Movimento dell’Amore Familiare e don Stefano Tardani

logo-radio-vaticanaAlla Radio Vaticana Don Stefano Tardani parla della famiglia il 9 nov. 2008 alle 14.33.59

 

don Stefano Tardani, assistente ecclesiastico del Movimento dell’Amore Familiare:

 

(…)

“ Il nostro impegno: una rinnovata consapevolezza e un nuovo entusiasmo che deve diventare parola culturale, parola di novità per penetrare anche nella mentalità.

Quindi essere luce, essere testimonianza, essere anche coraggiosa presenza con delle motivazioni che aiutino gli altri laici nel dialogo sereno, rispettoso e questo è un obiettivo essenziale.

 

Il nostro movimento si prefigge proprio una  doppia dimensione:

una molto umana e l’altra molto di aiuto e di grazia divina, alla luce della rivelazione cristiana e della Parola di Dio così essenziale per ritrovare se stessi, il significato della vita e il ruolo stesso della famiglia nel mondo.

C’è tutto un iter proprio di approfondimento degli aspetti più umani, personali e della coppia dal punto di vista del dialogo e del parlare con Dio attraverso la preghiera in un particolare connubio tra scienza e fede.

In questo rapporto, dunque, c’è sia l’aspetto di evangelizzazione sia l’aspetto di guarigione.

Come sviluppare la collaborazione tra la famiglia cristiana, piccola Chiesa domestica, e la famiglia della Chiesa?

 
D. – Come sviluppare la collaborazione tra la famiglia cristiana, piccola Chiesa domestica, e la famiglia della Chiesa?
 
R. – Maturando il proprio ruolo all’interno della famiglia e facendo crescere una consapevolezza, una forza maggiore coniugale anche familiare nel rapporto con i figli.

Le stesse famiglie e i nostri catechisti missionari per la famiglia diventano testimonianza e segno nella società.

Poi, abbiamo anche delle iniziative aperte a tutti e che vogliono in qualche modo sensibilizzare dando un segno più visibile.

Ad esempio, le veglie che facciamo a piazza San Pietro, in modo particolare quella di Capodanno, che sarà aperta proprio dal cardinale Tarcisio Bertone.

Un’altra iniziativa che realizziamo è per il Santo Padre e per il suo Pontificato, a metà giugno, per indicare anche l’affetto con cui i laici vogliono seguire e seguono, attraverso la preghiera, l’opera e la missione del Santo Padre ma anche per accogliere la preziosità del suo Magistero, del messaggio che porta in sé la rivelazione cristiana con attenzione agli stessi documenti del Magistero proprio nella capacità di coniugare la vita cristiana e la vita nel mondo.”

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=243594

 

CONSIDERAZIONI:

Devo ammettere che il linguaggio che don Stefano usa, non mi fa capire concretamente dove il suo Movimento interviene nella realtà e problematicità della famiglia.

Risolvono il vissuto delle famiglie con le veglie in p.zza San Pietro?

….Magari a capodanno? O il 29 giugno per dire come ci piace stare in piazza a dire w il Papa?

Mi farà piacere approfondire.

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7 responses to this post.

  1. Posted by Davide on 6 dicembre 2009 at 00:39

    Il Movimento:
    – si dedica alla preparazione dei fidanzati al matrimonio: circa 400 coppie
    inviate dalle Parrocchie ogni anno;
    – cura e sostiene la vita degli sposi e delle famiglie;
    – aiuta gli sposi in crisi, i separati e i divorziati.

    Si tratta di itinerari di rievangelizzazione, che sfociano per molti in una nuova vita di pratica cristiana, di testimonianza, e di disponibilità ad un volontariato per la promozione della famiglia e della vita. Ed infine, in un cammino di continuità e di sostegno per le famiglie nell’ Associazione Famiglia Piccola Chiesa – Movimento dell’Amore Familiare, che è stata approvata con il Decreto della Diocesi di Roma nel 2003 come Movimento Ecclesiale.
    Il Movimento è missionario in tutte le direzioni: missione alla vita, alla persona, alla famiglia, alla società.

    A livello sociale il Movimento organizza ogni anno tre Veglie di preghiera a tema, sulla vita e sulla famiglia. Domenica 29 Nov. ha promosso a Roma la Marcia per L’Amore al Crocifisso, segno della fede e di fratellanza universale ed anche simbolo dell’arte e della cultura italiana ed europea. Hanno partecipato 2.000 persone. Il Santo Padre all’Angelus ha salutato i partecipanti e ha sottolineato l’importanza di “manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale”. Così i mass-media hanno riportato l’evento e il messaggio del Papa, che è rimbalzato su tutte le principali testate giornalistiche e le emittenti televisive del mondo.
    A livello personale e di coppia i nostri iter formativi prevedono particolari aiuti di tipo medico, psicologico e spirituale, nonché catechesi mirate all’approfondimento di tematiche care alla famiglia: come la tutela della vita fin dal suo concepimento, l’attenzione alla persona e al suo habitat, la professione, la vita affettiva, la sessualità, la conoscenza dei metodi naturali per una paternità responsabile, il rapporto con i figli, la problematica delle relazioni con i propri genitori, il mistero della persona nel suo essere “figlio di Dio”, la sponsalità coniugale alla luce della rivelazione cristiana.
    In tutte queste tematiche si intrecciano scienza e fede per una visione integrale della persona e della famiglia, un’antropologia cristiana che sa coniugare amore e scienza. Per tutto ciò l’apporto medico è di notevole importanza per noi.
    Nei Corsi di preparazione al matrimonio e nei percorsi di vita proposti agli sposi dal nostro Movimento, è stato impressionante vedere come al termine degli incontri su questi argomenti, molte coppie hanno ringraziato per le informazioni e per le proposte più umane di vita consegnate a loro, ma purtroppo, molte volte “nascoste” dai mass media, influenzati dalla “sottocultura utilitaristica”.
    La visione dell’amore fondato antropologicamente nella verità del suo senso umano e trascendente, del suo significato unitivo e procreativo con la sua apertura responsabile alla vita, segna tra le coppie un naturale punteggio di preferenza e di perfezione del loro amore. Questa è l’esperienza di tante coppie accompagnate nella loro maturazione. Ciò ha permesso ad alcune di esse di accogliere la vita in modo umano e generoso, anche in situazioni molto difficili, facendo trionfare con maturità l’amore e la verità.
    Spero tu abbia capito di più, soprattutto, le Veglie che tu citi, fanno parte integrante di questo ,sopracitato, itinerario, coraggioso, alternativo e di forte testimonianza cristiana dove tante famiglie testimoniano anche visivamente il loro amore per il Signore, amore per il Santo Padre, per i Sacerdoti, vicinanza particolare a tutte le famiglie in difficoltà. Ricordo che le Veglie vengono fatte, per tutta la notte dal 31 all’1 di Gennaio, pregando ininterrottamente il S,Rosario,di sera le altre due; sono momenti molto forti di testimonianza, di preghiera, di meditazione, di accoglienza gioiosa verso tutte le persone che si trovano in questi eventi. Il Santo Padre ci saluta in Piazza per la Veglia del 31 Dicembre all’1 Gennaio; non diciamo “w il Papa”, ma “amiamo il Papa”, con i fatti, la preghiera incessante per il suo pontificato, visto che lo ha chiesto proprio all’inizio del suo pontificato, e quindi , accogliendo questo suo desiderio , glielo dimostriamo non solo a parole,ma dando un “segno” di questo amore invitando tutti a parteciparvi nella Veglia che si tiene a Giugno con detta intenzione.
    Spero che questo approfondimento ti chiarisca quello che non sei riuscito a capire da un intervista che doveva essere molto sintetica. Ti invito a vedere anche , se vuoi, il nostro sito. http://www.amorefamiliare.it
    Un saluto fraterno Davide

    Rispondi

  2. Posted by Matteo on 7 dicembre 2009 at 11:27

    Davide grazie.

    Comprendo quello che scrivi.

    Mi dici:ti chiarisca quello che non sei riuscito a capire

    Ho il dubbio se sia io a non aver capito o la vostra sintesi a non permettere di capire,
    ma vedo che tu sei sicuro che sia io a non aver capito.

    Noto alcune cose in quello che mi o ci scrivi:
    Ciò di cui si prende cura il Movimento (Eccellente, come accade anche in altre realtà di movimenti cattolici o parrocchiali senza bisogno di fare gesti “che si prestino a letture molto diversificate”).

    Un dato concreto che mi-ci confermi,
    le cosiddette veglie…..

    Un Movimento per l’Amore familiare che fa la Marcia per L’Amore al Crocifisso,
    mi sembra una roba che in questi giorni ha dimostrato un connotato soltanto di battaglie politico-ideologiche e non di fede.

    Non si può amare uno strumento di morte e di tortura,
    si ama il Cristo, il suo volto, la sua strada….
    non uno strumento imposto di arredo pubblico con soldi pubblici,
    per delimitare che qui dove sono i crocifissi è cultura o civiltà cristiana….
    la delimitazione di una religione civile identitaria….
    al di fuori…. Come in quelle vecchie mappe…. Hic sunt leones….

    Vi auguro di aiutare le famiglie,
    veramente a trovare i loro personali percorsi identitari che sono sempre diversificati tra loro,
    e
    sperare che non si creino delle persone dipendenti da una religiosità che è soltanto ideologia identitaria, uniformate,
    in cui esiste un solo modo di pensare che rassicura i …fragili,
    pensando che questo sia un successo…..

    Mi ricordo che Gesù, è stato assassinato dal suo mondo fortemente religioso-identitario,
    perché si permetteva di dire cose diverse…..,
    spaventando i sacerdoti, i farisei, il sommo sacerdote….
    insomma,
    la Gerarchia.

    Caro Davide,
    il mio desiderio è di capire……
    oltre che di essere utile in qualche piccolo mondo tra il centro della comunità ecclesiale e i suoi margini.
    Ricambio il fraterno saluto
    Matteo

    Rispondi

  3. Posted by Giovanni on 24 marzo 2010 at 06:24

    Ricevo e posto la marchetta politica di Don Stefano Tardani che fa campagna elettorale agitando lo spettro dell’aborto.
    Dovrebbe occuparsi degli inceneritori che risulta “attentato alla vita umana” in quanto fanno aumentare in maniera statisticamente esponenziale il cancro a chi vi abita nelle vicinanze, ad esempio a Malagrotta e ad Albano.

    Carissimi,

    data la nostra conoscenza, ho pensato utile per voi e per i vostri amici, inoltrarvi questa riflessione in merito alle prossime Elezioni Regionali.

    Il compito di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società spetta, come ci ricorda il Santo Padre Benedetto XVI, ai fedeli laici, che operano come cittadini sotto la propria responsabilità e che in virtù di questo sono chiamati a dedicarsi con generosità e coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo.

    Il momento delle elezioni regionali è molto delicato perché il potere economico e politico delle Regioni è molto grande. Vorrei ricordarvi che sia per i politici che per chi li elegge c’è il preciso obbligo di opporsi ad ogni legge che risulti un attentato alla vita umana. Per essi, come per ogni cattolico, «non è mai lecito partecipare a campagne di opinione in favore di simili leggi né ad alcuno è consentito dare ad esse il suo appoggio con il proprio voto» (Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Evangelium Vitae, n. 73).

    Sulla gravità di certe scelte della politica e della cultura dell’immoralità, per chi, come cattolico, vuole conoscerne di più allego l’importante e sempre valida Nota Dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica. Potrà essere utile ricordare che i diritti irrinunciabili, di cui parla la Nota sono: la difesa della sacralità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, le libertà fondamentali della persona, la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, la libertà educativa e di istruzione, la libertà religiosa, lo sviluppo per un’economia giusta e umana, la promozione della giustizia e della pace. C’è da aggiungere gli altri diritti quali: il diritto ad un lavoro dignitoso e retribuito secondo giustizia, la cura della salute, la salvaguardia del creato. Ciò potrà essere utile a quanti voi conoscete, poiché occorre una grande mobilitazione nell’odierno momento di oscuramento delle coscienze e dei veri valori della libertà. E’ una società migliore, infatti, che dobbiamo costruire.

    In coscienza, quanti credono nell’amore, nella vita, nella famiglia non possono votare lo Schieramento avversario, che nega concretamente tali Principi. A sfatare ogni dubbio, allego un articolo con foto sconcertante, che mi è arrivato tramite internet. Inoltre, è da deplorare ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è.

    Anche l’ipotesi di astenersi dal voto, è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro Paese. Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l’attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori.

    A conferma di questa saggia e morale scelta, vi indico che anche il Forum delle Famiglie del Lazio di cui fanno parte molte Associazioni Cattoliche e non, ha presentato un Manifesto Programmatico molto serio (che allego) che è stato firmato da Renata Polverini e da molti altri candidati come ad esempio Olimpia Tarzia.

    Infine, vi invito a pregare per tutti i politici perché ne hanno un gran bisogno.

    Cordiali saluti

    Don Stefano Tardani

    Rispondi

  4. Posted by Marco on 24 marzo 2010 at 06:35

    Quando si suol dire “inoculazione”.

    Don Stefano Tardani applica tecniche da negromante, che accenna e allude a tutte una serie di sventure che le coppie andranno incontro con una sicumera da terrorista di anime.

    Tra l’altro il suo comportamento non verbale esprime una gayezza non da poco visibile praticamente ad occhio nudo a chiunque abbia un minimo di equilibrio mentale.

    I meccanismi psicologici con cui cerca di attorniarsi di persone sono più simili a quelli di una setta del rango di scientology che del rispetto dovuto all’istituzione cattolica, che con la lettera precedente egli mette in forte discussione mettendosi sullo stesso piano dei politici per cui chiede di pregare.

    Comportandoti da politico che manipola le informazioni, Don Stefano, pregherò per te e per la tua anima confusa

    Rispondi

    • Posted by Maida75 on 25 marzo 2010 at 21:43

      Perché buttare tutto questo fango su una persona che dona la sua vita al Signore e agli altri? Don Stefano è un prete onesto e fedele alla Chiesa… come fai a paragonarlo a sette varie? La libertà che si respira durante gli incontri del corso forse è una libertà a cui tu non sei abituato: Don Stefano fa aprire gli occhi sul conformismo imperante che trova normale uccidere un bimbo nel grembo della mamma considerandolo un grumo di cellule o sulla facilità con cui le coppie si tradiscono (non solo fisicamente). Se hai frequentato il suo corso, come mi sembra di capire, pregherò il Signore perché uno dei tanti semini che Don Stefano avrà messo nel tuo cuore possa crescere e illuminare un po’ la tua vita. Intanto sarebbe bello se non buttassi fango su una persone per bene che in 15 anni ha salvato tante coppie e famiglie.

  5. Posted by F&P on 24 marzo 2010 at 22:29

    Caro Marco, ma cosa stai scrivendo? Noi abbiamo partecipato al corso di preparazione al matrimonio di D. Stefano e quello che scrivi è TOTALMENTE FALSO E privo di fondamento. D. Stefano nel corso parla della bellezza dell’amore e mette in guardia dai pericoli cui le coppie sono insidiate nel mondo di oggi… ma ti sei accorto di quante coppie in crisi ci sono dopo pochi anni (se non mesi) di matrimonio? E la colpa non è certamente di D. Stefano che non solo avverte, ma aiuta le coppie a vivere felicemente il matrimonio. L’accostamento a sette e scientology è poi falso e tendenzioso… mi sorprendo di come non sei stato in grado di cogliere l’enorme differenza con D. Stefano. Per quello che abbiamo vissuto direttamente, ti possiamo “certificare” che il suo corso di preparazione al matrimonio è splendido, c’e’ un profondo rispetto della persona e delle coppie… noi lo abbiamo consigliato a tanti amici e colleghi, tutti (e dico, tutti!) sono stati contenti. Ci dispiace che tu non abbia colto questo bene che arriva a centinaia di coppie, ogni anno, da tanti anni ! Sull’orientamento politico, siamo contenti di aver ricevuto la sua mail (anche perché gli abbiamo lasciato volontariamente l’indirizzo e-mail, come tutti coloro che hanno voluto) e in cui ritroviamo il suo solito e solido amore per la verità e la vita.

    Rispondi

  6. Posted by Alterago on 27 marzo 2010 at 18:17

    Io trovo l’intervento di Don Stefano assolutamente coerente, non trovo nulla di sbagliato nel fatto che lui, come la Chiesa, intervenga nel ricordare alla società che la difesa per la vita umana è un valore non negoziabile.
    Faccio notare che la Chiesa non interviene, di norma, durante le elezioni politiche, a favore di uno o più candidati; non esistono nemmeno più partiti che utilizzano il temrine ‘cristiano’ nella loro denominazione, semplcemente perchè da anni la Chiesa stessa ha invitato i crisitiani a votare senza doversi sentire legati ad un singolo partito.
    E allora, che è successo? Perchè la Chiesa interviene mettendo in guardia la società dai rischi di una possibile vittoria elettorale di Emma Bonino?
    Semplice: immaginate la Bonino a capo della sanità laziale.
    Come minimo, renderebbe la RU486 disponibile nelle scuole… facendola passare come un grande ‘successo’ di democrazia e civiltà. A questo punto di rozzezza culturale ci troviamo! Il disprezzo della vita, la banalizzazione del corpo e dell’amore umano, tutto legittimato attraverso provvedimenti regionali.
    Ma non è solo questo, il punto.
    La Chiesa, e con essa Don Stefano, ripetono in ogni occasione quanto questa cultura di disprezzo della vita umana sia sottilmente penetrata in ogni aspetto della vita sociale e politica, e ciò non può essere tollerato.
    E le espressioni dei vescovi, della Chiesa, e di sacerdoti come Don Stefano, sono espresse in modo inattaccabile, dal punto di vista teologico e intellettuale: ecco perchè suscitano poi tanto accanimento.
    Perchè sono inattaccabili.
    Don Stefano ricorda che non si può essere politici credibili senza essere persone credibili. Farà storcere il naso a qualcuno, ma la verità non va taciuta.

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