Lumen fidei e gay, giornalismo che sguazza….

LUMEN FIDEI - cover


Ci sono vaticanisti,
che si fumano qualcosa,
prima di leggere una Enciclica…?


Leggo l’articolo di Giacomo Galeazzi


« … i cardini del documento.
Il primo è l’antidoto al fondamentalismo religioso:
«Il credente non è arrogante, anzi la sicurezza della fede rende possibile il dialogo con tutti e in ogni campo». E anche nella coppia »…


…«Nel documento ….. il tono è lo stupore e la comprensione delle fatiche dell’uomo contemportaneo.»…


Ma soprattutto in questa asserzione:

…«La fede «è un bene per tutti», non serve a costruire unicamente l’aldilà, ma aiuta a edificare la società. No, dunque, al matrimonio omosex.»…


A leggere l’enciclica,
non pare affatto che il primo cardine che viene posto nel documento sia l’antidoto al fondamentalismo.


Ma ancora più,
a leggere l’enciclica,
il papa non s’interessa minimamente al matrimonio per i gay.

Il papa afferma chiaramente che il primo ambito della fede è la famiglia.

«Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio.
Essa(l’unione) nasce
dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio,
dal riconoscimento e
dall’accettazione della bontà della differenza sessuale,
per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne
e sono capaci di generare una nuova vita,
manifestazione della bontà del Creatore,
della sua saggezza e del suo disegno di amore. »

(Lumen Fidei, 50)


Il papa è interessato esclusivamente
a dire sull’unione dell’uomo e della donna nel matrimonio,
e non afferma,
tecnicamente,
cosa deve essere il matrimonio civile.


Le parole dell’enciclica non si prestano ad alcuna guerra,
né ad alcun odio.


Come sono vili le forzature dei giornalisti e di qualche checca isterica che è sempre in attesa di lanciare la sua scarpetta tacco 15 !


In verità, la citazione fede-matrimonio-differenza sessuale,
come figura nel documento,
appare una necessità espressiva tipica dell’omiletica ratzingeriana,
ma nel contesto del quarto capitolo che è soprattutto opera bergogliana,
almeno sembra sfuocarsi.


Ovviamente,
chi vuole vedervi a tutti i costi proclami di guerra,
contro i gay,
o trovarne per farne contro i cattolici,
dimostra
la pericolosità sociale degli opposti fondamentalismi.

no alle


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9 responses to this post.

  1. Posted by guglielmo on 7 luglio 2013 at 10:56

    “Il papa è interessato esclusivamente a dire sull’unione dell’uomo e della donna nel matrimonio, e non afferma, tecnicamente, cosa deve essere il matrimonio civile.”

    Peccato che Il matrimonio civile non possa avere caratteristiche diverse dal matrimonio sacramentale perché c’è un solo matrimonio naturale elevato da Cristo a sacramento e celebrato sacramentalmente dai cristiani e naturalmente dai non cristiani. Ma non ci possono essere assolutamente due diversi matrimoni.

    La questione del matrimonio omosessuale non è presa di petto perché non era quella l’occasione per parlarne ma riaffermando che il matrimonio esiste solo tra un uomo ed una donna ribadisce implicitamente l’impossibilità di giustificare la volontà di fare “matrimoni” omosessuali.

    Rispondi

    • Posted by matteo on 7 luglio 2013 at 21:04

      Guglielmo, informati.

      per il vaticano o per il Codice di diritto canonico
      il matrimonio civile che tu chiami “naturale” non esiste,
      non è riconosciuto,
      a meno che il coniuge non chiede al vescovo una sanatio in radice.

      Chi è sposato civilmente,
      può divorziare civilmente e
      poi puo’ sposarsi con altra donna in chiesa.

      Rimase famoso il fascista Almirante che fece proprio in questo modo.

      E lo hanno fatto altri.

      Non è corretto che noi cattolici affermiamo menzogne.

      Noi siamo chiamati alla verità.

  2. Posted by guglielmo on 7 luglio 2013 at 23:16

    Il matrimonio civile non è riconosciuto dalla Chiesa solo nel caso esso sia stato contratto da cattolici, perché per un cattolico l’unico matrimonio possibile è quello sacramentale e celebrarlo solo civilmente significa non voler di fatto celebrare alcun matrimonio. Caso ben diverso è per coloro che cattolici non sono e per cui la forma a loro accessibile è solo quella naturale-civile: La chiesa riconosce la loro validità e indissolubilità per il fatto stesso che il matrimonio è un istituto naturale e come tale risponde ai dettami del Creatore.
    La non validità dunque del matrimonio civile tra cattolici non dipende quindi dalla non esistenza di un matrimonio civile-naturale, ma dalla mancata volontà dei contraenti cattolici a celebrare un matrimonio valido come Dio ha predisposto, ossia sacramentale per i battezzati e non sacramentale per i non battezzati.
    Dunque anche i matrimoni civili devono adeguarsi alle legge naturali confermate da Cristo e non prescindere da esse e andare contro al messaggio di Gesù, altrimenti si arriverebbe ad affermare temerariamente che è buna cosa promuovere leggi civili che regolano la vita civile e naturale delle persone apertamente contrari alla Fede cattolica.

    Rispondi

  3. Posted by guglielmo on 8 luglio 2013 at 12:17

    provamelo,
    Can. 1055 – §1. Il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento.

    §2. Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento.

    Per i battezzati, hai visto? Solo per essi, non per gli altri, altrimenti bisognerebbe ammettere che fuori dalla Chiesa non esiste né matrimonio né famiglia.

    Rispondi

  4. Posted by matteo on 8 luglio 2013 at 12:39

    Te la interpreti come ti pare.

    Il Codice di Diritto Canonico
    LEGIFERA ESCLUSIVAMENTE sulla CONDIZIONE dei BATTEZZATI cattolici.

    Chiunque può sposarsi in chiesa
    dopo un matrimonio e divorzio civili.

    Per favore
    cerchiamo di non inventare menzogne.

    Non è testimonianza alla verità

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 8 luglio 2013 at 14:02

      io lo interpreto correttamente, sei tu che capisci quello che vuoi,
      chi ha mai negato che ci si possa risposare in chiesa.
      il discorso non è sulla possibilità di risposarsi dopo un matrimonio civile, ma sulla possibilità che il matrimonio civile possa avere caratteristiche diverse da quello sacramentale, sul fatto che si possa sciogliere e possa essere tra omosessuali.
      la Chiesa ha potere anche di intervenire sui matrimoni naturali, recita infatti il canone 1143 §1. Il matrimonio celebrato tra due non battezzati, per il privilegio paolino si scioglie in favore della fede della parte che ha ricevuto il battesimo, per lo stesso fatto che questa contrae un nuovo matrimonio, purché si separi la parte non battezzata.

      se fosse vero, come dici tu che non esiste un matrimonio civile-naturale tra non battezzati perché la Chiesa dovrebbe istruire pratiche per scioglierli?

      e poi scusami dici a me che non rendo testimonianza alla verità, e poi insinui che sarebbe giusto istituire civilmente il matrimonio omosessuale.?

      Rileggi ciò che scriveva la CDF ” compito della legge civile è certamente più limitato riguardo a quello della legge morale,(11) ma la legge civile non può entrare in contraddizione con la retta ragione senza perdere la forza di obbligare la coscienza.(12) Ogni legge posta dagli uomini in tanto ha ragione di legge in quanto è conforme alla legge morale naturale, riconosciuta dalla retta ragione, e in quanto rispetta in particolare i diritti inalienabili di ogni persona.(13) Le legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali sono contrarie alla retta ragione perché conferiscono garanzie giuridiche, analoghe a quelle dell’istituzione matrimoniale, all’unione tra due persone dello stesso sesso. Considerando i valori in gioco, lo Stato non potrebbe legalizzare queste unioni senza venire meno al dovere di promuovere e tutelare un’istituzione essenziale per il bene comune qual è il matrimonio. “

  5. Posted by matteo on 8 luglio 2013 at 14:20

    stai giocando con le parole per affermare solo quello che vuoi tu.

    A me non pare corretto.

    Non salveremo così il mondo.

    Riconosciamo agli altri i loro legittimi spazi di libertà,
    e testimoniamo la fedeltà del Signore.

    Non è imponendo agli altri la tua religiosità,
    che li spingerai ad amare Gesù.

    Le guerre hanno solo portato
    orrore e morte.

    Pace a te

    Rispondi

    • Posted by guglielmo on 8 luglio 2013 at 19:12

      Da quando sostenere il matrimonio come Dio l’ha voluto è imporre qualcosa? Se c’è qualcuno che vuole imporre qualcosa sono coloro che vogliono rendere non solo tollerabile ma giusto e da promuovere cose apertamente in contrasto con le leggi naturali e divine, sono coloro che vogliono imporre alla società, in nome di presunti diritti, un sovvertimento dell’ordine naturale delle cose con la compiacenza di noi cattolici che prima ci riempiamo la bocca di parole come evangelizzazione, portare la Cristo al prossimo ecc e poi sulle questioni basilari come il matrimonio alziamo le mani e non solo taciamo ma anche definiamo “legittimi spazi di libertà” il voler riconoscere leggi come buone e giuste e che invece sappiamo essere gravi peccati.

      Mi dispiace, ma non sono d’accordo con questo “atteggiamento” da cristiano

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