Sinodo: Mons. ESUA – Organizzare in piccole comunità …

Sinodo: Cornelius Fontem ESUA


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Le piccole comunità cristiane sono Chiese territoriali, costituiscono la più piccola unità ecclesiale a livello di base.


Il loro territorio deve essere ufficialmente definito
ricavando dalla parrocchia unità più piccole, secondo le dimensioni della parrocchia stessa e il numero dei cristiani.


Tali comunità accolgono meglio i nuovi membri e sono in grado di integrarli,
facendo in modo che i neofiti ricevano un’adeguata iniziazione alla fede e nella comunità cristiana.


…sarebbe inoltre la dimostrazione che tali comunità cristiane, in quanto tali, non sono sole, ma parte del Corpo di Cristo.


La comunità fornisce loro il necessario sostegno materiale e spirituale nonché la solidarietà di cui hanno bisogno per poter sopravvivere in un contesto e in una cultura prevalentemente non cristiana, e talvolta ostile alla fede cristiana che hanno abbracciato.


Un processo di iniziazione ben programmato in seno alla comunità durante il catecumenato post-battesimale contribuirebbe a instillare nei neofiti un forte senso di impegno e di appartenenza alla comunità.


L’organizzazione della parrocchia in piccole comunità cristiane permetterebbe ai neofiti di capire che essi sono ora membri della Chiesa, che è una famiglia il cui vincolo di unità e di solidarietà dovrebbe essere più forte del legame della famiglia naturale.


In tal modo, la comunità cristiana non si limita a somigliare alla famiglia allargata, bensì include, supera, eleva e inserisce quest’ultima in una nuova e più grande comunità, vale a dire la comunità del nuovo Popolo di Dio, dove non ci sono più Giudei o Greci, né differenze fra le lingue e le tribù.


Tali comunità sono necessarie anche in seno alle parrocchie urbane,
consideranto l’esodo in massa dalle aree rurali e la rapida urbanizzazione che si sta ora verificando in Africa e altrove.


Sono necessarie per potersi occupare dei giovani che hanno perduto la sicurezza, morale e sociale, del sistema della famiglia allargata tradizionale che hanno lasciato al villaggio,
affinché essi non siano preda delle manipolazioni delle sette o di pericolose ideologie.


L’approccio pastorale della piccola comunità cristiana è il nuovo modo di essere Chiesa, un modo che permette a tutti di impegnarsi di più, di partecipare e di collaborare all’opera di evangelizzazione con fervore, metodo ed efficacia rinnovati.
……………»

Da:
intervento di
Mons. Cornelius Fontem ESUA,
Arcivescovo di Bamenda
Camerun

……………………. Prosegui la lettura vatican.va

____________________________________
Cornelius Fontem ESUA, Bamenda, Camerun, Concilio Vaticano II, Anno della Fede, Assemblea sinodale, Benedetto XVI, Concilio Ecumenico Vaticano II, Nuova Evangelizzazione, Sinodo, synodus, Vaticano, XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

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