Don Giuseppe Mani e la castità

aggiornato 6 feb. 2009

Chi ha conservato tutte quei seminari sulla castita’ che per anni faceva don Giuseppe Mani?

Appunti, registrazioni.

Sarebbe interessante conoscere le implicazioni che poi hanno avuto nella vita reale e nel proprio futuro di quegli uditori.

Come Vescovo Militare, ha tenuto le stesse lezioni ai militari? (famosi… per la castità?)

E come Arcivescovo di Cagliari?

Che qualcuno non abbia qualche contributo da dare.

 
 

 

Certo le parole cosi’ semplicemente espresse si prestano ad incomprensione.

Eccomi a spiegarmi, come fatto in altro blog e come mi era stato chiesto.

 

Sono seriamente interessato, se capiterà qualcuno anche anonimo, a conoscere le implicazioni personali e quale effetto personale ha riscontrato nella propria vita, le conferenze fatte da don Giuseppe Mani.

 

Vorrei cercare di capire quale traccia ha lasciato e come nella vita di ciascuno è stato elaborato.

Certo mi interessa anche sapere se quella sua passione della materia, ha continuato a seguirlo nei successivi incarichi e con quale seguito e rispondenza.


La castità.

Un discorso è quel che se ne vuole dire,

diverso è cio’ che mi dice l’esperienza delle persone.
Se devo semplicemente dire quello che dice il magistero che intendono alcuni, non devo far altro che andare su vatican.va stampare i documenti che conosco e distribuirli.
Ma da me si chiede di più.
In ambito laico, indifferente al cattolicesimo che noi conosciamo, ho un ritorno di informazione molto chiaro, il tema non è tabù affatto.
In ambito cattolico, è un tema sensibilissimo, e diviene tabù.
In ambienti parrocchiali, si afferma spesso che nell’argomento più vasto in cui si inserisce sarebbe ora di affrontarlo alla maniera di due grandi studiosi e persone di esperienza nella vita comunitaria ed ecclesiale cattolica come Manenti e Cencini.
Fondamentalmente non accade.
I parroci fondamentalmente hanno le mani legate, perchè in teoria, il Magistero dice tutto, in realtà la psicologia evolutiva, si può permettere di fare delle digressioni non indifferenti, grazie ad una scienza che si interessa alla persona in maniera diversa dalla teologia. Un sacerdote che ha competenze psicologico-analitiche, ha una maggiore capacità di analisi e comprensione e grazie ai suoi studi che gli permettono di partire non dai princìpi, ma dalla persona che ha davanti, ma anche dalla realtà sociale che ha davanti con chiavi di lettura che riceve dagli studi psicologici integrandoli con la comprensione che gli viene dalla teologia.
Oggi si può dire che la psicologia si accinge a divenire la 2^ ancilla theologiae.


Ricordando esperienze giovanili, getto un amo, per avere dei ritorni per meglio comprendere l’oggi, non l’ieri e offrire nuove chiavi di lettura, come già io ne cerco sempre di nuove.

 

 

 

 

7 Risposte a questo post.

  1. Pubblicato da marta09 & R: in 5 febbraio 2009 alle 19:09

    Non so dove si voglia parare con queste 4 righe … ma la castità è un argomento che pochi trattano e su cui ultimamente – mio malgrado – ho avuto modo di approfondire e discutere.
    Devo dire che ho fatto una fatica immensa, ma l’ho fatto anche con gioia.
    Mi potreste dire esattemente dove è la finalità
    __________________________
    incompiutezza scrive:
    5 febbraio 2009 alle 20:02

    Ciao Marta, in privato ho chiesto di passarti anche un altro mio account di e-mail, penso che arriverà.
    Mi è capitato di mettere quel post, quando google mi rivelava una ricerca su d.GM, e l’ho associato a dellle conferenze che ascoltavo da lui.
    Siccome sto cercando una comprensione che corrisponda alla realtà dell’oggi, magari è capace che anche anonimamente qualcuno mi dica qualcosa, mi interessa soprattutto dal mondo cattolico, quello laicista lo so benissimo ci vivo dentro!
    Credo che avrai avuto l’occasione di leggere l’approfondimento che facevo sulla domanda di Ignigo e la motivazione che mi tocca per incarico.
    Certo il post messo in questa semplicità di espressione, può sembrare una provocazione, era tardi quando lo realizzai, e scrissi l’essenziale di quello che cercavo.
    Nell’oggi mi pongo nuove domande e cerco nuove risposte.
    Fondamentalmente gesù non parla della castità, concetto estraneo alla sua cultura, ma usa altre espressioni che comunque non riconducono necessariamente alla castità come poi è stata introiettata nella cultura della Chiesa.
    E’ un argomento che avevo rimosso, e che ora cerco di leggere in modo nuovo, nell’esperienza odierna e nella cultura odierna.
    Personalmente ritengo che i distinguo che il Catechismo della Chiesa Cattolica, pone nel discorso della castità e della castità coniugale lasciano molto perplessi, molto perplessi.
    Cosa vorrà dire che due coniugi devono vivere la sessualità con “giusta moderazione”?
    Perchè usare parole così aleatorie per non prendersi la responsabilità di dire chiaramente quello che intendeva l’autore? lasciando intendere…. ma non dicendo?
    Per il momento non vorrei usare espressioni che possono risultare pesantucce,
    la sessualità è una tematica che nel CCC viene affrontata con molta chiarezza, vengono fatte affermazioni categoriche, ma che l’esperienza mi ha dimostrato, non rispondenti alle esperienze che mi circondavano.
    Allora, visto che in parrocchia non si può fare, ci provo piano piano, sul blog

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  2. Pubblicato da marta09 in 6 febbraio 2009 alle 00:48

    Effettivamente è un discorso delicato e complicato. Non c’è molta chiarezza e direi che tutti hanno una specie di fobia a trattare l’argomento.
    Purtroppo non credo che dal blog possa uscire molto in questo senso, ma si può sperare.
    Non so neppure cosa dice dGM, ma so per certo cosa “si dice” in giro riguardo l’argomento e, ahimè, i preti disposti a giocarsi su questo argomento sono un po’ pochini (io poi come donna non sono certo nella posizione migliore).
    Per il momento … lasciami un po’ pensare (non che ci voglia molto perchè ho trattato questo argomento stando malissimo proprio in questi giorni con casi la cui sofferenza è mostruosa). Ti risponderò in modo un po’ più discreto via mail privata … ricordati sempre che non tutti possono ascoltare ed affrontare tutto.
    Di certo, ho concluso che la castità non è una banale questione di “moderazione” (sciocca, banale e bigotta che lascia spazio a cose oscene), ma – parlando soprattutto in termini coniugali – è un NON CERCARE SOLO PER SE’ E PER SE STESSI SCHIACCIANDO L’ALTRO. Credo che la castità sia un NON possedere l’altro, NON piegarlo a se stessi, NON togliere la libertà all’altro e – soprattutto – mantenere la sacralità dell’altro.
    Mi sono esposta anche fin troppo … per orecchie “tenere” e delicate.
    Quindi … ci sentiamo dall’altra parte.

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  3. Pubblicato da Roberto in 1 marzo 2009 alle 11:31

    Credo che d.G.M. sia la persona meno adatta: su questo tema dirà senz’altro cose che hanno un vero e proprio valore oggettivo, con una metafora direi che è uguale al “chiedere al demonio di parlarci di Dio”….chi ha orecchi per intendere intenda!!Preghiamo la Madonna che susciti almeno il pentimento in certi cuori dove la coscienza e il senso del peccato sono morti e dove conta solo fare certi discorsi (vedi la castità) per dimostrare di essere ciò che nn si è…intanto preghiamo con le parole del salmo:”poni fine, Signore, al male degli empi. Rafforza l’uomo retto, tu che provi mente e cuore, Dio giusto”….che il Signore abbia pietà di questi suoi ministri, che purtoppo non servono la Chiesa di Dio, ma soltanto “se ne servono”…miserere nostri Domine

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  4. Pubblicato da Rita & R: in 11 agosto 2009 alle 13:23

    Se voi avete una cosa bella, delicata, alla quale siete veramente molto attaccate, affezzionate…ma veramente tanto…cosa fate? La guardate con desiderio, l’accarezzate, la guardate ancora di più tanto é bella, ma non la prendete con le mani e la stropicciate vero?
    Avete paura di sciuparla, di rovinarle quella sua bellezza, quella sua purezza no?
    E il sacrificio di fare un passo indietro non vale la pena se poi é possibile continuare ad avere tutta la magia di quel rapporto che, altrimenti, verrebbe cambiato?
    La castità, anche quella matrimoniale, è quel passo indietro che ti permette di continuare ad avere un rapporto bello, puro secondo la tua vocazione, secondo il tuo destino, nella tua libertà e nella libertà di chi é con te.
    Il sesso é bello. Lo rendono brutto chi lo fa come animali.
    ____________________
    incompiutezza scrive:
    11 agosto 2009 alle 14:55

    Come giustamente tu dici il sesso è bello.
    In verità, noi lo facciamo come gli animali, perchè siamo a loro accomunati nelle creature di Dio.
    Come gli animali, mangiamo, beviamo, soffriamo, moriamo, e facciamo anche sesso e gli animali spesso lo fanno bene ed in modo molto bello, io ho dei cocoriti che quando fanno sesso sono splendidi, assumono disegni corporei nell’unione sessuale di grande bellezza.
    Strano?
    Ma è la realtà.
    Inutile girarci intorno.
    Le creature umane ci potrebbero mettere un valore aggiunto.
    L’amore, l’affetto.
    Ma dacchè mondo è mondo non è stato mai un dato necessario nel fare sesso.
    Sin dall’inizio dei tempi, le persone si accoppiavano anche senza amarsi, perchè lo avevano deciso i clan dell’uomo o della donna, o la voglia dell’istinto.
    L’amore e l’affetto sono una evoluzione nel percorso di crescita della storia umana. Non sono un dato originario e nemmeno necessario.
    La cultura con il tempo si è evoluta, dei costumi si sono imposti nelle varie società, per i più diversi motivi.
    Se si provasse a rispettare i vari uomini/donne, con i loro desideri, senza obbligarli a delle leggi da imporre come giogo sulle loro spalle?
    Io lascerei fare al Signore che può suscitare suoi figli anche dalle pietre, e se siamo buoni testimoni veraci, non si dovrebbe imporre nulla a nessuno.
    La testimonianza convince da sè,
    se è capace.
    Dove c’è imposizione c’è violenza.

    Signora Rita,
    si porti a casa dei Cocoriti,
    e li ammiri quando fanno sesso,
    non disprezzerà più gli animali e il sesso.

    Replica

  5. Pubblicato da Rita in 11 agosto 2009 alle 15:15

    Rispondo per dire che non ho nulla da dire.
    Mi sembra di aver ricevuto suoni non da essere umano, dotato di ragione e tanto altro, ma un essere primitivo abitante delle caverne…
    Mi spiace non conosco questo linguaggio.

    Replica

  6. Pubblicato da matteo in 11 agosto 2009 alle 16:24

    Comunque ero interessato a riflessioni o ricordi di don Giuseppe Mani sul tema, che negli anni 80 aveva tenuto dei seminari interessanti.

    Per il resto sul sesso vince chi testimonia amore e non prediche sterili
    Matteo

    Replica

  7. Pubblicato da Rita in 11 agosto 2009 alle 16:52

    L’amore comprende sesso ed anche sterilità…

    Replica

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