Unioni di fatto…..

“La Delibera torinese su Le Unioni di Fatto
emargina la famiglia fondata sul matrimonio.”

“i diritti individuali della persona sono già ampiamente riconosciuti dall’ordinamento italiano.”

ARCIDIOCESI DI TORINO
UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI
Via Val della Torre 3, 10149 Torino
Tel. 011.5156315 - fax 011.8283110 - comunicazioni@diocesi.torino.it

http://www.diocesi.torino.it/diocesitorino/allegati/26295/comunicato_unioni.rtf
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Una riflessione personale………..

Per il solo mondo cattolico il matrimonio è un sacramento.

Per tutto il mondo civile
e per tutte le altre religioni del mondo

il matrimonio è un contratto
tra due clan,
tra due famiglie, (impegnando i propri figli),
tra due singoli,
per l’unione di due persone,
sino ad oggi di sesso opposto.

Tale contratto è sempre stato ritenuto fondamentale,
per la continuazione tradizionale della progenie che scaturisce dalle due persone,
in continuazione con il clan di discendenza.

La legge civile riconosce lo scioglimento del contratto matrimoniale
come di ogni altro contratto.

Forme e modalità differenti  di contratti o unioni contrattuali tra persone,
possono essere inseriti nella legislazione civile di una nazione,
come è sempre accaduto nella storia,
soprattutto, oggi,
nei liberi paesi a regime democratico.

Gli uomini e le donne che provano affetto o sono attirate sessualmente da parisesso,
possono vedersi riconosciuto un contratto,
per cui
possono assistere i conviventi legalmente,
possono lasciare l’eredità al convivente,
cosa che attualmente nell’ordinamento italiano ancora non esiste.

L’istituzione ecclesiastica,
ha sempre chiesto che le persone omosessuali,
sublimassero le proprie pulsioni affettive o sessuali,
a differenza di quanto è concesso
a chi non è omosessuale,
“invece che ardere nel desiderio sessuale, è meglio sposarsi” (s.Paolo).

Come si evince da diversi studi,
e dalla esperienza di psicoanalisti,
non ultima l’intervista su Jesus 6/2010,
un buon 40% di omosessuali maschi o femmine,
nella storia,

ha cercato di sublimare
attraverso la vita sacerdotale o religiosa.

In questo 40% credo che vi rientrino anche coloro che poi vanno a diventare vescovi o papa.

Questa sublimazione,
non ha sempre funzionato,
come dimostrano le notizie che spesso si ricevono.

D’altronde,
questo è accaduto anche agli etero
diventati preti….. e in seguito anche vescovi…

La castità è dono,
non è sforzo umano,
non è obbligo umano.

Concedere a tutti di poter vivere una relazione di amore,
indistintamente dall’orientamento,
non è forse meglio che farli obbligatoriamente ardere come tra fiamme d’inferno?
già su questa terra?

Sentirsi tutelati da un contratto,
come fa a mettere in pericolo
una tranquilla famiglia etero?

A Parigi,
godo di gioia nel vedere famiglie numerose, e tante,
pur avendo loro le unioni di fatto per omosessuali….
ma
parimenti
hanno una legislazione
che tutela enormemente la famiglia,  i figli,
con sovvenzioni, e aiuti vari,
come anche in Germania.

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