Cattolici e mania di persecuzione

Monastero Benedettino Sacro Speco (Subiaco-RM) - Il Diavolo

Ricevo da Giorgio.M: in 23 marzo 2012 alle 13:50
“Non perdi occasione per attaccare la Chiesa.
Qual è il tuo scopo?
Gesù Cristo chiede unità e l’unità chiede umiltà, preghiera e silenzio.”

_______________________

Buon Giorgio M.

Mi scrivi
Gesù chiede unità.

E’ vero!
Ma….
a chi la chiede ?

come di certo ricordi,
non la chiede agli uomini,
ma al Padre suo.

L’unità è opera di Dio,
anche se pio desiderio degli uomini.

poi…. umiltà, preghiera, silenzio….
non hai azzeccato codeste cose insieme,
solo perchè ti suonava bene ?

Mi rimane difficile capire in quali casi tu ritenga io attacchi la Chiesa corpo mistico di Gesù.

Che io cerchi di capire l’umano limite degli atti e delle parole degli uomini della gerarchia cattolica, che costituzionalmente sono fallibili,

questo si chiama attacco alla chiesa?

Difendere gli uomini della gerarchia non appartiene al vangelo di Gesù.

All’annuncio di Gesù appartiene il Regno di Dio,
non di certo la costituzione di una gerarchia, che nei vangeli non appare da nessuna parte.

E’ comunemente riconosciuto dai biblisti cattolici che
l’evoluzione storica della forma gerarchica nella chiesa cattolica,
non è “illegittima” ma non è una risposta necessaria al Regno di Dio.

La gerarchia cattolica
non è verità fondante dell’annuncio di Gesù.

Come cattolico
nel credo,
io non credo la Gerarchia,
io
credo la Chiesa, una, santa, cattolica, proveniente dagli apostoli, e dalla resurrezione di Gesù.

Il di più viene dal maligno.

Io
come cristiano,
non sono chiamato da Gesù
a credere e a obbedire ciecamente
a quanto dice mons. Fisichella,
mons. Bagnasco,
mons. Levada,
mons. Burke,
….

ma a saper discernere
la parola del Signore
alla luce dei vangeli,
anche essi non univoci…

Quindi sono chiamato
ad impegnare
la mia coscienza
in un continuo discernimento
per capire
tra gli uomini
e tra gli eventi
quanto il Cristo mi ispira….

Bagnasco o il vecchio elemosinante all’angolo di una chiesa,
non hanno differente dignità,
ciascuno
non è più dell’altro quale portatore sacramentale di Gesù,
come
ben ricorda Benedetto da Norcia nella sua Regola, riguardo all’ascolto anche del più giovane.

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7 responses to this post.

  1. Posted by Giorgio.M on 30 marzo 2012 at 13:15

    Troppe parole, le tue, per credere che tu ami.
    Troppo tempo lo dedichi a porti questioni, dilemmi, a emettere giudizi su persone.
    Gesù vuole che il nostro tempo lo dedichiamo a lasciarci amare da Lui e a portare questo amore ad ogni prossimo.
    Tutto il resto, a confronto, non vale nulla.
    Ama!

    Rispondi

  2. Posted by matteo on 30 marzo 2012 at 14:30

    Sei fortunato.

    Tu credi cosa è bene per gli altri.

    Sono contento che tu abbia un canale particolare di rivelazione con il Signore.

    Forse è questo che fa paura di certi miei fratelli in Cristo,
    credono sempre di sapere meglio degli altri.

    Credono che l’intelletto che usano i fratelli sia un optional di cui è bene fare a meno.

    Amare senza ascoltare,
    per me personalmente,
    non serve assolutamente a nulla.

    Infatti,
    non ti interessa mostrare perchè mi percuoti,
    ma continuare a lanciare
    accuse prive di sostegno,
    dei semplici slogan.

    Il più grande dono ricevuto dal Signore,
    è l’intelletto,

    e non intendo metterlo in naftalina
    per far stare in pace
    chi non vuole usare dei talenti ricevuti.

    Pace a te

    Rispondi

    • Posted by Giorgio.M on 30 marzo 2012 at 17:30

      Caro Matteo.

      Io non credo affatto di sapere cosa sia bene o giusto per te. E non credo affatto che l’intelletto sia un optional. Nessuno poi ti ha chiesto di mettere in naftalina il tuo cervello. Sono tutte considerazioni tue e solo tue.

      Semplicemente tu pubblichi cose e io ho commentato. Non ti ho percosso; ho espresso un mio punto di vista. Ti dà così fastidio?

      Ti ho invitato ad amare perché ho pensato (col cervello) che forse questo potrebbe aiutarti; dai tuoi commenti parrebbe che tu non sia abituato ad amare, impegnato come sei “ad ascoltare”. Ma il mio era solo un invito. Fanne pure l’uso che credi.

      Sono colpito tuttavia dalla tua convinzione che il tuo impegno debba essere quello di discernere la Parola del Signore alla luce dei Vangeli. Ce ne sono tanti in giro ultimamente con questa vocazioni. Mica male come impegno… auguri.

      Giorgio

  3. Posted by Angelo on 1 aprile 2012 at 23:20

    E avresti anche una dispensa divina per permetterti di giudicare?
    Visto che sei così evangelico saprai bene chi comandò di guardare la trave nel proprio occhio!

    Rispondi

    • Posted by matteo on 3 aprile 2012 at 19:17

      Interessante!

      Non so dove desumi che io sia evangelico!

      Angelo,
      quale è il tuo problema nei confronti del post?
      Perchè non lo scrivi?

  4. Posted by Angelo on 6 aprile 2012 at 12:19

    Non ho problemi nei confronti del post. Ma una profonda tristezza mi pervade quando incontro persone come te senza felicità, né pace.
    Io credo che anziché assumere l’arduo ruolo del profeta, dovresti cercare la pace e la felicità.

    Rispondi

    • Posted by matteo on 8 aprile 2012 at 00:14

      buon Angelo,
      riflettere e usare della ragione,
      non ha mai significato essere infelici.
      pace a te.

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