Addio Immacolata

Immacolata - Immaculée - immaculate - ללא רבב

Ormai la festa è passata.

Quella mattina come mio solito in ogni solennità ero alla s. Messa nella mia parrocchia.

Eppure quella statua eterea e senza corpo mi rimane innanzi agli occhi.

E’ l’Immacolata.

Una donna che non esiste.

Quella pura icona dell’immaginario,
dove una parvenza femminile,
è palesemente incompleta come donna,

veste in abiti strani

quasi efebica per le poppe come in un accenno tra le pieghe di tunica vestale.

Se non fosse per il viso che accenna al femmineo
potrebbe essere una tipica icona angelica asessuata.

Se ci rifletto un poco,
mi pare impossibile che quello strano corpo possa di lì a qualche giorno

essere festeggiato come un corpo che partorisce.

Certo,
Dio,
l’Onnipotente
può benissimo suscitare un parto da un corpo efebico.

Dio può tutto.

Eppure quella statua
dal volto accennatamente femmineo,
stà lì
sola,
centrale,
senza compagnia,
tanti lumicini ai suoi piedi,
io sto ai suoi piedi,
silenzioso,
muto,
conscio del mistero che avvolge
questo mito che ha perso in femminilità,
diventando dea madre di un Dio  Trino.

Non credo ciò che è assurdo.

Rimango ai piedi di quella statua senza vita,
mentre la vita scorre ai suoi piedi
tra tanta umanità che accende ceri votivi.

Rimango silenzioso.

Lo so mia cara statua che sono ai tuoi piedi,
perchè la tradizione dei miei padri e madri e preti,
ormai è marchiata a fuoco nel mio midollo.

Mi metto in un angolo della chiesa,
mentre ormai sciama all’esterno
quel popolo del dovere festivo.

In quell’angolo,
solitario sto.

Chiudo gli occhi,
e ti vedo
con quel pancione florido,
i seni prosperosi che si intugidiranno di latte,
seduta sulle gambe di Giuseppe ch’è assiso su un masso,
la sua mano dal tatto vibrante carezza quella pancia,
per lui segno di un mistero assurdo,
ma non rinuncia a sentire le forme del tuo corpo,
il suo volto bruno, solare e sensuale,
si accosta alla tua guancia,
le sue labbra raggiungono le tue,
e ti lasci pungere da quella barba che incornicia il suo volto di sole d’oriente.

E il bimbo sussulta nel tuo grembo.

____________________
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