Francesco, una sorpresa divina ?

François, la divine surprise - Francesco, la divina sorpresa di Anne Soupa

François, la divine surprise, Médiaspaul, 134p. 14€

(…)

«Era così bello, che mi sono lasciata andare a sognare.

Una parte di me si è messa a pensare che quel papa pensava proprio come me, insomma, come noi, persone di oggi.

Bastava lasciargli il tempo di girarsi, e avrebbe riformato tutto ciò che era bloccato nella
Chiesa cattolica, a cominciare dal posto delle donne.

Avrebbe risolto tutto questo semplicemente, come si mettono delle crocette su delle caselle già predisposte su una lista, la lunga lista delle riforme da fare:

  • riforma della Curia, fatto;
  • decentralizzazione, collegialità, fatto;
  • riammissione dei divorziati-risposati alla comunione, fatto;
  • ordinazione di uomini sposati, di donne, fatto…

Francesco era diventato per me il papa ideale che avrebbe cambiato tutto con un colpo di bacchetta magica.

Una figura onnipotente che si confondeva con il mio sogno di onnipotenza.

Avrebbe sicuramente fatto tutto ciò che mi aspettavo!

Un po’ di tempo dopo, quando se l’è presa con i vescovi carrieristi, pigri, funzionari, nel suo
discorso ai vescovi italiani e poi ai vescovi dell’America Latina durante la GMG in Brasile, mi sono
sentita un po’ destabilizzata.

Francesco non era più un mago riformatore che avrebbe operato secondo una chirurgia “propria”: entrava davvero nel reale.

Il sogno finiva.
Il mio papa ideale e onnipotente si era trasformato in curato di Cucugnan e si era avviato sui sentieri infuocati dell’inferno per lottare contro delle coorti di ecclesiastici ambiziosi e corruttibili.

Anche Benedetto XVI aveva denunciato le pratiche devianti,
ma Francesco lo faceva fin dall’inizio del suo pontificato,
come uno dei suoi gesti fondativi,
mostrando proprio, con la sua ostentazione ed il suo vigore,
non solo che la collera montava in lui da molto tempo,
ma che era essenziale.

Di fatto, Francesco entrava nella zuffa e, cosa ancor più sorprendente, sembrava quasi cercarla.

Un po’ come quando nel Vangelo Gesù tutt’a un tratto apre le ostilità senza che si capisca bene perché.

Francesco si rivelava divorato dallo stesso zelo e con il suo soffio potente faceva vacillare le mitrie al di sopra delle teste che non le meritavano.

Ma dove voleva arrivare?

Allora ho capito che riformare non era l’unica sfida del suo pontificato.

Prima, voleva porre qualche preliminare indispensabile.

Il più importante era far comprendere la grandezza della causa di Dio.

Non lo si serve cercando la propria gloria:
l’abitudine carrierista non era una debolezza, ma una grave offesa.

Il papa doveva mostrare che la causa di Dio non era riducibile ad un certo numero di riforme.

Anche se fossero state realizzate, la causa di Dio restava ancora da servire.

Perché se Dio è Dio, la sua causa non ha termine né si estingue.

E la storia è eloquente a questo proposito:
se fosse stato sufficiente riformare,
il progetto di una gran quantità di papi, di principi e di imperatori ben intenzionati per instaurare il Regno di Dio nei loro stati sarebbe diventato realtà.

Ma Francesco non si sarebbe lasciato vincere dall’ebbrezza delle riforme;
il titolo di “manager dell’anno” non lo interessava!
Ancor meno avrebbe avuto la tentazione di presumere di poter, con le sue riforme o con i suoi meriti, guadagnarsi il cielo.

Scoprivo con un po’ di spavento che Francesco aveva abbracciato la causa di un Dio che era ben al di là di tutte le città terrestri e che da buon ammiratore di Sant’Agostino, aveva messo pubblicamente questa causa
al centro della sua azione,
nella propria casa,
la Chiesa.

A partire da quel momento, ho avuto paura per lui.

Perché non era un wargame, ma una lotta vera, di lacrime e sangue, con un vincitore ed un vinto.

Una lotta in cui diversi suoi predecessori avevano perso.

Francesco avrebbe avuto dei nemici, potenti e determinati.

E, soprattutto, non era solo lui in gioco in questa lotta.

Se perdeva, anche il vangelo a cui si richiamava rischiava di perdere, agli occhi dei saggi e dei prudenti del mondo.

Ancora una volta,
lo si sarebbe definito
impraticabile,
utopistico,
idealistico, e
lo si sarebbe ridotto ad un anarchismo tra molti altri.

Sì, c’erano delle buone ragioni di aver paura, non solo per il campione, ma anche per la bandiera che portava.

(…) Così, davanti a quell’uomo
così ben corrispondente alla sua fede
e capace di fare quei gesti
pubblici che le danno compimento,
mi sono sentita scuotere.

La sorpresa mi è apparsa divina.
Cresceva in me una viva curiosità per
quell’uomo che si è fatto uomo guardando il suo Dio.

E
soprattutto cresceva in me il desiderio di credere di più.

Diventava impossibile non andare a guardare un po’ più da vicino. »

_____________________
Tratto da:
Francesco, la divina sorpresa
di Anne Soupa
in “www.baptises.fr” del 12 marzo 2014
(traduzione: http://www.finesettimana.org)

….
Articolo su:
http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201403/140316soupa.pdf

http://www.baptises.fr/?p=9125

Nel suo libro “François, la divine surprise”,
Anne Soupa
racconta perché questa sorpresa le è apparsa divina.
.

François, la divine surprise ,
Le pape va-t-il convertir l’Eglise ?
Auteur: Anne Soupa
Date de parution: 20/02/2014
Editeur: Mediaspaul
14,00 €
.
http://mediaspaul.fr/catalogue/francois-la-divine-surprise-8161

http://www.laprocure.com/francois-divine-surprise-pape-convertir-eglise-anne-soupa/9782712213152.html
_________________
Punti di forza:

  • Un libro impegnato, scritto dalla fondatrice della «Conferenza dei battezzati » e del «Comitato de la Jupe», recente vincitrice del Premio “Siloë-Pèlerin” per “Dio ama le donne?”
  • Il punto di vista molto atteso di una intellettuale cattolica le cui posizioni sui blocchi dell’Istituzione ecclesiale, in questi ultimi anni, hanno suscitato dibattito.
  • Lo sguardo pieno di speranza di una donna cristiana su questo incredibile Papa Francesco.

.
_________________
Anne Soupa è biblista.
Ha fondato con Christine Pedotti,
il «Comité de la jupe» e
la « Conférence catholique des baptisé(e)s francophone »
per difendere la dignità delle donne e promuovere una migliore ascolto battezzati nella Chiesa.

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