c’è del marcio nelle Famiglie e nella Chiesa

Preti?

Sono giorni che rifletto
su una delle ultime di Genova.

Don Riccardo Seppia e il suo mondo di vita compulsivo-sessuale, con contorno di droga e minorenni.

La commedia all’italiana del Card. Angelo Bagnasco.

Sia chiaro.

Questa di don Riccardo,
non è e non sarà l’ultima della serie.

La stampa e media vari,
ne hanno per aumentare la loro audience.

I cattolici cadono dalle nuvole…..

Eppure
il simbolico don Riccardo,
è nato in una delle nostre italianissime normali famiglie,

nella famiglia che a parole viene indicata con retorica come,
la prima Chiesa.

Ecco,
con retorica!

Il marcio comincia dalle tante vite familiari piene di frammenti calpestati,
di fobie non elaborate,
colme di incapacità di
essere in ascolto tra marito e moglie,
essere in ascolto tra genitori e figli.

Da questo nucleo vitale,
il marcio,
si allarga alla vita ecclesiale,
la parrocchia,
gli istituti di formazione alla vita sacerdotale, religiosa o civile,
quelle scuole cattoliche che reclamano continuamente soldi dallo stato.

Ho mai sentito nessuno,
che abbia mai detto STOP,
fermate immediatamente i giochi,
cerchiamo di capire che cosa stiamo combinando,
quale futuro stiamo preparando.

NESSUNO.

E non accetto scuse…..
i vari documenti vaticani,

il papa che a 80anni era un ingenuo…..
quello che oggi è un vecchietto,
viveva tra i giovani,
era un professore universitario,
pur senza aver mai vissuto la vita pastorale parrocchiale,
per qualche anno ha fatto persino il vescovo,
ha diretto uno dei più importanti dicasteri vaticani
dove non si poteva non sapere……

Eppure
la formazione alla vita sacerdotale o consacrata-religiosa per uomini e donne,
ha un profondo buco nero,
e quei formatori, che vedono lontano…. hanno seria capacità di discernimento,
sono pochi, pochissimi, quattro gatti,
spesso vengono chiamati rompiballe.

La stampa?
Non ne capisce una emerita ceppa,
a loro interessa sguazzare nel fango puzzolente.

Sono incazzato,
perchè continuano a tappare le varie fessure che si aprono in una immensa diga……

Continuano a confidare nel bimillenarismo di una Istituzione….
che pensano eterna, “ma sì tutto passa…. e noi rimaniamo…”

ma
mille anni
sono come il giorno di ieri che è già passato…. (Sl.89).

Quante famiglie ancora oggi commettono l’errore che davanti ad una problematica familiare,
ancora si rivolgono al prete che gioca ancora a fare il “prete-uomo-dio di buon senso”,
e quanto danno si sta continuando ancora a produrre……
perchè
il prete se non ha avuto una formazione psicopedagogica accertata
è completamente incapace di gestire se stesso
e di aiutare gli altri a gestirsi.

Si continuano a mettere gruppi,
comunità,
persone,
nelle mani di troppi preti,
ormai incapaci completamente di far fronte
ad un mondo/persone che chiede
di essere capaci di assumersi pienamente
la responsabilità dell’accogliere la libertà,
di far venire fuori maieuticamente
la responsabilità alla libertà nella vita delle altre persone che lo incontrano.

Qualche vescovo lo capisce,
ma non può farci nulla,
non ha altro materiale,
si adegua,
non si pone in questione,

qualcun’altro le domande se le pone,
deve stare attendo alle parole che usa nel porsi le domande…
dovesse essere sentito in vaticano…….. lo dimettono…. e forse bisogna avere le palle di rischiare….

Nella maggior parte dei casi,
è tutto abbandonato
al buon senso….
all’inventiva….
e…
“io, speriamo che me la cavo”.

Ormai,
le notizie sono diventate di attesa….
dopo don Riccardo,
e poi…..
e poi…..

Un grazie sentito
alle famiglie,
alle parrocchie,
ai rettori di seminario,
ai vescovi…….

Ratzinger

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One response to this post.

  1. “formazione psicopedagogica accertata”?
    Magari sarebbe prima opportuno stabilire cosa è una “formazione psicopedagogica”.
    I padri della Chiesa non ne hanno mai avuto bisogno, poiché si preoccupavano di vivere la vita in Cristo, piuttosto che di pianificarla.
    Sembri pronto ad avere soluzioni per tutto: perchè non chiedi un’udienza a Ratzinger?

    Claudio
    ____________________________
    da incompiutezza 21 set 2011 – 15:48
    Non so dove vedi che io abbia soluzioni per tutto,
    forse stavi leggendo qualcosa di altro!

    Comunque forse non ti è capitato di approfondire molto la storia della Chiesa nella cosiddetta epoca dei Padri della Chiesa,
    perchè se tu lo avessi fatto sapresti che anche loro avevano problemi di gestione delle pulsioni sessuali, anche con giovanissimi (efebofilia),
    approfondisci sui testi canonici.
    Allora non era ancora evoluta e maturata la sensibilità odierna nei confronti del crimine della paidofilia.
    E’ un invito!

    Rispondi

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