Libertà di parola e pedofilia, pari sono……

Parlare nella libertà dei figli di Dio
dalla Gerarchia è sempre stato considerato lo scandalo più grave,
molto più della pedofilia.

Se non fosse stato per le pressioni della stampa
la tematica pedofilia nel clero non sarebbe mai stata assunta a coscienza
di inaudita gravità  e criticità.

Ora siamo alla pari.

Essere liberi nella parola, nella discussione,
per la Gerarchia curiale e vaticana e per il papa
equivale alla pedofilia.

E’ già un bel passo in avanti.

Se la coscienza critica viene mantenuta alta dai laici e secolari,
forse
si riuscirà a mantenere la pedofilia al suo livello di inaudito scandalo,

e far tornare la parola e la discussione nella Chiesa
al suo livello naturale,

come lo era tra Pietro e Paolo che le cose se le dicevano in faccia,
e tra gli altri apostoli,

quando non esisteva ancora l’obbedienza cieca e la sottomissione assoluta
di tutti gli apostoli ad un unico apostolo.

Vescovi, sacerdoti, vengono censurati,
un manipolo di conservatori influenza da decenni la curia vaticana,
solo ai laici cattolici è rimasta la capacità e la libertà di ridare vigore, forza alla Chiesa Apostolica,
solo i laici cattolici sono nella condizione di non essere ricattabili
come lo sono invece i vescovi e i sacerdoti.

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