Andrea, crollo di credibilità per i gay

andrea PM


Il padre di Andrea , il ragazzo di 15 anni suicidatosi il 20 novembre,
in Procura confessa di non essergli chiari i motivi del gesto di suo figlio.


Non risultava che Andrea fosse omosessuale o che fosse maltrattato o perseguitato a scuola, per un eventuale orientamento gay, che comunque Andrea non ha mai affermato di avere.


Andrea non andava vestito di rosa in giro, ogni tanto indossava un paio di jeans chiari che per un cattivo lavaggio si erano colorati,


lo smalto sulle unghie era una trovata della madre per non fargli mangiare le unghie.


La pista dell’omofobia viene abbandonata dal PM Polifemo non apparendo riscontri.


I Genitori di Andrea erano in via di separazione.


Comunque è tutto in divenire,
e la stampa sino ad ora ha mostrato per il tragico evento soltanto l’attenzione morbosa,
alla stregua di un evento ideologico,
da sposare o per i gay o contro i gay.


Collaterali alla stampa, Marrazzo con la sua denuncia, e tutte quelle persone gay, che senza accertare i fatti hanno eletto Andrea a loro martire gay.


Una odiosa strumentalizzazione
che ha usato il corpo dissacrato di un ragazzino,
e che ha gettato discredito sulle persone gay e sulla loro giusta causa per i diritti civili.


A chi ha giovato questo secondo caso “Matteo Martirano” il cui corpo morto nel 2007 a Torino è stato venduto per gay? un suicidio per istigazione omofobica ?


A che serve accusare la chiesa del vaticano, se poi se ne usano le stesse logiche degenerate ?


Magari Fabrizio Marrazzo potrebbe fornire delle risposte!


E’ stato bravissimo a far crollare la credibilità verso i suoi amici gay, con questo caso!


Fonte:

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/quindicenne_impiccato_suicidio_pantaloni_rosa/notizie/235531.shtml


Incompiutezza su Andrea Spezzacatene

Andrea, dietro il suicidio, tanto odio . . . 2

Andrea, dietro il suicidio, tanto odio.

Andrea, le parole di Paola Concia, parlamentare.

Andrea, crollo di credibilità per i gay

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Andrea Spezzacatene, liceo scientitico Cavour Roma, gay, omoaffettivo, etero, suicidio, adolescente, Teresa Manes, conferenza stampa, amici , genitori, scuola, Corriere della sera, La Stampa, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, Fabrizio Marrazzo, Gay Center, Arcigay, Mario Mieli, Paola Concia, Tecla Sannino, preside, liceocavour.gov.it, Comitato Genitori Cavour, comgencavour.wordpress.com, finesettimana.org, L’unità, il Messaggero,

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One response to this post.

  1. Quando legge un articolo dovrebbe essere più critico prima di affermare, in base ad esso, che i gay hanno un calo di credibilità.

    Parlo della credibilità della fonte, la giornalista che ha scritto l’articolo che lei riporta senza leggerlo criticamente.

    Sara Menfara nel riportare le dichiarazioni del padre di Andrea gli fa dire non solo che Andrea non era omosessuale ma nemmeno che per offenderlo si sia insinuato che Andrea fosse gay:

    “nessuno in famiglia pensa che Andrea fosse omosessuale o maltrattato a scuola per via dei suoi orientamenti”.

    Il fatto che sua madre abbia dichiarato nei giorni scorsi il contrario come riporta Repubblica

    «Solo dopo la morte ho saputo che sui muri della sua scuola qualcuno aveva scritto grande così: “Non vi fidate del ragazzo con i pantaloni rosa, è frocio”. Un docente fece cancellare la scritta da un imbianchino, ma nessuno mi ha mai avvertito»

    viene sminuito da Manfra che si riferisce a queste affermazioni come “presunti maltrattamenti che [Andrea] avrebbe ricevuto nella scuola.”

    Meglio dire che come fa Messaggero che si tratti di bullismo e non di omofobia e cercare le colpe altrove.

    Magari nella “pista” più rassicurante della recente separazione dei genitori di Andrea come causa del suicidio.

    L’accusa implicata è lampante.

    ” È possibile invece che Andrea vivesse una crisi più grave di quella che i suoi avevano percepito, dopo la separazione dei genitori”.

    Sbarazzatasi proditoriamente dell’omofobia, questa causa da lei ipotizzata, la separazione dei genitori, diventa causa anche per i pubblici ministeri

    “Per sondare definitivamente questa ipotesi, dopo le prime audizioni, i pm hanno deciso di cambiare il fascicolo inizialmente aperto come «atti relativi» e ipotizzare l’istigazione al suicidio, al momento comunque senza indagati”

    Se l’istigazione è senza indagati la causa non può essere certo l’ipotesi che Andrea vivesse una crisi più grave di quella che i suoi avevano percepito, dopo la separazione dei genitori.

    Menafra per sostenere la credibilità del padre, a discapito d quella materna, arriva a presentarlo non come teste ascoltato dalla procura ma come autorità (fasulla, un testimone può sempre mentire se non diversamente appurato…) che può confermare che Andrea si è impiccato con una sciarpa al collo

    “Come ha confermato suo padre, il ragazzo si è stretto una sciarpa al collo nelle poche ore in cui era rimasto a casa da solo. (il neretto è nel testo)”

    Non il medico legale, non la polizia che ha ritrovato il cadavere, visto che nessuno può manomettere la scena di un omicidio o suicidio prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, nemmeno i paramedici che saranno arrivati sul luogo.
    E’ il padre che conferma.
    Padre padrone e auctoritas per Menafra e per chi si lascia disinformare da un articolo così sui generis.

    Ma il capolavoro di Menafra è l’insinuazione della natura incauta della decisione di lasciare Andrea a casa da solo, degna della peggiore trasmissione tv:

    “Il padre era uscito col figlio più piccolo di otto anni: convocati a scuola per parlare con gli insegnanti”.

    Convocati? Cioè chiamati apposta o si trattava di un normale colloquio tra genitori e insegnanti previsti nella regolare vita scolastica?

    Convocati chi? Il padre e il fratello più piccolo? O la madre? O Andrea stesso? E allora perchè è rimasto a casa?

    ” Andrea avrebbe dovuto restare a casa da solo per poche ore, come era avvenuto spesso nell’ultimo mese da quando i suoi genitori si erano separati e accordati perché i due fratelli andassero a vivere col papà.”

    Quindi il motivo per cui i figli rimangono spesso a casa da soli (a 15 anni non a 8…) non risiede nel fatto che entrambi i coniugi lavorano ma dipende dal fatto che i coniugi si separano e quindi manca la regolare presenza di uno dei due coniugi in casa (l’articolo non dice quale ma si capisce bene a chi si riferisce). La madre è assente perchè la coppia si è separata.

    L’importante è negare l’omofobia sempre e comunque senza rendersi conto che tirare un respiro di sollievo perchè Andrea gay non lo era è quanto di più omofobico si possa fare.

    Ecco, forse la credibilità persa non è quelal del movimento gay. Il titolo del suo post è omofobico e discrimiatorio anche perchè arla di gay tutti i gay e non solo del gat center di Marrazzo (i cui rilievi che fa sono condivisibili).

    Ma pensare che Marrazzo rappresenti “tutti i gay” è forse la cosa più omofobica che abbia letto sinora s questa stroia.

    Che su interne si sia scritto a spoposito su qyesto suicdio è vero. Però mis mebra che anche i suoi interventi, pur se in buoan fede, non escano dal solco già tracciato.

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