Ateismo e Dio in Sandro Bondi

Io a 19 anni lavoravo.
Mentre lavoravo studiavo e davo esami.
Ho sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo.
Ho sempre detto quel che pensavo anche quando rischiavo di perdere il lavoro.

Sin dall’infanzia, il pensiero su Dio è stato al centro dei miei pensieri,
ho ricevuto la tradizionale educazione cattolica,
gli eventi della vita, lo studio, le amicizie, le persone,
mi hanno portato lentamente a ricomprendere
il pensiero che mi avevano trasmesso di Dio.

Sono felice di aver avuto il dono della “comunità parrocchiale”
che mi ha permesso di capire in concreto “La Chiesa”.

Sono felice di tutti i credenti laici, preti, vescovi e…
incontrati e presenti nella mia vita
che mi hanno permesso di comprendere sempre meglio
le dinamiche insite nella vita cristiana reale,
a qualsiasi livello ci si trovi di responsabilità.


Sono felice di tutti gli amici cristiani,
che nel corso di questo cammino,
mi vogliono bene,
mi mettono in rilievo i difetti
e il bene che sono portato a sottovalutare.

Questo mi ritrovo a pensare,
leggendo alcune righe
del ministro della cultura italiana Sandro BONDI.

Mi domando chi era Sandro Bondi?
Che lavoro faceva?
In cosa credeva?

Le conversioni,
mi hanno sempre un chè di profondamente sospetto….

Ma perché Bondi è un convertito?

Mi colpisce che Sandro Bondi abbia un pensiero…

Da quando Bondi si interessa di Dio, e ne pontifica?

Panorama 29 lug 2010 pag.120:

Oggi l’ateismo
è sostenuto non come conseguenza di una critica speculativa,
bensì come esito di natura etica e politica.
Da questo punto di vista
l’ateismo moderno
non è la negazione di Dio,
ma l’evidenza di una vita senza il pensiero di Dio
.”
(Sandro BONDI)

“Le Confessioni” di Agostino d’Ippona mi emozionarono profondamente e lungamente, gli occhi mi si arrossavano, quando avevo 18 anni.

Ci vollero alcuni anni per capire meglio Agostino, e quando accadde, mi vaccinò ad una maggiore attenzione verso i neo-convertiti.

I Bondi come i Ferrara non mi emozionano.

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One response to this post.

  1. Posted by Rita on 1 agosto 2010 at 16:53

    Credo importante l’emozione – anche la mia – nel leggere S.Agostino.
    Bondi non ha detto una cosa sbagliata ma…pazienza se non entusiasma…no?

    Rispondi

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