don Domenico PEZZINI 10 – condannato

Stamani il GUP di Milano Dr. Giuseppe Vanore
ha emesso nei confronti di don Domenico Pezzini
la sentenza di condanna a 10 anni di reclusione
per violenza aggravata nei confronti di un minorenne bengalese.

Come ho spiegato nel precedente post in tema,
si conoscono le conclusioni della sentenza
ma si dovrà attendere per conoscerne le motivazioni.
don Domenico PEZZINI 9 – quale verità ?

Fonti:
IL GIORNO/LODI (21 dicembre 2010)

ANSA (21 dicembre 2010)

L’ARENA.IT (21 dicembre 2010)

LEGGO.IT (21 dicembre 2010)

LA REPUBBLICA (21 dicembre 2010)

IL CORRIERE DELLA SERA (21 dicembre 2010)

SINTESI:

Il 24 maggio 2010
don Domenico Pezzini, 73enne,
è recluso nel carcere di San Vittore.

Un ragazzo 17enne del Bangladesh,
lo ha accusato di abusi sessuali da quando aveva 13 anni,
all’incirca tra il 2006 e il 2009.

26 luglio 2010
il ragazzo 17enne del Bangladesh,
che ha accusato il prete di abusi sessuali,
è ascoltato nell’incidente probatorio dal GUP di Milano Giuseppe Vanore.

Nel frattempo si sarebbe presentato una persona straniera a testimoniare che da ragazzo avrebbe subito violenza dal prete di Lodi.

Settembre 2010
il PM Cristiana ROVEDA deposita gli atti dell’indagine.

15 dicembre 2010
Nell’Udienza preliminare (rito abbreviato) il PM Cristiana Roveda,
ha chiesto otto anni e mezzo di reclusione peri don Domenico Pezzini per violenza sessuale su un minore.

_____________________________

In questo caso di condanna,
un prete, che era un accademico universitario, collaboratore di Sources Chrétiennes (famosa nella Chiesa e nel mondo),
un prete che comunque era stimato per la capacità di esercizi spirituali che teneva in tantissime case di istituti religiosi,
un prete che ha pubblicato ottimi libri di spiritualità,
un prete che aiutava gli altri a fare discernimento,
un prete (che forse per aiutare se stesso) si è gettato e speso per aiutare gli omosessuali cattolici,
un prete che ha aiutato genitori a riconciliarsi con i figli,
un prete che ha aiutato ragazzi a riconciliarsi con se stessi anche quando il rischio era di suicidio,
un prete che è stato incapace di chiedere aiuto per farsi aiutare?
un prete che ha ferito profondamente la formazione psicologica e affettiva forse a più di un ragazzino con l’aggravante della loro debolezza per gli stenti?

Come in questo momento in tanti, cattolici sia laici che religiosi che preti si stanno interrogando su questo prete, quale lato avevano loro conosciuto, quello che a loro appariva….

La comunità Ecclesiale, quella dei cattolici (tanto nè Vaticano, nè vescovi…) si deve continuare a porre molte domande sulla formazione dei sacerdoti e sulla loro vita, sul loro equilibrio, e soprattutto non lasciarsi ingannare,
questa della pedofilia è una storia che soltanto oggi si riesce a smascherare, perchè sta maturando la mentalità sociale,

diversamente dagli anni ’30, ’40, ’50, ’60… quando era un immenso tabù.

Ma non lasciamoci ingannare,
continua ancora ad essere in tante zone un grande tabù,
come è tabù parlare tranquillamente di sessualità e affettività nella vita sacerdotale e consacrata…. nel mondo dei Gerarchi Vescovi, Cardinali…, un mondo dove si preferisce fare l’elogio della “sottana”(talare) [vedi la prima omelia di Burke da cardinale dopo ultimissimo concistoro…] come bene prezioso del sacerdozio, invece che della psiche….

La dice lunga eh!

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11 responses to this post.

  1. cara incompiutezza (come suona bene!),

    chissà perchè i media non danno mai queste notizie!!!????!!!

    Rispondi

    • Posted by incompiutezza on 21 dicembre 2010 at 23:22

      ciao,
      Radio1 ha dato notizia, come la stessa notizia la puoi trovare su televideo. Non ho ascoltato i telegiornali, come faccio purtroppo molto spesso. Le notizie me le cerco sul web, finchè rimane ancora uno spazio libero.
      Ma visto che la sentenza è di stamani, domani sulla pubblica stampa vi dovrebbe essere il risalto del caso.

  2. sul tg 5 non c’era traccia….

    Rispondi

  3. Posted by Cecilia on 21 dicembre 2010 at 23:40

    Conosco Don Domenico di persona, frequenta la mia casa da quando sono piccola perché caro amico dei miei genitori.
    Ha fatto le vacanze con noi diversi anni.
    Ha dormito in camera con i miei fratelli.
    Ha accompagnato i gruppi di adolescenti dell’oratorio con mia mamma in campeggio.
    Non mi metto a parlare della sua grandezza spirituale perché sarebbe riduttivo cercare di farlo qui in poche righe.
    Ho notizie direttamente da lui sui fatti di cui è accusato.
    Quello dela pedofilia è un tema terribile e su cui è fondamentale che ci sia la massima severità. Ma in questo caso mi sento di dire che C’E’ STATO UN GRAVISSIMO, GRAVISSIMO ERRORE NELLA CONDANNA, che sta distruggendo la vita di una persona che non lo merita.

    Rispondi

    • Posted by Michele on 23 dicembre 2010 at 17:26

      Cara Cecilia, mi spiace ma non è così!
      Approfittando del suo ruolo di educatore don Domenico si è sempre approfittato dei ragazzi, soprattutto quelli problematici (i tossici per esempio) che non hanno voce perchè le loro parole sono considerate a priori inaffidabili. Mentre lui… l’accademico, la guida spirituale, la testa acuta e brillante…
      Ci ha provato anche con me vent’anni fa. Dopo un lungo scambio epistolare insistette perchè andassi a trovarlo a Milano: io adolescente della campagna veneta per la prima volta nella grande città. Raccontai una balla ai miei e presi il treno.
      La prima cosa che fece, una volta arrivati casa sua, fu alzarmi la maglietta e succhiarmi i capezzoli.
      Io lì per lì rimasi immobile, non capendo cosa stava succedendo. Poi gli feci notare – con una pacatezza che ancora un po’ mi commuove – che non era molto rispettoso nei miei confronti. Gli dissi anche che non mi sembrava corretto che un prete si comportasse così, e lui mi diede una risposta che non ho più dimenticato: “Come sei provinciale!”
      Me ne andai e decisi di troncare qualunque rapporto. In seguito venni a sapere che quello era il suo comportamento abituale e così ogni volta che mi imbattevo in un suo articolo pensavo: fino a quando resterà fuori?
      Non credo di aver subito alcun trauma e non ho mai pensato di denunciarlo: ero un ragazzo sufficientemente maturo per parare il colpo. Quando però ho letto in questi giorni i commenti straziati di chi non vuole crederci o addirittura grida al complotto, ho sentito il bisogno di esprimere almeno la mia amarezza e la mia solidarietà a tutti quei ragazzi che – o per la giovane età o perchè già vittime di una condizione disastrata – non hanno potuto contare sulla forza e la lucidità che allora non mancarono a un figlio di contadini come me.
      Per me don Domenico Pezzini rimarrà sempre un bugiardo, uno che mentiva anche a se stesso e quando veniva scoperto non sapeva dire altro che “Come sei provinciale!”

  4. Posted by Matteo on 24 dicembre 2010 at 13:53

    Michele mi sembra molto forte quello che dici.

    La tua esperienza sarebbe potuta essere importante nel procedimento di Milano.
    L’importante oltre alla condanna è che vi siano sempre tutte le testimonianze utili.
    Probabilmente il procedimento continuerà in appello, e le testimonianze sono importantissime.

    Perchè vedi,
    detta così in forma anonima nel mare del web… beh!

    Nel web si può dire di tutto e il suo contrario.
    Soprattutto quando ci si può nascondere dietro un nik….
    Hai lanciato un sasso ma nel web anonimo hai nascosto la mano.

    Credo che ormai sei abbastanza grande per fare qualcosa di utile, non credi.

    Comunque credo che se è vera la tua esperienza, potresti provare a farla verbalizzare.

    Lo so in questo paese Italia, non è una virtù assumersi le proprie responsabilità e avere il coraggio di denunciare fatti veri.
    Poi quando ci si mette in questa roba giudiziaria…. non sai nè tempi, nè quanto potra’ lungamente disturbare la tua vita….
    Questo può spaventare e scoraggiare……

    Tu dici:
    “Non credo di aver subito alcun trauma e non ho mai pensato di denunciarlo:
    ero un ragazzo sufficientemente maturo per parare il colpo”

    E mi fa pensare a quante decine di migliaia di adulti uomini e donne ogni anno forzino la mano ad adolescenti con atti o molestie sessuali.

    Certo,
    quando fatto da un prete verso un ragazzo o una ragazza adolescenti,
    che magari stanno cercando in lui consiglio e conforto psicologico se non spirituale,
    è particolarmente grave,
    e la dice lunga su tanti di questi preti che non riescono a portare il peso del sostenere un proprio equilibrio psicologico e spirituale.

    I gerarchi della Chiesa e “popolino dalle radici cattoliche” hanno sempre fatto in modo che il prete fosse in quell’aura sacra, in una mitizzazione, in una santa nicchia d’altare,
    velando la sua profonda umanità, fatta di limiti, fobie, blocchi, compulsioni, anche insieme a generosità e altruismo.

    Rispondi

  5. Posted by Francesco on 26 dicembre 2010 at 22:45

    Io mi chiamo Francesco e sono il fratello di Cecilia. Giusto per evitare il tema dell’anonimita’ del web, mi chiamo Francesco Mari, ho 44 anni, sono dirigente di un’azienda multinazionale, e conosco don Domenico da quando sono bambino. Per quanto può valere una sola esperienza diretta, io semplicemente, come Cecilia, non ci credo. Ho passato molto tempo con don Domenico, durante una vacanza al mare in cui i miei genitori lo avevano invitato, ho dormito nella stessa stanza con lui per diversi giorni, e ricordo ancora benissimo la vera molestia alla quale mi aveva sottoposto, ovvero il fatto che russava in modo davvero importante. Ho imparato da tanti eventi che mi sono capitati nella vita che prevedere gli atti delle persone non e’ possibile, ma credo che ciascuno di noi abbia delle forme che si consolidano negli anni, che si evolvono e mutano anche, ma sempre all’interno di una certa forma di continuita’ personale. Io non sono cristiano, e in modo probabilmente molto scorretto mi viene da chiamarlo karma. Ecco, per come ho conosciuto don Domenico, l’accusa che gli viene mossa non c’entra nulla con lui, con il suo modo di essere e di comportarsi, con la sua personalità, con la sua morale. Riconosco che tutto e’ possibile, ma per me credere a questa accusa e’ come credere che la mia mamma di notte invece che andare a letto va in giro vestita di nero a rapinare banche. Ecco, e’ semplicemente implausibile.
    Adesso vediamo le motivazioni… Oggi ascoltando Hurricane di Bob Dylan mi e’ venuto in mente proprio lui, don Domenico.

    Rispondi

    • Posted by Michele on 28 dicembre 2010 at 13:53

      Matteo, non credo di aver capito il tono un po’ “allusivo” della tua replica.
      Se una questione mi interessa chiedo maggiori informazioni alla persona che la pone e cerco magari di contattarla. Mi sono registrato sul blog con nome e cognome (Michele Visentin), città (Padova) e email (m.visentin@libero.it) Trovo quindi abbastanza gratuite le tue osservazioni sull’anonimato e – peggio – la tua tirata sul coraggio e sull’assumersi le proprie responsabilità.
      Tra l’altro – ma sono certo che non è il tuo caso – queste sono alcune delle “argomentazioni” tipiche che i preti accusati di pedofilia utilizzano in sede processuale o nei comunicati stampa contro le loro vittime. Insomma, almeno tra di noi non buttiamola su questo piano…

      Detto questo, sono assolutamente d’accordo con te sugli effetti deleteri che un’eccessiva mitizzazione della figura del prete provoca nel credente e negli stessi interessati – che a volte arrivano davvero a credere di essere superiori alle regole.
      Di solito le gerarchie difendono ad oltranza i rei (si auto-proteggono e si auto-assolvono) e arrivano a querelare le vittime degli abusi, forti almeno in Italia del loro immenso potere politico ed economico. Il fatto che abbiano abbandonato don Domenico al suo destino credo dipenda dall’essere sempre stato lui un cane sciolto: troppo eterodosso (quasi un protestante!) come intellettuale e soprattutto troppo noto il suo impegno a fianco delle associazioni di gay credenti – l’omosessualità è diventata una vera ossessione per la chiesa cattolica.

      Chiudo con una replica a Francesco: non mi sorprende il comportamento ineccepibile di don Domenico nei tuoi confronti e non dovrebbe sorprendere neanche te. Per quanto ne so, le sue preferenze ricadevano sui ragazzi con problemi (tossici, gay adolescenti rifiutati dalle famiglie, sbandati come il minorenne bengalese…): persone in balìa del bisogno o della paura che difficilmente avrebbero potuto difendersi.

  6. Posted by Matteo on 28 dicembre 2010 at 18:29

    Scusami Michele se ti posso aver dato un’impressione così negativa.
    Io nel blog avevo letto solo il nik e non avevo approfondito.
    Quindi le mie “argomentazioni” si basavano solo su quanto testualmente leggevo nel tuo commento.

    La cultura della denuncia per molestie sessuali o violenze è maturata particolarmente in questi ultimi dieci anni circa,
    mentre le molestie sessuali, stupri, violenze sessuali, esistono da secoli,
    ma con il tabù di non parlarne,
    ma con il tabù che la vittima era sempre in qualche modo colpevole, con obbligo di silenzio,
    vittima e aggressore nella maggior parte dei casi con parenti omertosi, con il proprio “clan” omertoso…
    ancora oggi non è difficile sentire commenti di persone nei confronti di violenze sessuali: “se l’è cercata”…

    Credo che molta strada debba ancora essere fatta per prendere coscienza pienamente del problema delle molestie sessuali verso minorenni,
    per rendere pubblici e comprensibili i meccanismi psicologici che si muovono nell’aggressore come in quello che si muove nella vittima (spesso nella sua reazione che nel passato è stata di chiusura silenziosa).
    Quale era il comportamento del “clan sociale” che circondava all’epoca? a cosa induceva?

    Proprio per il silenzio omertoso che permeava le realtà sociali dell’epoca ha indotto a credere che certe cose potessero essere trattate come “peccati” da distrarre, invece che come reati contro la persona, ha indotto persone a non imparare a gestire le proprie pulsioni.

    Il grande reato contro l’umanità, la gerarchia cattolica lo continua a fare continuando a indurre il credere che della sessualità non bisogna parlare, inducendo cattolici, preti e quant’altro a censurare tutta la enorme gamma e espressioni del mondo sessuale nel ristretto spazio della procreazione nel matrimonio. Il resto non esiste. Non se ne deve parlare. Questo è quanto continua ad avvenire nella più grande agenzia formativa di ragazzi e adolescenti che sono le parrocchie, questo contina ad avvenire in Istituti di formazione alla Vita Consacrata, questo continua ad avvenire in molti Seminari di formazione al sacerdozio (con qualche piccolissima eccezione.)

    Per mutuazione questa grande ipocrisia continua nel mondo che gliene frega più nulla di chiesa e di cattolici, quel mondo di cosiddetti atei-devoti, di quelli che hanno bisogno della figura del papa non potendo avere una regina elisabetta….!!!

    Michele, Francesco e Cecilia, ritengo che le vostre testimonianze siano comunque molto importanti,
    ritengo che dovrebbero far riflettere chiunque si trovi a leggere.
    Grazie.

    Rispondi

  7. Posted by Franco Mella on 10 gennaio 2011 at 19:25

    Che Italia e’ mai questa?
    Sono un missionario del Pime in Cina. Milano e’ la mia citta’ di origine. Quello di don Domenico Pezzini e’ il mio paese di adozione. E’ natale e vicedomini sbatte in prigione per dieci anni un prete settantatreenne che ha lottato da decenni contro la discriminazione. Un ragazzo che viene da lontano, sollecitato a denunciarlo, riceve 50mila euro da don Domenico su imposizione della gup. Le diocesi di Milano e di Lodi fanno silenzio assoluto. Si fidano dei giudici. Chi discrimina tiene in mano il potere e se ne infischia dei giudici.

    Franco Mella Pime

    I miei telefoni: 0086-516-83766283 (Xuzhou-Cina, fino al 6/1/2011)
    00852-64763425 (Hong Kong, dal 7/1/2011 fino ai primi di marzo 2011)
    0086-378-2857684 (Kaifeng-Cina dopo i primi di marzo 2011)

    ..

    Rispondi

  8. Posted by Cerioli Maurizio on 7 febbraio 2011 at 18:56

    Mi chiamo Maurizio Cerioli ho 60 anni (13 in meno di Don Domenico) sono stato dirigente di azienda di credito oggi in pensione. Conosco don Domenico da sempre. Da ragazzo (14-17 anni) sono stato più volte ospitato da lui a Milano compresa la notte per periodi anche di una settimana. Allora ero un ragazzo di campagna che andava in città a studiare (proprio la figura di vittima descritta nei post precedenti come ideale).
    Giuro sui miei nipotini di NON aver mai subito la benchè minima avance (e di occasioni ce ne sarebbero state a decine visto che mi facevo la doccia). NON sono mai stato sfiorato neppure da un gesto affettuoso !!!!!
    Al contrario don Domenico mi ha sempre ospitato gratuitamente ed aiutato a studiare inglese senza mai chiedere soldi e tantomeno altro. Ho ricevuto solo del bene.
    In realtà don Domenico è sempre stato un prete scomodo per la gerarchia ecclesiastica. Si è sempre occupato di questioni scomode per la chiesa e anche per la società (ad esempio la condizione degli omosessuali all’interno della Chiesa) e pericolose per chi se ne occupa. Oggi tanti sacerdoti sono frenati (mi verrebbe da dire terrorizzati) nella loro azione di carità perchè temono il verificarsi di queste vicende anche quando hanno la coscienza a posto. Vicenda tutta da verificare senza pregiudizi !!!!!

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