don Domenico PEZZINI 11 – i preti di Lodi

Profondo sconcerto e incredulità tra i sacerdoti di Lodi per la condanna inflitta a don Domenico PEZZINI.
Molti di loro lo conoscevano bene.
Molti gli sono stati vicino in questi mesi di carcere, gli scrivevano o andavano a trovarlo.

Le motivazioni della sentenza di condanna dovrebbero essere disponibili entro novanta giorni,
importanti per formulare l’Appello.

fonti:
IL GIORNO/LODI (22 dicembre 2010)

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4 responses to this post.

  1. Posted by Franco Mella & R: on 10 gennaio 2011 at 19:29

    Che Italia e’ mai questa?

    Che Italia e’ mai questa?
    Sono un missionario del Pime in Cina. Milano e’ la mia citta’ di origine. Quello di don Domenico Pezzini e’ il mio paese di adozione. E’ natale e vicedomini sbatte in prigione per dieci anni un prete settantatreenne che ha lottato da decenni contro la discriminazione. Un ragazzo che viene da lontano, sollecitato a denunciarlo, riceve 50mila euro da don Domenico su imposizione della gup. Le diocesi di Milano e di Lodi fanno silenzio assoluto. Si fidano dei giudici. Chi discrimina tiene in mano il potere e se ne infischia dei giudici.

    Franco Mella Pime

    I miei telefoni: 0086-516-83766283 begin_of_the_skype_highlighting              0086-516-83766283      end_of_the_skype_highlighting (Xuzhou-Cina, fino al 6/1/2011)
    00852-64763425 (Hong Kong, dal 7/1/2011 fino ai primi di marzo 2011)
    0086-378-2857684 (Kaifeng-Cina dopo i primi di marzo 2011)

    ____________________________
    Da Incompiutezza: 11 gen. 2011

    Faccio fatica a capire il senso di questa cotinua ripetizione di commento nei vari posti.
    Il testo stesso del commento appare molto poco chiaro.
    In italia non siamo in India, in Cina, o in Pakistan dove non vi sono garanzie di difesa per un imputato.

    Non si danno 10 anni di condanna ad un uomo se non vi sono dati riscontrabili anche se la giustizia italiana permette di verificare nei diversi gradi di giudizio se quei dati riscontrabili siano opinabili o meno.

    I Vescovi di Milano e Lodi, fanno semplicemente i vescovi, non dovono certo fare comunicati stampa, nè urlare e non sono giudici.

    Un ragazzino che viene da lontano, è debole e sofferente non ha meno diritti e meno dignità degli altri ragazzi italiani, e non può essere oggetto di brame sessuali approfittando dello stato di bisogno.

    La sentenza ha decretato la colpevolezza.

    L’imputato innocente o meno, può continuare a chiedere giustizia nei successivi gradi di appello e di cassazione.

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  2. Posted by Franco Mella on 8 febbraio 2011 at 10:53

    E’ proprio qui il punto: oggi come oggi in India, in Pakistan, a parte il caso di condanna a morte per blasfemia, ed al limite anche in Cina, a parte il caso dei dissidenti,ci sono piu’ garanzie per l’imputato che nell’Italia di oggi. Questo perche’ e’ chiaro ormai per tutti: chi va con le minorenni non andra’ mai in carcere se ha il potere. Si prende invece come capro espiatorio un prete di 73 anni, che di potere e’ proprio a livello zero e non e’ sostenuto neanche dalle diocesi, sia perche’ dipende da una e vive nell’altra, sia perche’ha percorso un cammino con persone considerate ai margini dalle comunita’ stesse.
    Si’, l’ “ingiustizia” italiana sa prendersela con una persona debole ed anziana. Gli da dieci anni di galera, dandolo in pasto ai giustizialisti, che chiudono gli occhi e tutti gli altri sensi per ben altri colpevoli ai vertici dello stato.
    Questo in India, in Cina ed in Pakistan non succede.
    Mi ripeto con un invito ai vescovi di Milano e di Lodi, e ad Incompiutezza: andate davanti al Palazzo di Giustizia di Milano o alla prigione di Bollate e ripetete solo il commento di Jannacci: “Quelli che scagliano la prima pietra, e peu la secunda, e peu la tersa, e dopu? E dopu se sa no, oh ye! Oh, oh, oh…!”
    Il ragazzino ha denunciato Don Domenico Pezzini, spinto da altri, quando aveva 19 anni, non a 13. Non vi dice niente questo? E La giudice Vicedomini ha imposto a Don Domenico di dargli 50mila euro. Non vi dice niente?
    Vedremo appello e cassazione. La speranza non muore mai!

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  3. Posted by anna & R: on 27 marzo 2011 at 20:52

    Grazie, signor Mella, concordo assolutamente con Lei. Sono cose che dico, ripeto, sperando nell’assoluzione piena che don domenico si merita, per continuare le sue battaglie: proprio quelle che danno fastidio a chi preferisce sostenerne la colpevolezza.
    Mai visto tanto accanimento e tanta crudeltá
    ____________________________________________
    da Incompiutezza, 29 mar. 2011 – 17:03
    Pur comprendendo le emozioni personali,
    desidero sottolineare che tutti i sacerdoti che hanno ricevuto quella orribile accusa di pedofilia
    vengono tutti trattati alla stessa maniera.

    Desidero ricordare che vi è stata una sentenza di 1° grado di condanna.

    E’ anche vero che finchè la sentenza non “passa in giudicato” si è ritenuti innocenti e si ha diritto ai gradi di appello.
    Ovviamente se vale per l’onnipotente Silvio Berlusconi, deve poter valere anche per gli altri cittadini, di qualsiasi accusa siano imputati o indagati o inquisiti.
    almeno fin quando per i suoi capricci personali, Berlusconi con la sua maggioranza saranno in grado di cambiare la legislazione sulla giustizia.

    L’unica verità è nel cuore di Cristo (per chi crede), e di colui che è accusato, tutti gli altri uomini, ne hanno un approccio attraverso indizi, elementi testimoniali che devono fornire prova di una possibile verità.

    Una popolo civile, deve avere nei giudici il riferimento importante per l’ordine sociale, anche quando appare difficile e doloroso.

    Lasciamo perdere le boiate del Capo del Governo….. che pensa di essere al di sopra di tutti i cittadini per il solo fatto che il 30% dei cittadini lo ha votato mentre il 70% non lo ha nemmeno nominato!

    Rispondi

  4. Posted by giuseppe solinas on 8 aprile 2011 at 00:05

    Esprimo la mia solidarietà al mio caro prof. domenico pezzini e lo ringrazio per quanto ha fatto per tutti gli omofili cristiani e non.forza e coraggio.spero nella sua assoluzione piena.dopo tutto per noi conta il giudice Celeste.

    Rispondi

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