell’eccezionalismo americano – eccezionalismo che Obama invece ha abbracciato e non solo per questioni di convenienza politica.


Obama si è lasciato alle spalle il South Side di Chicago e quella specie di “anti-americanismo” della black liberation theology del reverendo Jeremiah Wright.


________________________
tratto da:
Le molte americhe di Francesco
di Massimo Faggioli
in “Europa” del 28 marzo 2014

http://www.huffingtonpost.it/massimo-faggioli/se-a-roma-si-incontrano-il-problema-americano-di-papa-francesco-e-il-problema-cattolico-di-obama_b_5035780.html
anche:
http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201403/140328faggioli.pdf

One response to this post.

  1. Posted by 10 Cose on 5 aprile 2014 at 14:48

    credo che l’analisi sia chiara e lucida. C’è da vedere se il “liberazionismo” sia una nuova chiave religiosa in europa. Credo che solo la storia potrà dircelo…
    http://lediecicose.wordpress.com/2014/04/05/5-cose-papa-francesco/

    Rispondi

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