Incompiutezza

26 Settembre 2008

FAMIGLIA, il vostro matrimonio naufraga? “Retrouvaille”

26 Settembre 2008

Retrouvaille in Udienza Privata a Castel Gandolfo con S.S. Benedetto XVI

International Council Meeting a Roma 26-28 Settembre 2008

Il vostro matrimonio sta naufragando?

State pensando alla separazione o al divorzio?

Avete smesso di discutere insieme i problemi?

Vi sentite freddi, soli, distanti?

…e non sapete come cambiare o dove rivolgervi?

Retrouvaille vi può aiutare!

Retrouvaille è un servizio esperienziale offerto a coppie sposate o conviventi con figli che soffrono gravi problemi di relazione, che sono in procinto di separarsi o già separate o divorziate, che intendono ricostruire la loro relazione d’amore lavorando per la guarigione del loro matrimonio ferito o lacerato.

 

Retrouvaille è una parola francese che significa “ritrovarsi”. Vuole essere un segno di speranza per queste coppie, un raggio di luce in una società dove i mass-media propongono come unica alternativa ai problemi di relazione la separazione o il divorzio.

 

Retrouvaille offre la possibilità di ritrovare una vita di fede proponendo e valorizzando il sacramento del matrimonio vissuto dentro una comunità cristiana dove conta il sostegno di un gruppo di coppie che crede al valore del matrimonio, e la preghiera.

Essere Chiesa significa anche credere che la debolezza e’ strumento di grazia ed in questa prospettiva, la storia delle delusioni e delle cadute delle coppie guida, ed il loro superare le difficoltà insieme, diventano testimonianza per altre coppie in crisi.

Retrouvaille vuol diventare un servizio della chiesa locale ampliando e consolidando la collaborazione le Diocesi.

Retrouvaille è un servizio che viene offerto a coppie in gravi difficoltà di relazione, che sono in procinto di separarsi o già separate o divorziate e che intendono rivedere la loro relazione, ricostruendo il loro matrimonio, ferito o lacerato. Il divorzio e la separazione non sono irreversibili, c’è una strada per ricostruire il matrimonio in rovina. RETROUVAILLE vuole aiutare le coppie in difficoltà, abbattere il muro di indifferenza, tendere una mano offrendo un cammino di speranza per rimettere in moto il “ SOGNO” che li ha accompagnati al matrimonio.

Retrouvaille nasce in Canada nel 1977 dove i coniugi Beland presentarono il primo Week – end Retrouvaille in lingua francese nella città di Hull. Nel 1978 il programma venne tradotto e presentato a Toronto in lingua inglese. Attualmente il programma migliorato costantemente negli anni è attivo negli Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Costa Rica, Panama, Cuba, Trinidad, e Tobago, Bolivia, Brasile, Perù, Paraguay, Argentina, Cile, Ecuador, Guyana, Inghilterra, Spagna, Messico, Filippine, Samoa, Singapore, Corea del Sud. Sud Africa, Zinbawe…

Ad oggi sono circa 100.000 le coppie e 350 i sacerdoti nel mondo che hanno vissuto l’esperienza di RETROUVAILLE. Da alcuni anni Retrouvaille si sta diffondendo anche in Italia con grande successo. Il servizio di RETROUVAILLE è ispirato cristianamente e si sta rivelando un prezioso strumento di grazia per le coppie in difficoltà; è offerto a tutte le coppie che ne fanno richiesta, anche di altre confessioni religiose, sposate civilmente e coppie conviventi con figli.

http://www.retrouvaille.it/

CONSIDERAZIONI:

La realtà coniugale/matrimoniale con il tempo/secoli e ultimi decenni è andato incontro a molte nuove modalità di relazionarsi, che sarebbe da ciechi ignorare.

 

In Italia, nell’ultimo secolo siamo passati da una realtà coniugale, gestita quasi in esclusiva dall’elemento maschile, in cui la donna era esclusivamente in subordine, in cui la donna accettava come normali ogni tipologia di vessazioni e violenze del coniuge, ad una nuova realtà, in cui i coniugi si pongono generalmente in modo paritario, superando i “consigli temporali” che offriva s.Paolo e che ha tanto condizionato il rapporto uomo-donna nel matrimonio. Non ci si puo’ dimenticare che per l’uomo e per la donna il matrimonio non era una scelta ma un “partito” da prendere, la donna non poteva essere assolutamente autonoma, ma doveva dipendere in tutto dal lavoro e dalle finanze del marito. Il matrimonio era per la donna, un momento critico della vita che passa come un treno unico, da prendere in tempo nella vita, per sistemarsi e non rimanere zitelle.

 

Nell’ultimo secolo è cambiata la realtà stessa di relazionarsi tra uomo e donna, per l’emancipazione generale delle idee e della stessa donna che è uscita dal suo ruolo di subordine. La relazione sessuale era solo vista finalizzata al contratto matrimoniale, e in parte dell’Italia del sud, fino a pochi anni fa (non sono aggiornato…), dopo la prima notte di nozze bisognava stendere il lenzuolo insanguinato per comunicare alla comunità l’avvenuta consumazione/deflorazione. Il modificarsi delle relazioni uomo-donna, ha portato alla consapevolezza che esistono diversi momenti nella vita stessa di relazione, che possono essere di attrazione affettiva e di attrazione sessuale, che questi momenti possono anche essere disgiunti, ma quando sono uniti danno vita a quell’ amore oblativo che dà senso alla relazione coniugale/matrimoniale, i due formano una carne sola come Cristo con la sua Chiesa, come Dio con il suo popolo.

 

L’amore coniugale è per tutta la vita?

Tutta la storia di pressoché tutti i popoli dimostra che non è così. Nelle società a predominanza culturale maschile, l’uomo ha sempre deciso quando ripudiare la propria moglie, nelle società moderne e avanzate nell’esperienza delle relazioni interpersonali, i coniugi possono parimenti dividersi. Se il matrimonio da sempre è stato un contratto tra due persone, ma storicamente tra due clan o tra due famiglie, oggi lo Stato si fa garante di quel contratto e permette che si possa rescindere da quel contratto medesimo.

L’esperienzialità pressoché universale dimostra che ci sono casi in cui l’amore sponsale dura la intera vita terrena dei coniugi sino alla morte di uno di loro. In molti altri casi l’amore tra i coniugi si deteriora, (con tempi e modalità diversi in ogni coppia), si perde in modo irreparabile, sconfinando financo nella violenza e nell’omicidio.

Storicamente la coppia di coniugi veniva supportata dal clan o famiglia di origine, mentre nella società attuale, con il modificarsi dei rapporti, una coppia si separa dalla famiglia di origine per i più diversi motivi, molto spesso si isola diventando una sorta di monade (controsenso), una cellula-isola-mondo, in cui il tutto delle relazioni si esaurisce tra marito, moglie e figli.

In una gran parte dei casi, la coppia che si forma con il matrimonio progressivamente lascia anche i vecchi nuclei di amici che comunque formavano terra affettivo-amicale intorno.

In molti casi, l’inserimento di una coppia coniugale nel tessuto di una “agenzia confessionale”, come la parrocchia per i cattolici, tessendo una rete di rapporti interpersonali intorno alla coppia stessa e cercando un più profondo senso del proprio stare insieme, ed in questo essere aiutati, è un valido supporto alla tenuta della coppia/matrimonio a superare i momenti di crisi inevitabili nello spazio di una vita di relazione.

 

Molto spesso, le coppie matrimoniali si trovano nella condizione o di non volere alcun aiuto o di non riuscire a trovare l’aiuto professionale di cui hanno bisogno per chiarire lo stato della relazione in cui sono.

Una volta che la coppia ha l’occasione di chiariril proprio stato di relazione, deve essere lasciata assolutamente libera di fare le scelte che salvaguardino il benessere delle persone, sia nell’essere capaci di continuare la vita matrimoniale, sia nell’abbandonare la vita di quel matrimonio.

 

L’atteggiamento della Chiesa cattolica su questo argomento si pone su un piano molto diverso, in quanto per essa è assoluto il principio del matrimonio-sacramento che ha estrinsecato dal Nuovo Testamento, a prescindere dallo stato di relazione dei coniugi, che in caso di crisi irrisolvibile, pur separandosi sono tenuti a continuare a vivere il contratto matrimoniale ad aeternum, e ad escludersi ogni possibile ulteriore vita affettiva, e se vita affettiva ulteriore si trovasse, deve essere nell’ambito di una relazione casta fratello-sorella. (Ovviamente la chiesa ammette eccezioni, ma solo all’interno della sua reltà confessionale).

3 Commenti »

  1. ho scoperto di essere gelosa e possessiva, non voglio condividere con altri la persona che amo

    Commento di paola — 29 Agosto 2009 @ 11:10

  2. Beh, visto che non siamo mussulmani, é giusto non voler condividere il marito con altre!
    La possessività é brutta perché, a lungo andare, toglie l’aria e spegne il fuoco.
    La libertà é indispensabile perché la persona possa scegliere di legarsi…

    Commento di Rita — 29 Agosto 2009 @ 13:45

  3. ….a prescindere dallo stato di relazione dei coniugi, che in caso di crisi irrisolvibile, pur separandosi sono tenuti a continuare a vivere il contratto matrimoniale ad aeternum, e ad escludersi ogni possibile ulteriore vita affettiva, e se vita affettiva ulteriore si trovasse, deve essere nell’ambito di una relazione casta fratello-sorella.

    Questa eventualità presume già un matrimonio e una convivenza di qualche anno e, magari, dei figli.
    Ma é la partenza che ricopre un aspetto importantissimo.
    Io vedo, ho visto moltissimi giovani sposarsi in Chiesa COSI’….per i genitori, per la festa, per tanti motivi eccetto l’unico vero.
    Mancando l’unico vero motivo per affrontare il matrimonio-sacramento qualsiasi ostacolo sarà pià o meno incormontabile.
    Ho attorno moltissimi amici anche giovani che, invece si sposano appena laureati, con sacrifici, per affrontare la vita insieme camminando verso Cristo. Lavorano e hanno molti figli. Affrontano le difficoltà uno con l’altro e con la compagnia, gli amici e la Chiesa.
    Ho visto alcuni di questi attraversare crisi grosse ma li ho visti anche superarle insieme, perché entrambi non dimenticavano il compito che avevano e ciò che volevano l’uno per l’altro.
    Sono tutte persone molto serene, anche uno che é statao lasciato dalla moglie e vive con la figlia, in casa con i genitori….
    Per Cristo vivo, con te, si può fare tutto!

    Commento di Rita — 29 Agosto 2009 @ 13:54


RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.