Diverso da chi? Disabile mentale e sacramenti

«Venga assicurata la Comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l’Eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna».

Esortazione apostolica: Sacramentum caritatis – Benedetto XVI

 

Disabilità mentale e sacramenti, nonostante i vari documenti prodotti nel mondo cattolico, è ancora tutto al buon cuore dei parroci in tantissime parrocchie, come nella mia.

Fondamentalmente i catechisti spesso non sono preparati a queste evenienze, finchè non si scontrano personalmente con la problematica ponendosi sinceri interrogativi.

Nella Chiesa si fa un gran parlare di Vita, di dignità della vita, di diritto-dovere alla vita, ma gratta, gratta, in concreto…. Sempre i soliti laici, volontari, impegnati, o preti che hanno aperto particolari comunità….. ad extra….

La disabilità mentale più o meno grave, dovrebbe far parte del nostro bagaglio di esperienze culturali ed esperienziali nella vita della parrocchia e invece siamo ancora lì a discettere di moralismi levitici, liturgie più o meno fascinose…. E la vita corre….

 

A partire dagli anni ’80 si è sviluppato nella Chiesa cattolica un ampio dibattito sull’accoglienza dei disabilii nella comunità ecclesiale e sulla loro partecipazione ai Sacramenti.

 

Se si è d’accordo sull’accoglierli e renderli partecipi della liturgia e della vita parrocchiale, i pareri divergono sull’ amministrazione dei Sacramenti nella misura in cui si pone l’accento sulla verifica della comprensione intellettuale e della volontà del soggetto che riceve il Sacramento.

 

Si pensa che la fede per essere matura debba trovare parole o categorie razionali per manifestarsi. Se questa manifestazione non c’è, come alcuni sostengono, e questo è il caso che può riguardare chi è handicappato mentale, non si può parlare di fede piena e matura.

 

Più la disabilità è grave, inoltre, e più si ritiene sia difficile che questa fede si esprima, possa essere educata e possa crescere. Sono questi i motivi addotti per giustificare in alcuni casi il rifiuto di Sacramenti quali la cresima e l’eucarestia.

 

Ma se scorriamo le pagine dei Vangeli ci accorgiamo che la fede è anche qualcos’altro.

E’ anzitutto un dono, è una fiducia molto concreta nella potenza di Gesù che guarisce e salva, come testimoniano tutti i racconti evangelici di guarigione dei malati. Essa si esprime in modi molto vari, in un gesto che avvicina a Gesù, nella semplice richiesta d’aiuto o nel grido di pietà.

La comprensione del messaggio evangelico, infatti, non riguarda solo le facoltà razionali, ma si estende alla vita, al cuore, all’affettività.

 

La Comunità di Sant’Egidio è impegnata da molti anni nella catechesi e nella preparazione ai Sacramenti, in particolare dei disabili adulti. A partire dalle difficoltà dell’handicap, sono state elaborate specifiche catechesi che presentano modalità di comunicazione innovative, utilizzando anche sussidi iconografici.

 

Da: http://www.santegidio.org/disabili/vangelo/comunicazione.htm

 

 

Vedere anche:

Disabilità, Esperti
Iniziare i disabili ai sacramenti?
Don Giuseppe Morante

Ufficio Catechistico Nazionale – Catechesi e disabilità

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/edit_bancadati.apri_pagina?sezione=doc&tipo_ente=uff&id_oggetto=5688&id_ente=13

 

 

La normalità non esiste

http://habili.ilbello.com/index.php?option=com_content&task=view&id=247

 

quella che segue richiede un approfondimento ed una attenzione particolare (seguirà anche il link)

Lettera ad un Parroco

Alla cortese attenzione
del Sig. Parroco

Vi scriviamo questa lettera per motivare la nostra assenza Domenica all’incontro con il Sig. Parroco e la richiesta di poter prendere con noi nostra figlia in anticipo rispetto alla chiusura del ritiro, alle ore 15.30.
Premettiamo che non è assolutamente una scelta determinata da uno scarso interesse rispetto al percorso di fede di A., né rispetto alla prossima Cresima. Al contrario vorremmo che A. vivesse una esperienza particolare e, crediamo, significativa.
Come sapete, oltre ad A., nel nostro nucleo familiare c’è F., un bambino con autismo.
Nel corso di questi anni F. è stato una presenza importante nella nostra vita e nei nostri percorsi. Tra le altre cose questa esperienza ci ha portato a contatto con altre famiglie di bambini autistici e con loro è nata Autismando, una associazione di genitori di bambini con autismo della provincia di Brescia.
Domenica alle ore 16 presso un’altra Parrocchia ci sarà una messa dedicata a loro. Sarà una messa un po’ speciale, dove nessuno si stupirà per qualche grido, per qualche comportamento bizzarro, per una corsa o per movimenti “fuori-tempo” rispetto ai ritmi scanditi dalla liturgia.
Permetteteci a riguardo un paio di riflessioni che nascono dalla nostra esperienza personale in questa Parrocchia. Nello stesso momento in cui vi esprimiamo la nostra gratitudine per le attenzioni rivolte ad A. e per le esperienze, sia catechistiche che in ambito scout, che ha potuto vivere in Parrocchia, emergono anche perplessità rispetto all’approccio nei confronti del problema di F.
Quando F. è stato iscritto in prima elementare ci è stato proposto di farlo partecipare alle attività del catechismo perché …”sono insieme a scuola, non è giusto che qui non ci sia” … così ci abbiamo provato. Francesco ha partecipato ad alcuni incontri ma non c’erano attività pensate per lui ed era solo un “esserci”, una presenza fisica senza un percorso. Così dopo alcuni incontri dove era difficile anche per noi adulti capire cosa ci stavamo li a fare, si è interrotta la sua partecipazione.
L’anno successivo abbiamo provato a parlarne con la catechista e con il Parroco proponendo la presenza di un tutor, di qualcuno con cui collaborare per costruire un percorso che potesse aver un senso per lui. Per contro il problema che ci è stato posto è stato …”ma F. è in grado di capire”?…
Bella domanda
E’ vero, F. ha una grave disabilità intellettiva. Molto probabilmente non è in grado di capire il concetto di bene e male. Però può sperimentare che un gelato è buono e una medicina amara, che una carezza fa star bene e che una faccia arrabbiata non è buona.

Segue su:

Autismando: Lettera ad un parroco

http://www.autismando.it/autsito/Lettere/Lettera_a_un_Parroco.html

 

 

Evidenzio quanto viene scritto in un documento vaticano dal

COMITATO PER LA GIORNATA GIUBILARE  DELLA COMUNITÀ  CON LE PERSONE CON DISABILITÀ 

La ricchezza della persona con disabilità sfida continuamente la Chiesa e la società e le chiama ad aprirsi al mistero che essa presenta. 

La persona con disabilità è a pieno diritto soggetto-protagonista di pastorale. 

La disabilità non è un castigo, ma luogo privilegiato che Dio usa per manifestare il suo amore e coronare tutti con la gloria della resurrezione. 

http://www.vatican.va/jubilee_2000/jubilevents/jub_disabled_20001203_scheda3_it.htm

Una risposta a questo post.

  1. Pubblicato da marta09 in 18 marzo 2009 alle 00:39

    Grazie!!!! ma cerchiamo ancora testimonianze, cerchiamo di tracciare una catechesi binaria geniori-figli (affetti da autismo), cerchiamo di non far sentire soli questi genitori, cerchiamo se è possibile di “mettere in piedi” strumenti a cui tutti possono attingere.
    Anche se sono convinta che “strumenti” di questo genere sono validissimi anche per i bambini “normali”.
    Grazie ancora

    Replica

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