I fedeli della Chiesa Cattolica

fedeli - fieles

“Da una ricerca della professoressa Linda Woodhead della Lancaster University, direttrice dei
Westminster Faith Debates”


I laici cattolici in Gran Bretagna non sono, nella stragrande maggioranza, quello che si presuppone che debbano essere.

Perfino quelli che soddisfano le minime richieste stabilite dalle “regole” cattoliche, come la partecipazione alla messa la domenica e nelle feste comandate, hanno però deviato dalla retta via su altri aspetti.

Tra i cattolici si riconosceva una rigida distinzione tra “buoni cattolici” e “cattivi cattolici”, con
questi ultimi “fuori dal recinto”, a causa della loro disobbedienza e slealtà, e i primi strettamente
osservanti addirittura fino all’ossessione.

… tale distinzione sta scomparendo.

… mediamente il gruppo di persone che frequenta la chiesa la domenica è composto quasi esclusivamente di “cattivi cattolici”.

… la distinzione tra categorie di “praticanti” e “non più praticanti” non è più significativa.

Molti cattolici frequentano la messa quasi tutte le settimane,
mentre altri lo fanno una volta al mese,
alcuni una volta all’anno, alcuni quasi mai.

Alcuni si sposano in chiesa,
mentre un numero sempre maggiore preferisce la coabitazione
o il matrimonio civile.

Sono tutte “pecorelle smarrite”?

… si sono definiti cattolici.
Fanno ancora parte della famiglia dei fedeli?

… i cattolici sono ancora una chiara minoranza che differisce in atteggiamento e pratica religiosa dalla popolazione britannica in generale.

Ciò che hanno in comune con la maggioranza è, tuttavia, un’avversione ad essere considerati “religiosi”.

I cattolici continuano ad applicare giudizi morale ai problemi a cui sono confrontati,
per loro è normale che la giustizia sociale sia messa al primo posto rispetto ad atteggiamenti più
“ufficialmente” cattolici su determinati problemi, come il matrimonio omosessuale.

I cattolici più giovani
– indipendentemente dal fatto che frequentino la messa settimanalmente o meno –
ritengono che la discriminazione è sempre ingiusta e che questo pesa maggiormente rispetto all’attenersi a modelli matrimoniali tradizionali.

Allo stesso modo, il rispetto per le scelte individuali
conta molto di più dell’insegnamento ufficiale, quando si parla di aborto o di eutanasia volontaria.

… non è un’assenza di valori morali, ma il fatto che certi valori –
come il rispetto per la coscienza individuale che, in altri contesti, ai cattolici è stato insegnato ad
ammirare – vengono diversamente applicati.

C’è la tendenza a dare sempre meno peso alla linea ufficiale della chiesa su problemi di sesso o di “vita”.

La nozione di chiesa gerarchica con accesso alla verità unicamente tramite il suo magistero
sembra stia scomparendo.

La sfida alla chiesa
non è necessariamente di trovare il modo di invertire questa tendenza,
ma di capire ciò che lo Spirito Santo,
che ispira e anima l’intero corpo dei fedeli,
sta cercando di dire tramite loro.

Come deve cambiare la Chiesa istituzionale se deve avvicinarsi al suo popolo,
e il popolo avvicinarsi ad essa?

E che cosa significa essere un “buon cattolico” nel 2013?

.
.
“I nuovi fedeli della Chiesa”
Editoriale
in “www.thetablet.co.uk” del 14 novembre 2013 (traduzione: http://www.finesettimana.org)
http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201311/131119editorialetablet.pdf

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