Lettera a Gianni Gennari

don Gianni Gennari, teologo di morale e giornalista

Oggi la realtà è ben diversa:
in nome di dialogo e laicità
si vorrebbe che la Chiesa tacesse sulla pretesa di identificazione tra matrimonio
… e
ogni unione di persone, etero o omo fa lo stesso.

Si chiedono «diritti civili» delle coppie di fatto?

Basterà mutare… qualche comma del codice civile!

No: si vuole
l’affermazione di principio
che ogni unione è «matrimonio».
Se trova una maggioranza che lo affermi può diventare legge?
Certo,
ma non con il mio consenso di cattolico.

Questo, e solo questo vuol dire che per me, e per tanti cattolici, si tratta di un principio non negoziabile.

…Dunque nessuno può pretendere,
neppure in nome del «dialogo»,
… che io cattolico, e chi come me la pensa,
dia il mio assenso democratico a ciò che contraddice la mia coscienza.

tratto da:
Sì al dialogo tra credenti e laici ma esistono princìpi non negoziabili
di Gianni Gennari
in “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2011
____________________________

Il cattolico Gianni Gennari espone un suo diritto di cittadino italiano cattolico.

Ma non può avere la pretesa di essere il rappresentante esclusivo di tutti i cittadini italiani cattolici.

Per me, come per tantissimi altri cattolici
i suoi diritti non negoziabili sono solo una furbata,

come lo erano una furbata il negare agli italiani il diritto di recesso da un contratto matrimoniale.

Caro fratello cattolico Gennari,
nessun cattolico ha la verità assoluta nella vita civile da imporre a tutti i cittadini italiani,

se riesci a convincere delle tue idee la maggioranza dei cittadini nel gioco della democrazia,
sta bene,

se le vuoi imporre alla maggioranza dei cittadini
con la furbata di principi non negoziabili
che in natura non esistono,
senza passare per la democrazia
fai male.

Il matrimonio nasce in ogni latitudine
come contratto tra clan che impegnano ciascuno per il figlio maschio e la figlia femmina per assicurare una

discendenza,

nella maggioranza delle civiltà il matrimonio è un contratto

che viene anche benedetto da tradizioni religiose.

Un popolo, dei cittadini,
nell’evoluzione dei costumi
può decidere
sulla fattispecie del contratto di matrimonio e sui contraenti.

Questo è un dato antropologico che non è una esclusiva della religione.

Io come cattolico,
affermo la mia libertà di riconoscere a due persone
la dignità del matrimonio civile di affetto in comunione,
che a tuttoggi viene loro negato di vivere dallo Stato di diritto.

Il matrimonio religioso è tutt’altra cosa,
appartiene alla sfera di norme canoniche che esulano dallo stato di diritto civile
di una nazione che non può e non deve favorire una tradizione religiosa sull’intera cittadinanza civile.

Sull’evoluzione civile dei costumi,
la Bibbia non fa assolutamente testo.

La bibbia non è un libro di storia del costume,
è un libro di STORIA DELLA SALVEZZA.

Per i fondamentalisti è altra cosa, ma non fanno testo.

Che Gennari alla sua età
cominci a fare confusione,
può essere un suo problema di salute,
che non può far pesare sui cittadini italiani.

Il cittadino italiano
ha come base la Costituzione
non la Bibbia.

La Costituzine nulla afferma sulla specificità dei contraenti il matrimonio.

Se all’epoca della scrittura la Costituzione intendesse una specificità
che oggi nei costumi e nelle usanze viene mutando,
come per ogni legge esiste l’iterpretazione e l’attualizzazione che la costituzione non nega.

Gli uomini e le donne che intendono formare coppia-etero hanno per legge due possibilità:

– la convivenza, che per chi lo sceglie conferma il voler essere fuori da normative di tutela, e gestire il proprio rapporto senza bisogno di riconoscimenti istituzionali e pubblici,

– il matrimonio davanti allo Stato che permette di avvantaggiarsi di forme di tutela
per la stessa coppia,
per la discendenza,
per le garanzie di eventuale scissione del contratto matrimoniale.

Con il tempo e l’evoluzione dei costumi,
le persone che hanno da sempre vissuto nascostamente e sotto stigma sociale la ricerca di una affettività tra persone dello stesso sesso, costretti a vivere nascondendo come criminali il proprio orientamento, costretti ad avere come unica possibile alternativa da sempre relazioni clandestine promiscue,
oggi,
alzano la voce,
domandano di essere trattati con pari dignità,
domandano di poter vivere i propri affetti alla luce del sole,
domandano che lo Stato riconosca ufficialmente il contratto civile e di affetto che tra loro vogliono stipulare,
nell’intesa di costruire un progetto affettivo durevole.

Questo lo Stato a dei cittadini italiani non può negarlo.

Le proposte di legge sulle “coppie di fatto”,
sono una grande cazzata.
Le proposte erano state fatte soltanto per bypassare il divieto di unione civile per le persone dello stesso sesso,
cosa
che gli etero non hanno alcun bisogno in quanto le norme che esistono sono chiare:
– ti sposi hai tutela,
– non ti sposi, dichiari implicitamente che non ti servono tutele.

Caro Gennari,
o stai alle regole della democrazia,
o sei semplicemente uno dei tanti spaventati dai tempi che cambiano
e non credono
che i cattolici non debbono imporre
ma debbono proporre la loro testimonianza
di fedeli al progetto di Gesù,
se vogliamo essere credibili.

Non è con i dictat,
che facciamo testimonianza evangelica.

E per ora le tue parole non dimostrano testimonianza del vangelo,
ma soltanto tue convinzioni di costume e tradizioni datate.

Gianni Gennari già prete,
nel 1984 su richiesta ha avuto la riduzione allo stato laicale, si è sposato,
e lavora per i vescovi al giornale Avvenire.

A Roma, quando un sacerdote lascia il ministero sacerdotale, chiede di non fare più il prete,
viene sbattuto fuori anche dall’insegnamento della religione, anche se ha 50 o 60 anni,
buttato in mezzo ad una strada,
lasciato nell’abbandono.

Mi sembra che Gennari abbia già abbastanza “culo”!!!
Ma
non ha imparato nulla dall’esperienza,
ha il gusto di dire agli altri cosa devono fare.

________________________
chiave:
Gianni Gennari, Sì al dialogo tra credenti e laici ma esistono princìpi non negoziabili, matrimonio, coppie di fatto, contratto, etero, omo, Stat di diritto, divorzio, Bibbia, Storia della salvezza, costume, tradizioni, cattolici, unione civile, matrimonio civile, matrimonio religioso, Corriere della sera,
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One response to this post.

  1. Posted by gianni gennari on 23 ottobre 2011 at 08:26

    Caro commentatore, a me pare che tu non abbia capito niente dell’articolo che critichi. Anche lì è scritto che se c’è il consenso della maggioranza una legge si può sempre fare, ed è stata fatta p. es. nel caso di divorzio e aborto. L’unico problema è che non puoi pretendere che a priori tutti siano d’accordo con te. Se quelli che sono d’accordo hanno la maggioranza allora la legge si fa come vuoi tu, altrimenti no. tutto qui: rileggi, ragiona, e forse ora capisci. Quanto alle osservazoni personali lascia perdere, p. f., o firmati e ne ragioniamo. Gianni Gennari

    Rispondi

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