Il numero dei suicidi a diverso titolo, tra i sacerdoti o diaconi,
negli ultimi mesi,
dovrebbe far riflettere
sia i laici che i chierici cattolici.
- don Sergio Recanati (51anni) – Diocesi di Cremona – 28/11/2010
- don Luca Seidita (29anni) – Diocesi di Orvieto – 31/11/2010
- don Franco Galizia (48anni) – Diocesi di Messina – 28/02/2011
- Don Franco Rossi (75anni) – Diocesi di Lucca – 08/03/2011
ma anche i precedenti:
- don Antonino Castronovo – 1997
- don Mario Basaglia – 1992
- don Alfredo D’Auria – 2000
- don Vittorio Damiani – 2003
- don Marco Agostini – 2006
- don Francesco Addeo – 2006
- don Silvio Agazzi – 2007
- don Silvano Caccia – 2009
Sono il risultato di questa società e di questo vaticano,
che vogliono a tutti i costi il sacerdote come uomo perfetto?
che vogliono il sacerdote sempre operativo e senza debolezze anche gravi in umanità?
FONTI:
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/378185/
http://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/2011/03/10/471703-addio_franco_nella_chiesa.shtml






Pubblicato da Rita & R: in 15 marzo 2011 alle 09:50
La società vuole sempre gli ALTRI onesti, puri e senza macchia. Ciascuno vuole l’ALTRO così…
La Chiesa sa benissimo che gli uomini non sono che peccatori e chiede che la debolezza umana venga affidata a chi può salvarla. Chiede di non cadere nella disperazione, ma di abbandonarsi alla Misericordia!
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da Incompiutezza, 29 mar. 2011 – 16:12
Hai ragione “la Chiesa sa benissimo…” purtroppo molti vescovi, il vaticano, e tanti cattolici fanno finta di non sapere. Mi auguro anche io che la Misericordia tocchi tutti gli uomini, dal vaticano, ai palazzi vescovili, alle case dei cristiani….
Pubblicato da Franco & R: in 3 ottobre 2011 alle 10:37
Non è solo la società che vuole l’uomo perfetto…spesso nel caso del suicida è la persona stessa che si vuole perfetta oltre i propri umani limiti che fa fatica ad accettare e non accetta. L’autoaccettazione è la soluzione al suicidio…altrimenti, pensiamo, chi non si suiciderebbe? Ma l’autoaccettazione, nella fase acuta si realizza solo confidando in Chi, più grande di noi, ci accetta in partenza.
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da Incompiutezza – 03 ottobre 2011 – 14:00
“si realizza solo confidando in Chi, più grande di noi, ci accetta in partenza.” ?
ma ci sono momenti
In cui il “Chi, più grande di noi” diventa piccolo spoglio, il fratello accanto, l’amico, un paterno volto…
e può accadere che quando tutto è crollato dei propri sogni di perfezione,
si è porofondamente soli e quel “Chi” non è assolutamente nessuno.
Non è solo spiritualità
ma è anche psiche.
L’uomo è un corpo spirituale enestricabilmente connesso l’un l’altro, non di possono separare.