A. Manenti: Comprendere e accompagnare la persona umana. (2)

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Recensione su:
Manenti A., Comprendere e accompagnare la persona umana, EDB, Bologna 2013; pp. 274, euro 24.

di
Fabrizio Mastrofini

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Comincia a farsi strada, lentamente, la necessità di ricorrere alla psicologia nelle attività pastorali e nella formazione dei sacerdoti.

E comincia a farsi strada una terminologia che definisce la persona richiedente aiuto come un «cliente».

È un modo tecnico di sottolineare che l’ausilio psicologico è una terapia, con regole specifiche e con un particolare «contratto» tra terapeuta e paziente.

Anche se il terapeuta è un sacerdote ed anche se il paziente è sacerdote pure lui.

I pregi di questo libro li troviamo nella storia che racconta tra le righe
di quanto lavoro si sta facendo nell’aiutare sacerdoti in difficoltà o in crisi di identità
perché hanno scoperto che gli anni del seminario non forniscono attrezzi adatti per affrontare la vita di parrocchia e i suoi problemi.

Interessante la definizione dell’autore relativa alla «dialettica di base» delle persone (p. 40).

Si intende dire che «l’uomo è diviso in se stesso e che in questa divisione si trova la ragione ultima del fatto che pur essendo un soggetto desiderante, da solo non riesce a portare a compimento ciò che desidera e si incaglia in disagi e problemi di vario genere».

In questo ambito le diverse scienze umane trovano una «convergenza» che riguarda anche la teologia.

Così la dottrina è salva, come viene spiegato (p. 100) arzigogolando che «fra integrazione psicologica e integrazione cristiana c’è continuità ma la seconda procede oltre» perché il «cuore» dell’uomo è «meno solo di fronte al suo destino» che è trascendente.

Sulla terminologia dico tra poco; preme invece sottolineare che il libro presenta diversi casi concreti di trattamenti terapeutici ed è sagace nel chiamare in causa la responsabilità del «formatore» negli anni di seminario.

È una figura chiave, con responsabilità immense nel prevenire i problemi che il futuro prete incontrerà negli anni di vita pastorale.
E nel capire fino a che punto la crisi di fede e di morale cui vanno incontro i sacerdoti usciti dal seminario derivi da problemi psicologici o da problemi di adattamento rispetto ad una realtà diversa da quella descritta o immaginata o idealizzata negli anni di formazione.
Questioni non da poco, come si vede.

E veniamo alla terminologia.

Disturba il grande uso che si fa del termine «cuore» per indicare l’interiorità delle persone.

Siamo dentro una terminologia antica, desueta, che indica l’ambito emotivo attraverso un uso distorto dei termini.

Sembra insomma di sentire parlare gli antichi greci che mettevano nel «cuore» la sede delle emozioni perché non avevano alcuna nozione di neuroscienze.

Da uno psicoterapeuta e formatore come don Manenti, docente alla Gregoriana, ci si aspetterebbe di meglio quanto a precisione.

Dirimente, sulla terminologia, la distinzione (p. 168-169) tra «collegare» e «psicanalizzare».

La via del collegare «ha il vantaggio di trattare l’esperienza come qualcosa tutt’ora in corso, con informazioni mai esistite prima che non rimandano alle puntate precedenti ma a un futuro più buono».

Invece psicanalizzare significa «leggere in termini di causa: oggi è così perché ieri…».
E naturalmente non va bene, secondo l’autore.

E qui siamo al nodo di fondo del libro.

Il pregio è nel farci capire cosa stia accadendo laddove si pone in modo consapevole il problema di realizzare una vera formazione.
E la Gregoriana sarebbe da sempre in prima fila.

L’ambiguità è nel non chiarire mai di quale approccio psicologico si stia trattando. Umanistico-esistenziale? Relazionale?

Psicanalitico no in modo esplicito ma della psicanalisi non si può fare a meno perché la presenza dell’inconscio è innegabile. E allora?

È un’ambiguità che si dovrebbe risolvere enunciando all’inizio del volume a quale impostazione si faccia riferimento.

E non accade.

Da:
Psicologia buona e cattiva
L’importanza della disciplina nell’attività pastorale e nella formazione dei sacerdoti
Fabrizio Mastrofini – Roma
http://vaticaninsider.lastampa.it/recensioni/dettaglio-articolo/articolo/recensione-25024/

Fabrizio Mastrofini (Roma, 1958),
giornalista, specializzato in comunicazione e geopolitica della Chiesa. Psicologo.
Ha pubblicato diversi libri sulla Chiesa in Italia e nel mondo.
https://twitter.com/mastrofini_F

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