Stampa e TV, froci e papa decontestualizzati.

papa in aereo

.


I titoli di stampa sono da giro del mondo.


Papa: «chi sono per giudicare i gay? »


Pare che papa Bergoglio abbia fatto una affermazione rivoluzionaria.


Ma non è così.


Perché manca il contesto narrativo.


Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera chiede:
“Come Sua Santità intende affrontare tutta la questione della lobby gay?”.

Papa:

« Si scrive tanto della lobby gay,
io ancora non ho trovato mi dia la carta d’identità di Vaticano con gay.
Dicono che ce ne sono,
credo che quando uno si trova una persona così,
deve distinguere ,
il fatto che sia una persona gay ,
e il fatto di fare una lobby,


perché le lobby tutte non sono buone,
questo è cattivo.


Se una persona è gay,
e cerca il Signore,
e ha buona volontà,
ma chi sono io per giudicarla!


Il problema non è avere questa tendenza, no !


Dobbiamo essere, ma, fratelli,


il problema è fare lobby, in questa tendenza, o lobby di affari, lobby politici, lobby dei massoniche, tante lobby,
questo è il problema piu’ grave per me»

http://video.corriere.it/papa-non-giudico-gay-vaticano-chi-sono-io-giudicare/644653d8-f851-11e2-a59e-96a502746665

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/vatican-insider/lstp/185152/


Dunque,
il papa, non aggiunge assolutamente nulla in più
o non dice nulla di diverso,
di quanto il Catechismo della Chiesa Cattolica
o di quanto i suoi papi predecessori
hanno sino ad oggi detto.


Ma,
c’è un esplicitarsi con una modalità formulata,
senza dubbio, inusuale per un papa dell’epoca post-ratzingeriana,
per un papa che arriva dopo almeno 20 anni di restaurazione in parole, atti e omissioni,
attuate dalla diarchia Ratzinger-Woytjla.


«ma chi sono io per giudicarla !»


Frase che ha segnato i titoli di stampa è TV,
e che appare estremamente inusuale,
nella bocca di un pontefice.


Che vuol dire ?


Forse è meglio non vendere la pelle dell’orso,
prima di averlo ucciso.


Cosa che alla stampa riesce sempre estremamente difficile pur di far sensazione,

Fonte:
http://www.corriere.it/cronache/13_luglio_29/intervista-papa-lobby-gay-ratzinger-scarano_6c99664c-f83d-11e2-a59e-96a502746665.shtml

altra fonte di natura tradizionalista:
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/29/il-papa-parla-sul-caso-ricca-ma-non-dice-ancora-lultima-parola/

altre fonti:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/29/vaticano-via-libera-a-scambio-di-informazioni-finanziarie-con-litalia/670290/

http://www.repubblica.it/esteri/2013/07/29/news/vaticano_e_italia_accordo_scambio_informazioni_finanziarie-63915842/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-29/papa-francesco-problema-sono-130829.shtml

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2013/07/29/papa_francesco_trasparenza_ior_contro_lobby_non_giudico_se_uno_e_gay.html

http://www.unita.it/mondo/il-papa-rientrato-a-roma-br-e-scende-con-il-bagaglio-a-mano-1.513478

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/VATICANO/bergoglio_papa_ior_gay/notizie/309724.shtml

http://www.huffingtonpost.com/2013/07/29/pope-francis-gays_n_3669635.html?utm_hp_ref=mostpopular

http://www.huffingtonpost.it/2013/07/29/papa-francesco-gay-reazioni-italia_n_3671072.html?utm_hp_ref=italy

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/gmg-26831/

http://www.lastampa.it/2013/07/29/multimedia/italia/papa-chi-sono-io-per-giudicare-i-gay-lCJsGk99F8eBMZ5B67ap0O/pagina.html

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/07/29/APbrFe5F-giudico_lobby_dico.shtml

http://www.lettera43.it/cronaca/il-papa-chi-sono-io-per-giudicare-un-gay_43675103834.htm

http://www.vanityfair.it/news/italia/13/07/29/papa-francesco-gay

http://www.internazionale.it/news/tmnews/2013/07/29/papa-le-lobby-non-buone-ma-chi-sono-io-per-giudicare-gay/

http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=5075:papa-francesco-chi-sono-io-per-giudicare-una-persona-gay&catid=116:il-dibattito-nelle-chiese&Itemid=100456

http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/25202_Il_Papa__Chi_sono_io_per_giudicare_un_gay_.php#.Ufc09qxFo1I

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1287019/Papa-Francesco—Chi-sono-io-per-giudicare-un-gay–.html

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/papa-francesco-rientrato-italia-939689.html

http://www.ilvelino.it/it/article/il-papa-sui-gay-chi-sono-io-per-giudicare/24d92db7-2b21-4e1f-a008-5132501b5bc5/

http://www.secoloditalia.it/2013/07/papa-bergoglio-ritornando-dal-brasile-chi-sono-io-per-giudicare-un-gay/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=papa-bergoglio-ritornando-dal-brasile-chi-sono-io-per-giudicare-un-gay

http://www.aleteia.org/it/religione/news/papa-francesco-e-i-giornalisti-dallo-ior-al-caso-ricca-dalla-lobby-gay-a-vatileaks-2996001

Stampa integrista:
http://www.tempi.it/papa-francesco-sui-gay-ripete-il-catechismo-dimostrando-che-non-ce-omofobia-nella-chiesa#.Ufcv96xFo1I

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-papa-e-gay-la-rivoluzione-che-non-ce-6983.htm

Blog INTEGRISTI:
http://apostatisidiventa.blogspot.it/2013/07/fesso-spaolo-o-apostata-bergoglio.html


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20 responses to this post.

  1. Posted by Ascanio on 30 luglio 2013 at 13:40

    Resta il rammarico del fatto che il papa si è comunque espresso in modo fortemente ambiguo. Non bisogna, infatti, dimenticare che per espressa disposizione dei precedenti due pontefici, è interdetto agli omosessuali, anche quelli casti, di vestire l’abito religioso. Papa Francesco non soltanto non ha ricordato questa misura importante, ma ha lasciato intendere che sia possibile, tutto sommato, essere “gay in Vaticano” purché non si faccia “lobby” e si viva, ovviamente, in castità. E se questo fosse il pensiero di Papa Francesco – mi auguro non lo sia – sarebbe molto grave e certo preludio a forti dispiaceri che darà ai cattolici.

    In tutta franchezza, poi, e malgrado il grande amore che ho per ogni Vicario di Cristo ed ogni religioso, mi sono un pò stancato di esercitarmi nel mestiere di raccogliere i cocci del vasellame che i chierici costantemente rompono quando parlano in pubblico. Di dover andare ogni volta a cercare di spiegare agli amici, credenti e non, che il senso delle parole del chierico è da contestualizzare, da leggere alla luce del Magistero, da interpretare secondo questa o quella categoria, da sarchiare, inumidire, pettinare e lisciare, per evitare che il vezzo delle chiacchiere vacue e banali, dello stile tipo “vuoto incartato” inaugurato dalla Chiesa del XX secolo demolisca la fede di chi crede in Cristo (pochi) e rafforzi lke certezze di chi lo odia (ormai troppi).

    Mi domando, talvolta, se non sia preferibile provocare i chierici con interpretazioni volutamente orientate al senso comune che suscitano le loro “parole in libertà”, affinché almeno precisino il loro pensiero. Vorrei tanto, ad esempio, che quei sei-sette vaticanisti italiani, che fanno da cassa di risonanza mediatica delle parole del Papa, avessero ieri serta titolato sui loro blog: “Finalmente cade il crudele divieto posto dal Beato Giovanni Paolo II: puoi essere gay e fare il prete”. Forse questo sarebbe servito a mettere in moto la farraginosa macchina vaticana per far chiarezza.

    Rispondi

    • Posted by Francesca on 30 luglio 2013 at 15:21

      Scusa Ascanio ma ma me non torna proprio che vi sia il divieto di essere clero per gay CASTI. Per quelli non casti sì, ma questo vale per tutti, gay ed etero.
      Se fosse vero quello che scrivi – e spero di no – si tratterebbe di vera discriminazione.
      In fondo perchè un gay – ovviamente casto e di conseguenza non dichiarato – non dovrebbe essere sacerdote se sa mantenere la verginità al pari degli altri??!?!

  2. Posted by Paolo on 30 luglio 2013 at 18:56

    Mi permetto di rispondere a Francesca: semplicemente perchè il sacerdote per la Chiesa Cattolica Romana agisce “in persona Christi” quindi dev’essere a Lui perfettamente conforme (maschio ed eterosessuale) E questa è dottrina e catechismo. Poi, checchè se ne dica per non intaccare il “politicamente corretto”, tuttavia per amor di Verità è utile ricordare che l’omosessualità è per la Chiesa Cattolica Romana uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (il II in ordine dopo l’omicidio volontario). E non mi risulta che il catechismo sia cambiato.I peccati, poi, non constano solo dell’azione, giacchè essi vengono dal cuore dell’uomo: difatti nel confiteor ripetiamo “confesso che ho molto peccato IN PENSIERI ecc ecc.. Dubito fortemente che tale tendenza sia talmente astratta e inconscia e sconosciuta da impedire il peccato di pensiero, e quindi rende strettamente grave il conferimento dell’ordine sacro a coloro che hanno tendenze omosessuali. Accordare il sacerdozio a persone omosessuali (perchè si parla di clero curiale e vaticano…non di omosessualità in genere, se proprio bisogna contestualizzare) è ancor più grave che concedere il matrimonio sacramentale. Il sacerdozio non è un diritto… viene concesso. E non c’entra la carità e l’amore fraterno che sono altre cose. Sono d’accordo con Ascanio: il magistero dev’essere chiaro e cristallino e non interpretativo. La questione delle lobby è secondaria. Non esiste lobby se non vi sono diversi individui con le stesse caratteristiche (gay, massoni, finanzieri ecc ecc) Posto così il problema, il Papa si pone in linea di principio fuori dalla dottrina cattolica… è bene che qualcuno curi alcuni aspetti comunicativi che possono portare a conclusioni disastrose, una volta passata l’ondata di Hosanna per Francesco

    Rispondi

    • Posted by Francesca on 31 luglio 2013 at 07:53

      @ Paolo:
      “è utile ricordare che l’omosessualità è per la Chiesa Cattolica Romana uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (il II in ordine dopo l’omicidio volontario) …
      … Dubito fortemente che tale tendenza sia talmente astratta e inconscia e sconosciuta da impedire il peccato di pensiero …”

      Obiezione 1: l’omosessualità PRATICATA è un peccato, non la tendenza psicobiologica, se viene ben controllata
      Obiezione 2: se l’omosessualità è il secondo peccato per gravità dopo l’omicidio, mi chiedo che posto occupino stupro, pedofilia, tortura, sequestro, riduzione in schiavitù … tutti meno gravi?!?!???!?!!?? Ma per favore!!!!
      Obiezione 3: Scusa ma se dubiti che tale tendenza non possa impedire il peccato di pensiero, questo vale anche per la tendenza etero.

  3. Posted by guglielmo on 31 luglio 2013 at 08:42

    Questo è ciò che decideva la Congregazione per l’educazione cattolica:
    “Per quanto concerne le tendenze omosessuali profondamente radicate, che si riscontrano in un certo numero di uomini e donne, sono anch’esse oggettivamente disordinate e sovente costituiscono, anche per loro, una prova. Tali persone devono essere accolte con rispetto e delicatezza; a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Esse sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita e a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare[8].Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d’intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione[9], non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay[10]. Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate.”

    Come diceva Paolo non è solo necessario che l’omosessualità non sia praticata da parte di un prete ma è anche meglio che egli non abbia la tendenza omosessuale in quanto è essa stessa disordinata, a differenza di quella eterosessuale: se omosessuali ed eterosessuali devono entrambi combattere contro atti e pensieri impuri, i primi devono anche fronteggiare il fatto di avere una tendenza di per se stessa disordinata.
    Non c’entra a questo punto se si fa o meno il peccato (come se si trattasse di un semplice laico) ma l’essere totalmente conforme a Cristo, come ricordava Paolo poco sopra.

    Rispondi

  4. Posted by Paolo on 31 luglio 2013 at 10:13

    Francesca, certo che vale anche per la tendenza etero, ma qui il discorso è pari pari quello che esprime Guglielmo, che ringrazio.per l’intervento. In linea di principio sono d’accordo che tortura, pedofilia ecc ecc possono essere considerati più gravi (anche se ci sarebbe da approfondire il discorso come fece Ratzinger subito coperto da una valanga di insulti..ricordate?), ma se come cattolici dobbiamo conformarci ad un magistero, quello è il testo e l’ordine e non è nè mio nè suo compito sindacare la validità del catechismo di SRC. La domanda ” ..tutti meno gravi?!?!???!?!!?? Ma per favore!!!! ” può farla direttamente al dicastero per la dottrina della fede, visto che son loro che scrivono i catechismi alla luce del bimillenario magistero pontificio. Poi per tornare al centro del dibattito, ribadisco che qui non si parla di dignità umana dell’omosessuale che è intangibile, ma quanto la sua tendenza “in foro interno ed esterno” sia conforme alla figura del Cristo Sacerdote modello e parametro di ogni ordinato. Ho introdotto il concetto di peccato di pensiero semplicemente per ricordare, come ahimè si dimentica spesso, che l’azione negativa non è l’unico parametro di giudizio e di discernimento. Molto spesso nei seminari si dimentica questo e molto spesso si dimentica il documento riportato da Guglielmo. Il Magistero, il catechismo e la cattolicità romana sono chiarissimi su questi punti. Sarebbe utile alla carità che anche il Papa ponderasse la sua estemporaneità a favore del ruolo che ricopre (e a cui è chiamato da un comando divino, sempre se ancora ci riconosciamo come cattolici)

    Rispondi

  5. Posted by Francesca on 3 agosto 2013 at 17:55

    @ Paolo:
    ” … In linea di principio sono d’accordo che tortura, pedofilia ecc ecc possono essere considerati più gravi … ma se come cattolici dobbiamo conformarci ad un magistero, quello è il testo e l’ordine e non è nè mio nè suo compito sindacare la validità del catechismo … La domanda … può farla direttamente al dicastero …”
    Allora Paolo la pensa in un modo (che certi peccati-reati siano più gravi dell’omosessualità, ma siccome il magistero dice diversamente allora rinuncia completamente al proprio pensiero, e rimanda al dicastero il compito di rispondere a domande come la mia, senza assumersi la responsabilità di dare una risposta che sia frutto del proprio pensare. Ho capito, grazie, siamo a posto così.

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 3 agosto 2013 at 19:37

      Certo, perché lui ha ancora fede nel Magistero e sa che è a partire dall’insegnamento dei vescovi in unione col Papa che si devono trovare le risposte alle domande di fede, non a partire dalla propria testa. D’altronde se si fidasse di più di ciò che insegna la nostra Santa Madre Chiesa scoprirebbe, cara Francesca, che i 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, la Chiesa, non li ha tirati fuori dal nulla, ma sono desunti direttamente dalla Bibbia in cui si parla esplicitamente di tutto ciò. esempio per la distruzione di Sodoma e Gomorra c’è la seguente espressione:
      “Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
      Nel catechismo di San Pio X si dice:
      “Perché si dice che questi peccati gridano vendetta al cospetto di Dio?
      Questi peccati diconsi gridare vendetta al cospetto di Dio, perché lo dice lo Spirito Santo e perché la loro iniquità è così grave e manifesta che provoca Dio a punirli con più severi castighi.”

      Se da una parte è vero che la tortura e la pedofilia siano più gravi dal punto di vista di chi subisce tali atti ( e su questo siamo tutti d’accordo) d’altro canto però è necessario ricordare che i peccati offendono innanzitutto Dio e quindi bisogna rimettersi a alla sua Parola per determinare quali siano quelli più iniqui.

  6. Posted by Francesca on 3 agosto 2013 at 21:43

    @ Guglielmo:
    3 obiezioni
    1) “verità” “desunte direttamente dalla Bibbia” ce ne sono state tante poi clamorosamente smentite, o meglio reinterpretate, e non stiamo a farne l’elenco che sarebbe troppo lungo
    2) “la tortura e la pedofilia siano più gravi dal punto di vista di chi subisce tali atti”: e chi è che subisce tali atti? Non è forse l’uomo? E non è forse Cristo stesso quindi a soffrire in lui??!?!?
    3) “…i peccati offendono innanzitutto Dio…” no guarda mi dispiace ma partiamo da due concezioni talmente agli antipodi che è meglio lasciar perdere. Non è Dio che davanti al nostro peccato si “offende” nel senso che si ritira ombroso ed impermalosito come una prima donna, ma rimane offeso (nel senso medico di “leso”) nel corpo e nello spirito dell’uomo. A Dio interessa solo l’uomo non Se stesso, quindi tanto maggiore è la “lesione” che l’uomo fa al suo fratello tanto più anche Dio è “offeso”.

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 3 agosto 2013 at 22:14

      ok hai ragione: i Pastori non bisogna ascoltarli, né tanto meno la Bibbia perché non è assolutamente sicura, figurarsi : roba di millenni fa. I peccati sono tali solo quando ledono nell’anima e nel corpo le persone…addio quindi peccato di bestemmia, di pensiero e di mancata santificazione della Feste ecc.
      cosa è rimasto del cristianesimo.. nulla.
      I

    • Posted by guglielmo on 3 agosto 2013 at 22:17

      Ci tengo a precisare che non voglio entrare nel merito delle obiezioni perché partendo da due concezioni totalmente agli antipodi come hai ben detto, non ci sono principi su cui misurare la veridicità delle affermazioni.

  7. Posted by Francesca on 4 agosto 2013 at 08:33

    Guglielmo se vuoi capirmi bene altrimenti se continui come fino ad ora a travisare il mio discorso non ti risponderò più, non ha senso.
    In realtà sei entrato eccome nel merito delle obiezioni, solo che io ho fatto delle obiezioni portando delle argomentazioni, e tu invece mi rispondi solo col sarcasmo. Sono due piani di dialogo completamente diversi.
    Rispondo un’ennesima e credo proprio ultima volta: non ho ho detto di non ascoltare nè i pastori nè la Bibbia, ho solo detto che la Bibbia è stata diverse volte reinterpretata (e quindi non è detto che anche sulla gerarchia della gravità del peccato non verrà rivista, dato che non si sta toccando uno dei misteri principali della fede!). Non ho nemmeno detto che “i peccati sono tali solo quando ledono nell’anima e nel corpo le persone”, ma ho detto che il peccato è tanto più “offensivo” verso Dio tanto più è lesivo verso l’uomo.

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 4 agosto 2013 at 12:27

      Io non ho travisato niente: hai scritto
      “no guarda mi dispiace ma partiamo da due concezioni talmente agli antipodi che è meglio lasciar perdere. Non è Dio che davanti al nostro peccato si “offende” nel senso che si ritira ombroso ed impermalosito come una prima donna, ma rimane offeso (nel senso medico di “leso”) nel corpo e nello spirito dell’uomo. A Dio interessa solo l’uomo non Se stesso, quindi tanto maggiore è la “lesione” che l’uomo fa al suo fratello tanto più anche Dio è “offeso”.
      1 innanzitutto sei stata tu a travisare cosa voglia dire “offendere”, chi mai ha pensato alle prime donne???Ho usato una semplice parola da sempre usata nella Chiesa.
      2 hai scritto tu che Dio rimane offeso( che per te è sinonimo di leso) nello spirito e nel corpo dell’uomo, aggiungendo una proporzionalità tra il danno che si fa all’uomo e che conseguentemente si farebbe a Dio. Avendo tu obiettato al fatto che il peccato offende innanzitutto Dio dicendo che Dio è offeso per i danni fatti agli uomini mi sono domandato se per te ci sia peccato se tale danno non c’è allo spirito o al corpo dell’uomo, cosa che continuo a domandarmi.
      Perché se ammetti che c’è peccato anche quando non si lede un uomo (bestemmia, peccato in pensieri) allora dovrai rivedere il concetto di offendere Dio da te espresso; se invece neghi che ci sia peccato contro Dio se non è coinvolta anima e corpo delle persone, allora avevo ragione io..

  8. Posted by Francesca on 5 agosto 2013 at 14:09

    Allora Guglielmo in merito al tuo punto 1, io ho pensato che tu intendessi dire che Dio , nel peccato umano, è oggetto offeso e soggetto che si offende, in base al fatto che avevi scritto : ” … è necessario ricordare che i peccati offendono innanzitutto Dio e quindi bisogna rimettersi a alla sua Parola per determinare quali siano quelli più iniqui.”
    Cioè io ho pensato che tu volessi dire: “dato che è Lui a risentirsene, bisogna chiedere sempre a Lui quali sono le azioni che lo fanno arrabbiare”
    Forse ti ho capito male o mi sono spiegata male.
    In merito al tuo punto due: certo che per me c’è peccato anche se “non c’è danno allo spirito o al corpo dell’uomo” come scrivi tu. Ma senza dover rivedere il concetto già espresso dell’offesa recata a Dio e senza dover negare tale peccato. Infatti in realtà per me non esiste peccato che non arrechi danno allo spirito o al corpo dell’uomo, anche quando forse all’apparenza parrebbe così (tu hai citato sopra la bestemmia o il non santificare la festa). Il peccato sminuisce sempre l’uomo, ma non in quanto “danno” arrecato a Dio , visto che nessun peccato può danneggiare Dio, ma piuttosto in quanto diminuzione dell’umanità, in quanto “amartana” (parola greca originaria con cui traduciamo “peccato”) ossia “errore di bersaglio, centro mancato”.
    Spero di essermi spiegata e spero anche che fra poco Matteo non ci cacci entrambi dal suo blog per spam! :-))

    Rispondi

  9. Posted by Paolo on 5 agosto 2013 at 19:25

    Rispondo per l’ultima volta e perchè credo di aver espresso chiaramente il mio pensiero (condivisibile o meno ) e perchè non mi appartengono le lungaggini tramite blog, laddove lo spazio non consente per ovvie ragioni tecniche di essere specifico. Vengo subito al dunque notando che dalla cronaca siamo passati alla dottrina, ma così mi ci ritrovo meglio. Ringrazio Francesca per l’allusione alla mia eventuale abdicazione al libero arbitrio e alla razionalità. Purtroppo devo darle la brutta notizia che attenersi al Magistero è stato per 2000 anni l’unico discrimine per essere dentro o fuori la Chiesa (non solo quella Romana). E per 2000 anni miliardi di persone l’hanno fatto eppure non mi pare che personaggi del calibro di Francesco d’Assisi, Ignazio di Loyola, Domenico di Guzman, Benedetto da Norcia ecc ecc fossero incapaci di intendere e di volere. In fondo seguire i cartelli stradali non significa abdicare alla propria libertà civica, ma tant’è… Se in futuro tale dottrina cambierà vedremo. Per ora quella c’è e a quella mi attengo. (ovviamente è una battuta dato che il magistero non può contraddire le definizioni rpecedenti. E cio è “de fide” se si è romani) Per tornare al discorso:nel simbolo, oltre a confermare la professione sugli articoli di fede sull’essenza divina, ecco che poi recitiamo (ma forse più per abitudine che per convincimento) “…credo la Chiesa, Una, Santa ecc ecc”. Ergo, da cristiano (e, ribadisco, non solo da cattolico) conformo la mia idea con quella della Chiesa. E lo faccio attraverso un atto di ragione che è la differenza tra fede e fideismo (accettare senza ragionare ciò che viene proposto). E non è questione di sottigliezze linguistiche ma di modus operandi. Quindi, come giustamente diceva Guglielmo, quelle definizioni provengono da una marea di accadimenti di cui sono esse stesse sintesi. E partono dal concetto stesso di relazione Dio- Uomo, per cui il peccato non è un “centro sbagliato” ma un’azione sciente che rifiuta di conformarsi all’obbedienza stessa di Gesù delle leggi deuteronomiche (che sono la volontà stessa del Padre). Lo definisce chiaramente Agostino contro i manichei quando riporta “il peccato è una parola, un atto o un desiderio contrari alla legge eterna”. Vede, cara Francesca, tutto ciò che lei cita, abominevole per quanto possa essere, è tuttavia l’effetto, non la causa. Valutare la bontà o la negatività in base all’azione esposta è un pensiero che non è cristiano. Tutto qua. Nessuno obbliga ad essere cristiano, men che mai cattolico. La Chiesa propone una dottrina. Se si è in comunione attraverso un atto di ragione allora va tutto bene. altrimenti ognuno fa le sue scelte (giacchè conosce il greco traduca pure il termine “scelta”). Non mi attardo sulla questione che una persona che pecca diminuisce nella sua umanità come si evince dalla sua affermazione.. si confuta da sola.Certo, che arrivare a tale discussione, riportando questioni che dovrebbero essere pane quotidiano per i cattolici da una battuta poco felice di un Papa la dice lunga sulla lunga crisi della chiesa (in piccolo). Ad maiora.

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 5 agosto 2013 at 21:46

      concordo Paolo, soprattutto sul fatto di scambiare l’effetto con la causa e il dilungarsi su discussioni in merito a termini che dovrebbero essere chiari per dei cattolici.

  10. Posted by matteo on 5 agosto 2013 at 21:56

    E’ triste,
    che un dialogo non possa essere percorso,
    per l’affermazione di ideologie dogmatiche e irreformabili formatesi in ambito
    della religione, ma non trasmesse dalla persona di Gesù..

    Non sono le religioni a salvare,
    ma l’incontrare una persona, Gesù,
    e
    per me lo è nella tradizione cattolica,
    ma
    non mi è chiesto di coprirmi gli occhi di prosciutto.

    Coraggio !

    Rispondi

    • Posted by Paolo on 5 agosto 2013 at 22:54

      Gesù ha trasmesso per caso in maniera diretta l’immacolata conzezione e/o l’assunzione della Sua Madre? Gesù ha trasmesso in maniera diretta che un cristiano non deve essere circonciso? Gesù ha trasmesso in maniera diretta che esiste un luogo intermedio chiamato Purgatorio? Gesù ha trasmesso in maniera diretta le modalità ipostatiche all’interno della SS. Trinità? Devo continuare? Ma insomma… vi sembra più credibile che vi siano alcune leggi da rispettare conformemente all’ordine naturale o che una donna partorisca restando vergine? Vi sembra più credibile che vi siano delle indicazioni di comportamento o che uno sia uguale a tre? Vi sembra più credibile che qualcuno stabilisca ciò che può essere giusto o sbagliato o piuttosto che una tozzo di pane e un goccio di vino diventino vera carne umana e vero sangue umano? Perchè se andiamo a ragionamenti cartesiani poi non se ne esce più eh… e se per queste bazzecole (perchè bazzecole sono rispetto alla dogmatica, a sproposito citata) si pensa di dover “avere il prosciutto davanti agli occhi” mi domando come si faccia ad accettare l’intera definizione dogmatica che è di per se assurda (credo quia absurdum). Il cristianesimo fai da te, mi spiace, non esiste. E mi spiace anche che si sia convinti che le religioni non salvano. Tutte ( e dico tutte) affermano esattamente il contrario. I problemi di incomunicabilità sa da dove nascono caro Matteo? Dalla considerazione che si ha di Gesù di Nazareth. Perchè se lo si considera un semplice uomo, allora l’intero Vangelo non è più che una ideologia o una filosofia. Ma per i cristiani quel Gesù è Dio e salva sì attraverso la sua persona, ma quella persona è la Chiesa. “A chi rimetterete resteranno rimessi…a chi non rimetterete….” e poi “lo riconobbero nello spezzare il pane.” Coraggio Matteo.. Prometto di non rispondere più 🙂

  11. Posted by matteo on 6 agosto 2013 at 10:43

    Caro Paolo,
    non ho problemi con te,
    sono contento delle tue sicurezze.

    Ti invito a non dimenticare i passi indietro fatti da Pietro,
    che hanno fatto incavolare quel fumino di Paolo…..

    Dunque Pietro va letto nella sua storia anche personale,
    nelle sue decisioni,
    che non sempre sono state ferme….
    come gli Atti e le lettere paoline dimostrano….

    I blog non devono essere necessariamente luoghi di scontri a sangue…..

    Mi affido alla tua comprensione.
    un abbraccio

    Rispondi

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