In morte di Nonna Maria

Nonna Maria è morta.

Aveva 89 anni.
Stamani i funerali.

Scomparsa lentamente.

Una rappresentante della vecchia generazione trasteverina.

Mi ricordava sempre che c’iaveva l’età der papa.

Fino a 4 anni fa, nonna Maria girava tutto lo stabile,
familiarizzava con tutti i condomini,
cosa impensabile nella vita di condominio odierna!

Cazzeggiava con il suo slang trasteverino,
senza peli sulla lingua
diceva quello che pensava,
io
ascoltavo divertito,
anche quando mi rendevo conto della estrema soggettività di certe espressioni.

Bussava al campanello di casa,
aprivo,
aveva voglia di chiacchierare,
aveva bisogno di esorcizzare
quella depressione che con l’andare dell’età stava diventando sempre più pesante,
e le faceva dire continuamente,
“non me la sento più di vivere”, “non vedo l’ora di morire”.

Mi spaventava,
quella sua depressione,
vedevo che quella vivacità si andava lentamente spegnendo,
spesso crollava in pianto.

Mi spaventava.

Tante volte mi chiedevo: “ma come la curano?”, “come l’aiutano?”

So che andava dallo psicologo della ASL,
ma che je faceva veramente?

Ho visto il suo corpo bloccarsi lentamente,
la sua mente bloccarsi lentamente,
poi,
la carrozzella,
la badante romena,
che la portava il pomeriggio a prendere l’aria vicino una panchina dove erano altre persone agee.

La incontravo,
mi riconosceva,
riconosceva una familiarità,
ma mi accreditava suoi ricordi ripescati in qualche cassetto del suo vecchio comò.

Nell’incontrarla il disagio mio era altissimo,
venivo preso da ansia,
da angoscia,
è una cosa che mi succede normalmente,
quando incontro persone sofferenti,
o che stanno male,
soprattutto le persone che soffrono di male oscuro.

Ricordo che da ragazzo avevo sentito
che Paolo VI pregava il Signore di conservargli fino all’ultimo la lucidità mentale.

In questo ricordo,
per associazione di idee,
mi sovviene la memoria di
Marcellino Carboni(*),

un monaco benedettino,
morto molti anni fa verso i novantanni,
una vita contrassegnata dall’accoglienza,
e dalla preghiera.

Mi ha colpito tantissimo
come il Signore lo ha provato.

Gli ultimi anni di vita,
aveva continue cadute depressive,
diverse volte mi diceva che
desiderava morire, per non essere di peso ai fratelli.

Quando passava la crisi,
era la vitalità di un sereno vecchietto
che si stava lentamente preparando (apparecchiando)
all’incontro non lontano con il Signore.

Ero un ragazzino,
quando un monaco anziano,
con momenti depressivi
si gettò dalla finestra.
Ero lì.

Un giorno, Signore,
quando verrò nei tuoi spazi,
le domande che dovrò farti saranno tante,
finalmente libero di essere faccia a faccia con te,
senza il filtro dei dogmi dell’Istituzione Romana.

Nonna Maria,
morta,
oggi è già nella eternità della Resurrezione.

Ha vissuto tra le tante difficoltà della vita,
i preti non gliela raccontavano giusta…. diceva….

Ora c’è finalmente Qualcuno
che gliela sta raccontando giusta,
senza più sofferenza,
senza più difficoltà.

Auguri,
Nonna Maria!

(*) Ne ricorda Chiara LUBICH:
"Cristo dispiegato nei secoli" di Chiara Lubich pag.39 (22. 3^ riga)
http://books.google.it/books?id=av2p6i7egGgC&pg=PA39&lpg=PA39&dq=CHIARA+LUBICH+SUBIACO&source=bl&ots=pqkDtX7_Vo&sig=r-1oYy7GhmlElKbB6RQxSrJzkk0&hl=it&ei=5K89TLuxE4aJOI703aMP&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CBwQ6AEwAQ#v=onepage&q&f=false

   “Scritti spirituali – l’attrattiva del tempo moderno” di Chiara Lubich

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