Chiesa e morti del Costa Concordia

Roma s. Maria degli Angeli - Messa di Stato per vittime Costa Concordia

2012

Domenica 12 febbraio

Roma – s. Maria degli Angeli Messa di commemorazione delle vittime defunte sulla nave da crociera Costa Concordia.

Doveva  presiedere la celebrazione liturgica il presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana): il card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova è arrivato tardi, ha presieduto la Messa Mons. Mariano Crociata vice presidente della C.E.I..

Anche per la celebrazione di una s. Messa, l’atteggiamento della Gerarchia cattolica è quella tipica, ormai, mutuata dalla sfera di governo politico.

Alcuni  tra vescovi e papa ritengono di avere l’esclusiva di rappresentanza politica della Gerarchia cattolica nei momenti di celebrazione Eucaristica, in barba alla comunione che dovrebbe esistere nella Chiesa –Popolo di Dio (laici-vescovi-preti-papa.)

 Prassi corretta vorrebbe che sia il vescovo del luogo/città a presiedere l’Eucarestia.

Né Bagnasco, né il papa sono una sorta di «capo del governo » nella Chiesa Cattolica-Popolo di Dio.

Nella Chiesa cattolica ogni luogo ha il suo vescovo di riferimento  che a quanto ci è dato evincere dagli «Atti» del II° Testamento  (aka Nuovo Testamento), è erede degli Apostoli e non del solo Pietro Apostolo.

Ogni vescovo non è vicario né del papa, né del Presidente della C.E.I.

Questo senza nulla togliere alla comunione e alla collegialità che dovrebbe esistere tra i vescovi, compreso il papa, che pur essendo vescovo viene eletto «papa», non riceve nessuna consacrazione per questo titolo/funzione che dovrebbe essere al servizio del Popolo di Dio, e non di governo o legislativo alla maniera di un monarca assoluto, inconcepibile nel mondo presente se non in quei paesi arretrati dove ancora esiste assolutismo di dittatura comunista o populista, o ancora in quei paesi sfruttati e abbandonati dell’Africa.

Eppure nella cerimonia di commemorazione alle vittime del Costa Concordia l’immagine di Chiesa che viene presentata è quella di “Governo”, una idea lontana anni luce da quanto viene espresso dai quattro redattori dei Vangeli e nelle comunità in cui le Tradizioni dei Vangeli si sono formate.

Roma ha una situazione di anomalia unica al mondo.

Il  vescovo di riferimento è il card. Agostino  Vallini che sostituisce «vicariandolo», il papa che ha il titolo di vescovo di Roma.

Il card. Agostino Vallini ha la responsabilità di rendere presente il vescovo a Roma sostituendo il papa che pensa a fare il vescovo mondiale (figura inesistente nei quattro vangeli, negli Atti e nelle lettere degli Apostoli).

Chi doveva celebrare la messa in Roma ufficialmente, ricordando le vittime del Costa Concordia, a Roma, era il legittimo vescovo di Roma, colui che cura effettivamente nel quotidiano pastorale la Chiesa-Popolo che è in Roma.

In questa confusione di ruoli e di funzione è normale che la gente

non capisca nulla di come è fatta la Chiesa,

non capisca a che servono tutti questi vescovi che appaiono in TV con messe, riti, interviste varie,

recepiscano il vescovo solo

come un prete che ha fatto carriera e che avendo avuto successo gli viene dato il grado di «vescovo»

come uomo al di sopra degli altri, a cui inginocchiarsi, baciare le mani, secondo il vecchio schema monarchico del suddito nei confronti del monarca o principe.

La confusione sembra giovare alla Gerarchia Vaticana e alla coorte di vescovi,

perché alimenta il senso di governo unico ed esclusivo del papa/vaticano

su circa 5.065 vescovi   e su circa 407.262 preti nel mondo (ma se un prete viene indagato o condannato per pedofilia, il vaticano/papa dice che il responsabile è il vescovo locale !….. )

perché alimenta il senso di governo unico ed esclusivo sulla vita morale e spirituale di 1 miliardo 165 milioni persone.

Quale immagine di Chiesa per queste centinaia di milioni di persone ?

Questa è la riflessione che suscita in me la celebrazione commemorativa delle vittime del Costa Concordia con il vicePresidente CEI che celebra alla presenza delle più alte cariche dello Stato Italiano.

Non è la Chiesa che celebra il «Rendimento di grazie» attorno al suo vescovo in segno di tutta la cattolicità, ma è una sorta di ministro del governo (C.E.I.) davanti ad altri ministri di Governo Italiano.

Questo non ha nulla a che vedere con il «fate questo in memoria di me» chiesto da Gesù.

E’ soltanto un rito politico con scenografia religiosa.

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